Il milleproroghe va alla Camera, bloccata per il 2015 aliquota Inps al 27%

8

Arrivato in mattinata il via libera dalle commissioni, confermato il doppio regime dei minimi e la rateizzazione bis delle cartelle Equitalia. Sul provvedimento il Governo intenzionato a porre la fiducia.

C’è anche il blocco, in extremis, dell’aliquota Inps nel decreto milleproroghe. Il ritocco è arrivato all’alba, poco prima dell’ok definitivo delle commissioni bilancio e affari costituzionali, che hanno dato il via libera all’inizio della discussione in Aula, prevista per oggi pomeriggio. Congelata quindi al 27,72% l’aliquota per professionisti, autonomi e freelance iscritti alla gestione separata dell’Inps, ma solo per quest’anno. I 120 milioni di euro necessari per la copertura della misura saranno infatti ricavati dall’aumento progessivo dell’aliquota: al 28% dal 2016, al 29% a partire dal 2017. Confermata la proroga del vecchio regime dei minimi, che affiancherà il nuovo forfait per tutto il 2015. Sul decreto si attende un passaggio parlamentare lampo, vista la scadenza del 3 marzo per la conversione in legge. Per questo il Governo starebbe pensando di porre la fiducia sul provvedimento.

Rate Equitalia. Approvata la proposta di riaprire i termini per la rateizzazione delle cartelle Equitalia. L’emendamento concede a lavoratori o imprese la possibilità, entro il 31 luglio di quest’anno, di accordarsi su un nuovo piano di rate per il pagamento dei debiti. L’adesione escluderà l’avvio di azioni esecutive da parte di Equitalia.

Le altre proposte. Tra le novità contenute nel provvedimento c’è poi il rinvio di quattro mesi per il blocco degli sfratti e la proroga di due anni per il pacchetto di incentivi finalizzati al rientro dei cervelli. Per quanto riguarda gli appalti pubblici, viene innalzata al 20% la quota da anticipare all’appaltatore per neutralizzare gli effetti dello split payment.