Maradona, il legale annuncia vittoria contro fisco ma per Agenzia entrate non è vero

12

La sentenza della Commissione tributaria centrale relativa al Napoli calcio non si estende al calciatore. Confermata la pretesa di 40 milioni da parte dell’erario.

Nuovo capitolo nella vicenda che coinvolge Maradona e il fisco italiano. Prima l’annuncio dei legali che il campione aveva estinto i suoi debiti, poi la smentita dell’Agenzia delle Entrate. La Commissione tributaria centrale “non ha annullato, né dichiarato estinto, né modificato il debito che Diego Armando Maradona ha con l’erario italiano”. La precisazione dell’Agenzia è giunta subito dopo le dichiarazioni rilasciate questa mattina dal legale dell’ex “Pibe de oro”, il quale affermava che Maradona aveva definitivamente vinto la sua battaglia con il fisco italiano che pretende circa 40 milioni di euro, e “ora può tornare in Italia da uomo libero”. La decisione della Commissione tributaria centrale riguarda il Napoli calcio chiamato in causa come sostituto d’imposta e la richiesta di adesione al giudizio sul Napoli avanzata dal calciatore era stata rigettata.

A innescare l’equivoco il legale dell’ex calciatore Angelo Pisani secondo cui la Commissione tributaria centrale aveva confermato la nullità, anche per Maradona, degli accertamenti fiscali eseguiti sul finire degli anni ’80 a carico della società sportiva calcio Napoli e di suoi tesserati stranieri – oltre al fuoriclasse argentino, anche i brasiliani Careca e Alemao – per compensi pagati a società estere per lo sfruttamento dei diritti di immagine. Secondo il legale inoltre la stessa Commissione tributaria aveva evidenziato l’estinzione per condono dei giudizi fiscali a carico del Napoli e, di conseguenza, a carico di Maradona e dei due brasiliani in maglia azzurra in quegli anni. “Maradona – ha detto l’avvocato Pisani – è finalmente libero dall’incubo del fisco e dalle strumentalizzazioni a suo carico e ha dato mandato di agire in giudizio nei confronti dell’Agenzia delle entrate e dell’Agente di riscossione per chiedere il risarcimento dei danni personali, all’immagine, patrimoniale e da perdita di chance subiti in questi anni di persecuzione con cartelle pazze: risarcimento per una somma quanto meno equivalente alla stessa pretesa ingiustamente addebitatagli, e cioè 40 milioni di euro”. Una tesi confutata dall’Agenzia delle entarte. “La Commissione tributaria centrale -precisa- non ha annullato, né dichiarato estinto, né modificato il debito che Diego Armando Maradona ha con l’erario italiano”. Anzi, sottolinea, la richiesta di adesione al giudizio sul Napoli avanzata dal calciatore è stata rigettata. In particolare, entrando nel merito della decisione presa dalla Commissione tributaria centrale in un procedimento riguardante il Napoli calcio e i due giocatori Careca e Alemao, la nota evidenzia che «al contrario la Commissione ha rigettato la richiesta di intervento adesivo dipendente avanzata dal calciatore Maradona nel giudizio in questione, rispetto al quale lo stesso Maradona era estraneo”. 

L’Agenzia ricorda inoltre tutte le sentenze che, invece, vedono Maradona condannato al rispetto degli obblighi tributari. “Il debito tributario di Maradona -spiega- è stato ormai confermato da innumerevoli sentenze della giustizia tributaria, a partire dalla sentenza della Commissione tributaria provinciale di Napoli n. 786/2001, confermata in appello dalla sentenza della Commissione tributaria regionale Campana 1091/2002 e quindi dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 3231/2005, per arrivare alla sentenza della Ctp di Napoli n. 321/17/2012, con la quale è stato respinto il recente ricorso di Maradona diretto a rimettere in discussione il giudicato già formatosi in riferimento al suo debito con lo Stato italiano. Assai di recente è poi dovuta tornare sulla questione la stessa Ctp di Napoli con la sentenza 7/21/2013 che ha dichiarato inammissibile un’ultima iniziativa di Maradona, condannandolo alla refusione delle spese di giudizio in favore dell’Agenzia delle entrate e di Equitalia Sud”.

“In merito alla reiterata diffusione di notizie inesatte e di fatti che non rispecchiano la posizione dell’Agenzia, né la situazione in cui versa Maradona rispetto ai suoi obblighi verso la medesima e verso lo Stato italiano – conclude la nota in riferimento a quanto dichiarato stamattina e nel recente passato da uno dei legali dell’ex calciatore – l’Agenzia valuterà la sussistenza dei presupposti per avviare azioni legali, anche in sede civile, a tutela della propria immagine”.