Sabato 11 Febbraio 2012 00:29
Nel contrasto all'evasione superare la linea frammentaria e contraddittoria degli ultimi anni. L'ex ministro nel corso di un'audizione al Senato rilancia l'dea di utilizzare la leva fiscale per ridurre il costo del lavoro e suggerisce di evitare l'aumento di altri 2 punti di Iva previsto per fine anno.
L'elevata evasione fiscale resta uno dei nodi centrali del sistema tributario del nostro paese. Ogni ipotesi di contenere la pressione fiscale, ormai lanciata verso il 45% del pil, passa dunque per un significativo aumento della fedeltà fiscale e della contestuale riduzione della spesa pubblica. Vincenzo Visco ascoltato dalla commissione finanze del Senato nell'ambito di una indagine conoscitiva sulla riforma fiscale evidenzia gli stretti margini di intervento tenuto conto dei vincoli di bilancio. Tra gli obiettivi principali da perseguire, accanto alla lotta all'evasione, la riduzione dell'Irpef sui redditi medio bassi anche attraverso un intervento deciso subito e attuato in più anni in relazione alla disponibilità delle risorse. Inoltre occorre proseguire nella riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro e puntare ad evitare, o almeno dimezzare, il secondo incremento dell'aliquota Iva che dovrebbe scattare alla fine del 2012, utilizzando i proventi che potrebbero essere ottenuti dalla riduzione delle cosiddette "spese fiscali".













