Rassegna stampa del 2 agosto 2015

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Il meccanismo è semplice: il Governo finanzia i suoi interventi di spesa tagliando le risorse ai comuni, che di risposta aumentano le tasse locali o tagliano i servizi. Un cane che si morde la coda giudicato ormai “ai limiti della compatibilità con le capacità fiscali locali”. A dirlo è la Corte dei Conti, ma a parlare sono i numeri: nell’ultimo triennio l’imposizione locale è cresciuta del 22%, passato in termini assoluti da 505 euro del 2011 a 618 euro dello scorso anno, con punte ancora maggiori nei comuni con più di 250mila abitanti. Colpa dei tagli, secondo i giudici contabili, che ha indotto le amministrazioni locali a creare “specie in materia di imposizione immobiliare, regimi differenziati per aliquota, sistemi agevolativi e detrazioni fiscali”. Per uscire dal circolo vizioso la Corte suggerisce di “recuperare il progetto federalista, realizzando una correlazione tra prelievo e impiego”. Di Michele di Branco, da Il Messaggero.