Giovedì 31 Marzo 2011 10:46
Di Orsola Barina
Più tasse uguale più innovazione. Se per il compianto Padoa Schioppa le tasse erano bellissime, per la Commissione europea quelle sui consumi energetici stimolerebbero tecnologie innovative e, indirettamente contribuirebbero ad abbattere le emissioni di gas serra. Il rapporto diretto tra imposte e nuove tecnologie è illustrato in un recente studio della Direzione generale fiscalità e unione doganale della Commissione Ue: ''Innovation of energy technologies: the role of taxes''.
Lo studio parla di innovazione indotta in tre tappe. Si parte con l’applicazione di un regime fiscale appropriato che renda meno vantaggioso per i consumatori il ricorso a fonti di energia fossile; l’imposizione farebbe aumentare la domanda di soluzioni per risparmiare energia o per l’uso di combustibili alternativi orientando anche le imprese in questa direzione. La Commissione mostra, sulla base di dati statistici, che gli effetti a lungo termine di un aumento pari all’1% del costo dell’energia o delle relative tasse, comporta una riduzione dei consumi della stessa percentuale ed oltre. Un punto percentuale in più sull’utenza totale sarebbe, secondo i risultati dello studio, in grado di imprimere un’accelerata alla nascita di brevetti compresa tra 0,3 e 2,4%. Non solo, ma la spinta delle tasse sulla ricerca di soluzioni innovative sarebbe molto più potente di quella legata a un aumento dei prezzi. L’imposizione fiscale, quindi, si accredita, secondo gli autori della ricerca, come lo strumento più credibile per convincere gli “innovatori” ad investire.













