Fisco Equo
L'imposta si versa solo sull'indennità parlamentare. Tutto il resto è esentasse senza obbligo di documentazione. Con un risparmio rispetto a un normale cittadino del 53%. Tra i benefit esentasse la diaria, il rimborso forfetario per le spese di segreteria, i rimborsi per spese di trasporto e di viaggio.
di Oreste Saccone
Per i parlamentari il benefit è sempre esentasse. Grazie ad una interpretazione estensiva della norma da parte dei due rami del Parlamento ogni anno deputati e senatori incassano circa 110.000 euro senza pagarci l'Irpef, con un risparmio d'imposta di circa 50.000 euro. Il deputato tipo riceve in un anno complessivamente 246.295 euro (indennità lorda annua di 135.400 euro e altri benefits pari a 110.895 euro) e subisce una tassazione ai fini Irpef pari a 44.628 euro. Se le stesse somme, a titolo di stipendio e di benefit dello stesso tipo, fossero corrisposte ad una qualsiasi altro cittadino italiano, ad esempio ad un manager o ad un alto dirigente, la base imponibile tassabile ai fini Irpef ammonterebbe a 236.886 euro e l'imposta Irpef dovuta ammonterebbe a 95.031 euro. Poi, a fine carriera, il trattamento di fine rapporto maturato (Tfr) sulla base degli accantonamenti previdenziali mensili, a differenza dell'assegno di fine mandato del deputato, sarebbe soggetto a tassazione separata al momento della percezione. In definitiva il nostro onorevole beneficia ogni anno di un risparmio d'imposta di 50.403 euro. E paga il 47% circa di quello che avrebbe pagato un altro contribuente.Con un emendamento al milleproroghe approvato in commissione alla Camera, viene riaperto il condono sulle liti varato dal governo Berlusconi. La sanatoria viene estesa a tutto il 2011 vanificando l'attività di accertamento dall'Agenzia.
Di Oreste Saccone
Il virus del condono rischia di contagiare anche il governo Monti. Mentre è in corso sui media una martellante campagna, contro l'evasione nelle ovattate stanze di Montecitorio è stato approvato nei giorni scorsi dalle commissioni riunite I e V della Camera con l'assenso del sottosegretario Polillo, un emendamento al decreto milleproroghe, presentato da Antonio Leone del Pdl, che riapre il condono sulle liti fiscali pendenti fino a 20.000 euro e vanifica gran parte dell'attività di accertamento del 2011 dell'Agenzia delle entrate. In pratica all'evasore accertato sarà sufficiente pagare il 30% della maggiore imposta accertata. La percentuale sale al 50% se il contribuente ha già perso un grado del giudizio e scende al 10% se ha vinto. Per chi paga le imposte si tratta dell'ennesima beffa. A fronte di dichiarazioni contro l'evasione, che vedono impegnato Monti in prima persona si registra una sostanziale continuità con il precedente governo in materia di condoni che sono la negazione di ogni minima e seria azione contro l'evasione fiscale.
Per i contribuenti in regola con gli studi di settore il termine per l'accertamento viene ridotto da 4 a 3 anni. Inoltre l'accertamento sintetico scatta quando il reddito accertabile eccede di almeno un terzo quello dichiarato, anziché di un quinto come stabilito per tutti gli altri contribuenti.
di Villiam Rossi
Il regime premiale introdotto con il decreto 'salva Italia' a favore dei contribuenti in regola con gli studi di settore potrebbe presentare profili di incostituzionalità in relazione agli articoli 3 e 53 della Carta. Introdotto con l'obiettivo di promuovere la trasparenza e l'emersione di base imponibile, rischia di realizzare una evidente disparità di trattamento dei contribuenti di fronte all'amministrazione finanziaria. Mentre per un pensionato o un lavoratore dipendente il fisco ha 4 anni per procedere ad eventuali accertamenti e rettifiche per un lavoratore autonomo in regola con gli studi di settore, ne ha soli 3. Un vantaggio ancor più ingiustificato se si tiene conto che i dati per gli studi, fornitii dagli stessi contribuenti, sono spesso non veritieri. Come dimostrano le ultime statistiche diffuse dal dipartimento delle Finanze relative al 2009 i redditi delle categorie interessate permangono nella maggior parte dei casi bassi e inferiori a quelli di pensionati e lavoratori dipendenti. Appare poi del tutto ingiustificata una diversa soglia di presunta evasione per far scattare l'accertamento sintetico. In questo caso per un pensionato l'accertamento sintetico scatta quando il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un quinto quello dichiarato per un autonomo in regola con gli studi la soglia sale a un terzo.Nel periodo gennaio-novembre 2011 le entrate erariali si sono attestate a 364,388 miliardi di euro, in crescita dello 0,4% rispetto al corrispondente periodo del 2010. Calano dell'1,5% le imposte dirette, mentre crescono del 2,9% le indirette. Boom del 12,1% di lotto, lotterie e altre attività di gioco.
Le entrate tributarie erariali hanno segnato un aumento tendenziale dello 0,4% nel periodo compreso tra gennaio e novembre 2011, quando si sono attestate a 364.388 milioni di euro con un incremento di 1.586 milioni di euro. Lo comunica il ministero dell'Economia. Le imposte dirette fanno registrare una flessione dell'1,5% (-3.041 milioni di euro) rispetto al corrispondente periodo del 2010, dovuta principalmente alla decelerazione dell'Ire. Le imposte indirette fanno registrare un aumento del 2,9% (+4.627 milioni di euro) rispetto al corrispondente periodo del 2010, fornendo il maggior sostegno alla crescita delle entrate. Il gettito Iva aumenta dell'1,8% (+1.801 milioni di euro) trainato, in buona parte, dalla componente relativa al prelievo sulle importazioni che riflette il rialzo dei prezzi dell'energia verificatosi fin dall'inizio dell'anno. Rimane positivo il gettito delle imposte il cui andamento non è legato alla congiuntura economica: le entrate totali relative ai giochi (che includono varie imposte classificate sia come entrate erariali dirette sia indirette), sono risultate pari a 11.027 milioni di euro.Fare dell'Isee uno strumnento di equità evitando che chi evede le imposte abbia anche un vantaggio in termini di prestazioni sociali agevolate. Un primo passo avanti arriva con le misure contenute nel decreto 'salva Italia'. Ma occorre fare di più affidandone le gestione direttamente all'Agenzia delle entrate e migliorando i controlli.
di Lelio Violetti
La revisione dell'Isee prevista dalla manovra Monti (legge 201 del 22 dicembre 2011) pone le premesse per avviare a superamento le principali criticità che caratterizzano l'Indicatore della situazione economica equivalente. Viene aperta la strada per una sua trasformazione in un effettivo strumento di equità in grado di garantire trasparenza nella ridistribuzione delle risorse pubbliche alle famiglie in condizioni di svantaggio economico. E' prevista la revisione delle attuali modalità di determinazione dell'indicatore con particolare riferimento ad una migliore definizione di "reddito disponibile che includa la percezione di somme, anche se esenti da imposizione fiscale", la valorizzazione in "misura maggiore" della "componente patrimoniale" e la possibilità di differenziare l'indicatore per le diverse tipologie di prestazioni. Sarà ora il regolamento attuativo a definire in concreto il nuovo Isee. Restano tuttavia le lacune sul versante della gestione dello strumento che andrebbe affidata direttamente all'Agenzia delle entrate e sulla necessità di prevedere una specifica attività di controllo mirata ad eliminare l'accesso alle prestazioni a chi evade il fisco.Pagina 1 di 27













