E-fatture, catasto e precompilata: il Fisco punta sulla prevenzione

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Il ministero dell’Economia fissa gli obiettivi di politica fiscale per il prossimo biennio: maggiore incrocio delle banche dati e potenziamento dei servizi telematici per favorire la compliance e facilitare il rapporto con i contribuenti.

Da un lato semplificare le procedure per favorire la cooperazione con i contribuenti e, a cascata, la compliance fiscale.  Dall’altro rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto all’evasione fiscale attraverso il potenziamento dei sistemi di analisi e valutazione del rischio, un maggiore incrocio delle banche dati, l’implementazione della fatturazione elettronica e l’aggiornamento del database per quanto riguarda le informazioni catastali. Sono queste le linee guida per il prossimo biennio in materia di politica fiscale. A metterle nero su bianco è il ministero dell’Economia nell’atto di indirizzo 2016-18, col quale si ridisegnano le strategie nell’ottica di una maggiore collaborazione tra Fisco e contribuenti.

Più servizi telematici. Per raggiungere l’obiettivo, Via XX Settembre punta sulla tecnologia. Il compito delle agenzie fiscali sarà di potenziare le strutture informatiche e i servizi telematici, a cominciare dal perfezionamento della dichiarazione precompilata. La priorità è favorire la compliance fiscale attraverso un riassetto dei servizi di assistenza, consulenza e controllo, che consenta di far emergere l’effettiva capacità contributiva di ciascun soggetto già al momento dell’adempimento tributario. Altro punto nodale è la semplificazione delle procedure amministrative per garantire la competitività delle imprese italiane e attrarre capitali esteri.

Ridurre tax gap. Anche il contrasto all’evasione fiscale è legato a doppio filo con il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche. Per il ministero dell’Economia, il tax gap si può ridurre più facilmente attraverso la prevenzione. Che in termini pratici si traduce in controlli meno invasivi e un maggiore incrocio delle banche dati, oltre che nello sviluppo delle tecniche di analisi e valutazione dei rischi di evasione/elusione.

Accertamenti mirati. Altra priorità è quella di rendere più efficiente l’attività di accertamento e verifica. Anche su questo fronte, il Mef chiede alle agenzie fiscali di puntare sugli strumenti telematici per permettere ai contribuenti di porre rimedio in tempo a eventuali errori o omissioni attraverso il ravvedimento operoso. Spazio poi ad un’ampia revisione degli studi di settore, con l’obiettivo di renderli più accurati nelle stime e ridotti nel numero. Di pari passo dovrà essere potenziata la fatturazione elettronica, mettendo a disposizione dei contribuenti un sistema di generazione, trasmissione e conservazione delle e-fatture. Quanto alle frodi carosello, il Mef punta su una maggiore cooperazione fiscale con le amministrazioni europee, come previsto dagli accordi stipulati in sede Ocse in materia di scambio automatico delle informazioni.

Banche dati aggiornate. Un capitolo a parte lo merita il catasto. Gli obiettivi da perseguire nel prossimo biennio sono essenzialmente due: in primis aggiornare e migliorare le banche dati, in particolare la cartografia catastale, l’Anagrafe dei titolari e l’Osservatorio del mercato immobiliare; in secondo luogo potenziare l’attività di emersione degli immobili non registrati.