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Vip & fisco

Unicredit, chiesto rinvio a giudizio per Alessandro Profumo per presunta evasione fiscale

L'ex ad di Unicredit coinvolto, insieme ad altre 19 persone, 
in un'indagine sull'operazione finanziaria "Brontos", presunta frode fiscale da 245 milioni di euro. Profumo: "Sono fiducioso, la giustizia farà il suo corso"

Il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo ha chiesto il rinvio a giudizio di Alessandro Profumo, ex ad di Unicredit, e di altre 19 persone, tra cui alcuni manager ed ex manager dell'istituto di credito e tre manager dell'istituto londinese Barclays, per una presunta maxi frode fiscale da 245 milioni di euro realizzata attraverso l'operazione di finanza strutturata denominata Brontos.

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Il Fisco indaga Laurenti, Equitalia gli pignora 6 appartamenti

Il comico non ha pagato l'Irap e ha perso il contenzioso in primo grado.
E Equitalia gli ha pignorato sei appartamenti nel centro di Milano. Il suo fiscalista: «Chiariremo tutto»

Guai fiscali per il comico e attore tv Luca Laurenti, cui Equitalia ha deciso di pignorare 6 appartamenti in centro a Milano. Il fiscalista Silvio Ceci, che difende il noto personaggio dello spettacolo nel contenzioso tributario ancora aperto, attacca apertamente Equitalia, lamentando il suo «atteggiamento aggressivo nei confronti dei cittadini», che «ricevono cartelle esattoriali che sono state pagate, ma prima di poterlo dimostrare partono ingiunzioni e pignoramenti». E l'Agenzia delle entrate reagisce immediatamente, annunciando querela nei confronti del commercialista.

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Tiziano Ferro nel mirino del Fisco, accertamento per evasione di 5 milioni

Il cantante avrebbe trasferito la residenza a Londra per usufruire del sistema di tassazione inglese, molto più vantaggioso di quello italiano.

Insieme al nuovo album in uscita il 28 novembre che festeggia i suoi 10 anni d'attività, per Tiziano ferro arrivano anche i guai col fisco. L'Agenzia delle Entrate del Lazio gli avrebbe notificato un avviso di accertamento fiscale di 5 milioni di euro per imposte evase, più altri 5 milioni di euro tra sanzioni e interessi.

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Dolce&Gabbana, Cassazione annulla proscioglimento per evasione fiscale

I due stilisti ritorneranno dal giudice per rispondere della presunta maxievasione su un imponibile di circa un miliardo.

Erano stati assolti ad aprile perché "il fatto non sussiste", ma adesso Domenico Dolce e Stefano Gabbana dovranno di nuovo tornare davanti al giudice per presunta maxievasione fiscale. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza con cui il gup di Milano aveva prosciolto dalle accuse gli stilisti siciliani, imputati per dichiarazione infedele dei redditi e concorso in truffa riguardo a una evasione fiscale su un imponibile di circa un miliardo di euro.

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Unicredit, Profumo indagato per frode fiscale, sequestrati 245 milioni

Alessandro Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit, è indagato dalla Procura di Milano per frode fiscale. Con lui, sotto inchiesta, altri 16 manager. E a Unicredit sono stati sequestrati 245 milioni, quantificati come il profitto del reato che sarebbe stato commesso dalla banca tra il 2007 e il 2008. La presunta maxi frode fiscale sarebbe stata organizzata con la banca inglese Barclays, con interessi travestiti da dividendi.

Un totale di 245 milioni di euro sequestrati e un’indagine che coinvolge l’ex amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo e altri 16 manager. E’ il provvedimento del Tribunale di Milano contro la banca di piazza Cordusio. Il denaro confiscato sarebbe infatti il profitto di una colossale frode fiscale attuata nel 2007 e nel 2008 quando alla guida della banca c’era proprio Profumo, ora indagato. Artifici per eludere le tasse ideati dalla seconda banca del mondo, l’inglese Barclays, con il cosiddetto “piano Brontos”. Un sistema proposto alle due big bank italiane: Intesa San Paolo, che poi ha rifiutato, e Unicredit che invece ha modificato i termini dell’accordo. Unicredit si è detta “sorpresa” e certa di dimostrare la propria correttezza.

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Marcella Bella indagata per evasione fiscale, 2 milioni e mezzo di euro nascosti al Fisco

Insieme alla cantante sono finiti sotto inchiesta alla procura di Milano una quindicina di nomi tutti clienti di società create all’estero. E’ quanto si apprende dall’avviso di chiusura indagine su una maxi evasione di 450 milioni.

La cantante Marcella Bella è indagata a Milano per un’evasione fiscale da circa 2,5 milioni di euro. È quanto emerge dall’avviso di chiusura delle indagini che la Guardia di Finanza sta notificando per una presunta frode da 450 milioni di euro complessivi. Insieme alla cantante, 59 anni e voce della canzone italiana degli anni ’70, sono coinvolte altre diciotto persone, tra cui il marito Mario Merello e l’avvocato svizzero Fabrizio Pessina, cui nel 2009 venne sequestrato un computer con una lista di oltre 500 clienti, su cui gli investigatori cominciarono a fare accertamenti.

