Booking.com sotto inchiesta per evasione fiscale: fattura 40 miliardi l’anno

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La procura di Genova ha aperto un fascicolo d’indagine con al centro Booking.com – il portale web attraverso cui si prenotano camere d’albergo e alloggi – per omesso versamento dell’Iva.
Per il colosso delle prenotazioni online, la violazione fiscale potrebbe trasformarsi in penale, superata la soglia di 250mila euro di debito.
Gli inquirenti hanno inviato una rogatoria ad Amsterdam – dove ha sede la società – e la riposta dovrebbe giungere entro breve tempo.
Nel dettaglio, l’inchiesta riguarderebbe il mancato pagamento dell’Iva sulle prenotazioni di camere o appartamenti di privati e non di strutture alberghiere.
In Italia Booking è al centro anche di un’indagine dell’Antitrust.Booking.com “fattura 40 miliardi di euro all’anno”, un importo “68mila volte più grande dell’albergo medio italiano. Tutti gli alberghi italiani insieme fanno 20 miliardi di euro. Il rapporto è molto sproporzionato, e il mercato digitale è in costante crescita”.
È quanto ha affermato il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara, in audizione in commissione Industria al Senato sul ddl Concorrenza.

Nucara ha ricordato che in Italia ci sono 34mila alberghi, mediamente di 3 stelle e con 30 camere. Il 60% delle transazioni avviene online e di queste, ha riferito, “il 90% è in mano a Booking.com e Expedia.com“. Secondo le stime dell’Antitrust riferite dall’associazione, le transazioni degli operatori online coprono circa il 30% del mercato totale.

Federalberghi durante l’intervento ha sottolienato l’apprezzamento della norma approvata in un emendamento al ddl Concorrenza durante il passaggio alla Camera che “definisce in modo stringente che Booking.com, Expedia, o altri portali non possano più vietare agli alberghi di fare sconti sul proprio sito”.

Nel corso dell’intervento in commissione Industria il presidente dell’associazione ha affermato poi che “nella presentazione quotidiana, in quello che vediamo in televisione o in pubblicità, ci viene promesso il miglior prezzo, cioè Booking ci dice: venite da me che vi do il miglior prezzo; in realtà c’è un sottotitolo molto chiaro sotto che dice vi do il miglior prezzo perché ho vietato a qualcun altro di farvi un prezzo più basso. Se l’albergo avesse la facoltà di proporre sul proprio sito un prezzo più basso, avremmo un prezzo più basso per il cliente, minori commissioni a carico dell’albergo, e più imposte per lo Stato italiano“.

Attualmente ha aggiunto Nucara, “la grandissima parte del fatturato delle grandi agenzie online transita come attività estere e quindi non si paga un centesimo di tasse in Italia”.
L’autorità intende verificare alcuni elementi del servizio offerto dalla piattaforma: se l’ordinamento dei risultati nella piattaforma rifletta o meno l’effettiva convenienza degli alloggi mostrati a tariffa pagata e se l’utente sia informato dei soldi che la società riceve da una struttura ricettiva in cambio di una segnalazione nella sua sezione “le nostre scelte top” sul sito.