Dichiarazioni 2014: peso Irpef su lavoratori e pensionati con redditi medi

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Il Mef ha pubblicato le statistiche sulle dichiarazioni Irpef per l’anno 2014: l’82% dell’imposta totale è versata da lavoratori e pensionati, quasi il 60% del peso è scaricato sui redditi medi.

Sono 40,7 milioni i contribuenti che nel 2015 hanno regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi tramite 730, Unico o modello 770 dei sostituti d’imposta, in calo dello 0,7% rispetto al 2014. Nonostante la flessione il reddito complessivo fa registrare una lieve crescita dello 0,4% toccando quota 817 miliardi, anche se la distribuzione territoriale resta ancora fortemente squilibrata: le regioni dove il reddito medio è più alto sono Lombardia (24.020 euro) e Lazio (22.500), mentre la Calabria è fanalino di coda con 14.510 euro. A dirlo sono le statistiche sulle dichiarazioni Irpef per l’anno d’imposta 2014 pubblicate dal ministero dell’Economia. Il dato più pesante, però, riguarda le tipologie di reddito dichiarate: anche lo scorso anno infatti,  i redditi da lavoro dipendente e da pensione hanno contribuito per oltre l’82% al reddito Irpef complessivo, confermando i risultati del rapporto elaborato dal Centro Studi Lef– Associazione per la legalità e l’equità fiscale- sulla struttura dell’imposta. Per dati più accurati bisognerà attendere maggio 2016, quando il Mef metterà a disposizione le analisi statistiche basate sul reddito prevalente.

Più peso su redditi da lavoro e pensione. A confermarlo sono i dati. Ad esempio nonostante il numero dei pensionati risulti in calo, la quota del reddito da pensione sale toccando quota 30,2% sul reddito complessivo, a conferma di quanto il peso dell’Irpef sia sempre più a carico di lavoratori e pensionati. Quanto ai redditi medi calcolati in base alla tipologia di contribuente, al primo posto ci sono i lavoratori autonomi con 35.570 euro, seguiti dai lavoratori dipendenti con 20.520 euro, imprenditori non datori di lavoro (ditte individuali) con 18.280 euro, i pensionati con 16.700 euro e infine i soggetti con partecipazioni in società di persone, con un reddito medio di 16.040 euro. Nel calcolo, sottolineano da via XX Settembre, non rientrano i contribuenti (lavoratori autonomo, ditte individuali) che hanno dichiarato perdite, né vengono considerati i redditi da capitale perché soggetti a tassazione sostitutiva. La situazione è pressoché invariata rispetto ai redditi 2013: la contrazione dei dichiaranti con redditi bassi è alla base della crescita dei redditi medi da pensione (+2,6%), redditi d’impresa (+3,6%) e partecipazione (+2,4%), mentre i redditi medi da lavoro dipendente (-0,4%) e autonomo (-0,3%) presentano lievi flessioni.

L’analisi per classe. Buona parte del carico fiscale è poggiato sui redditi medi-alti: i contribuenti con un reddito compreso fra 15mila e 50mila euro rappresentano il 49% del totale e versano il 57% dell’Irpef totale; quelli con un reddito superiore a 50mila (il 4% del totale) corrispondono all’erario il 35% dell’imposta complessiva. Dall’altra parte, nella fascia di reddito fino a 15mila euro rientra il 46% dei contribuenti, ma contribuisce al 5% dell’Irpef totale. Capitolo super-ricchi, ossia i contribuenti con un reddito superiore a 300mila euro che devono un contributo di solidarietà del 3%: nel 2014 i soggetti dichiaranti sono stati 31.700 (0,1% dei contribuenti totali) e hanno versato, in aggiunta, 276 milioni di euro, in media poco più di 9mila euro ciascuno.

Gettito (potenziale) in calo. L’Irpef netta totale dichiarata ammonta per il 2014 a 151,2 miliardi, un miliardo in meno rispetto al risultato 2013 (151,2 mld). Scremando l’effetto del bonus 80 euro, il valore medio dell’imposta netta Irpef resta sostanzialmente invariato (4.920 euro contro i 4.910 dell’anno precedente), anche se a dichiararla sono stati 30,7 milioni di contribuenti (nel 2014 erano stati 31 milioni), il 76% del totale. Circa 10 milioni, invece, i contribuenti che rientrano nella fascia di esenzione Irpef. Menzione particolare spetta all’imposta sostitutiva sul reddito da locazione immobiliare: 1,4 milioni di soggetti coinvolti (+33% rispetto al 2013) per 1,8 miliardi di imposta dichiarata a fronte di 9,3 miliardi di imponibile.

Addizionali. Si conferma pesante il contributo delle addizionali Irpef. Quella regionale nel 2014 ammonta a 11,4 miliardi (+1,8% rispetto all’anno precedente), pari a 380 euro per contribuente (contro i 370 euro del 2013). Ancora una volta le addizionali più care sono quelle di Lazio (530 euro) e Piemonte (460 euro), le due regioni con i deficit sanitari più pesanti; quella più bassa è della provincia autonoma di Bolzano (200 euro). Stessa distribuzione anche per le addizionali comunali: pesano 4,5 miliardi (+2,5% rispetto 2013), pari a 180 euro per contribuente. Ancora una volta il Lazio si conferma maglia nera (240 euro), mentre è al minimo (60 euro) la Provincia autonoma di Bolzano.