Entrate tributarie, primo bimestre 2016 a quota 62,4 miliardi, bene Iva e Ires

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Via XX Settembre ha pubblicato il report sulle entrate relative al periodo gennaio-febbraio 2016: 3,5 miliardi da giochi e tabacco, bene l’Iva. E l’Ires vola.

Nei primi due mesi dell’anno le entrate tributarie fanno registrare un balzo in avanti del 2% (+1,2 mld) rispetto al primo bimestre 2015, attestandosi a quota 62,4 miliardi grazie alla crescita dei gettiti Iva e Ires. È quanto emerge dal report sulle entrate erariali relativo al periodo gennaio-febbraio 2016 diffuso ieri dal ministero dell’Economia. Il dato assume ancor più valore visto che non incorpora il canone Rai. Con la nuova normativa il primo versamento è infatti previsto per luglio, mentre fino allo scorso anno circa il 90% del tributo era riscosso già entro febbraio. Il Mef calcola che, neutralizzando l’effetto canone, la crescita del gettito tributario si attesti intorno al +4,5%.
 
 
 

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Fonte: Mef, Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio-febbraio 2016

Imposte dirette. A contribuire maggiormente in termini assoluti sono le imposte dirette. In particolare il gettito Irpef che da solo vale 34,4 miliardi (+1,7 mld rispetto allo stesso periodo 2015, pari a +5,2%), frutto delle ritenute sui redditi da lavoro dipendente, del settore privato (16,6 miliardi, +8,5%) e di quello pubblico (14,8, pari a +1%), oltre che delle ritenute sui redditi degli autonomi (2,1 mld, +0,7%) e dei versamenti in autoliquidazione (396 milioni di euro, +26,5%). Da segnalare l’andamento del gettito Ires, che fa registrare un +46,3% rispetto al primo bimestre 2015 toccando quota 531 milioni di euro. Male le imposte sostitutive, soprattutto quella sui redditi da capitale e plusvalenze (631 milioni, -51,8%), e sugli attivi dei fondi pensione (674 milioni, -38,7%).

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Composizione Entrate tributarie totali, Fonte: Mef

 

Imposte indirette. Oltre all’Ires, anche l’andamento delle indirette conferma la fase congiunturale moderatamente positiva. Le entrate Iva nel bimestre si attestano a 13,5 miliardi (+1,6 mld, +14%): di questi 11,7 miliardi (+18%) derivano dagli scambi interni e quasi 1,4 dallo split payment; 1,8 (-6,9%) dall’Iva sulle importazioni. Sul fronte delle altre indirette, il passo in avanti registrato dall’imposta di registro (768 milioni, +11%) è controbilanciato dall’andamento dell’imposta di bollo (700 milioni, -13%), mentre restano sostanzialmente stabili le imposte ipotecarie (+3,2%) e i diritti catastali (+3,2%). In flessione le tasse automobilistiche (-57 milioni, -33,9%).

Accise, giochi e tabacchi. Anche le accise mostrano un andamento stabile: quella sui prodotti energetici si attesta attorno ai 3 miliardi (+0,2%), quella sull’energia elettrica e sul gas naturale sono in lieve calo rispettivamente del 3,3% e del 6%. Nei primi due mesi dell’anno, lo stato incassa poco più di 2 miliardi (+7,6%) dai giochi e 1,5 miliardi dal tabacco.