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Menarini, Aleotti si arrende al fisco e versa 330 mln

Il patron della Menarini Alberto Aleotti, stacca un assegno di 330 milioni per fare pace col fisco. Indagato dalla procura di Firenze per frode fiscale e truffa il nome di Aleotti era apparso già nella lista della banca Lgt del Liechtenstein.

A rendere nota la cifra esatta è stata l'Agenzia delle entrate dopo che alcuni mezzi d'informazione avevano ipotizzato la cifra di 3 miliardi. Il proprietario del gruppo farmaceutico ha raggiunto un acordo con il fisco in base al quale si impegna a versare nelle casse dello Stato, in unica soluzione, circa 330 milioni di euro, a fronte di un accertamento di 500 mln. La richiesta dell’Agenzia delle Entrate nasce da verifiche eseguite sul patrimonio personale di Alberto Aleotti, nell’ambito della più ampia indagine giudiziaria della Procura di Firenze per truffa allo Stato e frode fiscale sui titolari e i dirigenti della Menarini. In particolare è risultato che Aleotti avesse fatto rientrare dall’estero capitali per circa un miliardo di euro nel 2003, avvalendosi dello scudo fiscale, ritenuto in questo caso inefficace dall’erario per difetto dei requisiti.

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Maldini a processo, ha corrotto funzionario fisco per aggirare controlli

L'ex capitano della Nazionale e del Milan, Paolo Maldini sarà  processato per corruzione e accesso abusivo a sistema informatico dell'anagrafe tributaria. il Gup di MIlano Luigi Varanelli ha accolto la richiesta dell'accusa secondo cui l'ex calciatore avrebbe dato soldi a un funzionario dell'Agenzia delle Entrate per aggirare i controlli fiscali.

Per non pagare le imposte avrebbe corrotto un funzionario del fisco. Il pluricampione del Milan e della Nazionale di calcio italiana Paolo Maldini è stato rinviato a giudizio con le accuse di corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. Maldini, secondo l'accusa, si sarebbe rivolto allo stesso funzionario anche per una verifica illecita relativa ad un'operazione immobiliare in Toscana. Il processo al calciatore si aprirà il prossimo 21 giugno davanti alla decima sezione penale del Tribunale di Milano. Assieme a Maldini sono state rinviate a giudizio anche altre 12 persone, con l'accusa di corruzione e accesso abusivo a sistema informatico.

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Il fisco marca Totti, accertamento su 400.000 euro di benefit

L'Agezia delle entrate ha presentato al capitano giallorosso due accertamenti relativi al 2002-2003 contestando il mancato pagamento delle imposte su circa 400.000 euro ricevuti in benefit.

'Meno tasse per Totti'. Dallo slogan della campagna elettorale alla realtà. Il capitano giallorosso deve aver preso sul serio i manifesti 'meno tasse per tutti' 'corretti' con il suo nome al posto di 'tutti'. E quindi ha pensato bene di cominciare a ridursi il prelievo almeno sui benefit. Un vizio quello di non tassare correttamente i benefit abbastanza diffuso. La stessa Rai di Masi sembra aver dimenticato di segnalare al fisco quelli concessi al direttore del Tg1 Minzolini. Il commercialista di Totti comunque assicura che i soldi sono già a disposizione del fisco e tutto sarà regolarizzato. 

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Lista Falciani, 120 procure indagano sui conti all'estero di vip e non

Vip ma non solo. Ci sono commercianti, artigiani, imprenditori e professionisti accanto ai nomi noti dello spettacolo e della moda nella lista Falciani. Si tratta di 6.963 'posizioni finanziarie' sulle quali stanno indagando 120 Procure. Le ipotesi di reato sono l'omessa o incompleta dichiarazione fiscale.

La lista di Vip è lunga. Tra i nomi, secondo quanto riportato dai principali quotidiani (v. rubrica Edicola del 12 gennaio), ci sarebbero Stefania Sandrelli, Elisabetta Gregoraci, Renato Balestra, Gianni Bulgari, Camilla Crociani, moglie del principe Carlo di Borbone, Cesare Pambianchi, Auletta Armenise, Claudio Cavazza, Claudio Panatta, fratello di Adriano. Tutti o quasi si sono affrettati a smentire ogni comportamento illecito o evasivo facendo sapere di aver chiuso il conto o regolarizzata la posizione. Molti, probabilmente, si sono messi al riparo grazie allo scudo fiscale varato dal governo Berlusconi. Gli uomini del fisco si vedranno sbandierare il salvacondotto ottenuto pagando il 5% di quanto detenuto all'estero illegalmente. La lista, comunque, accanto ai nomi che spesso animano le cronache mondane, offre anche uno spaccato dell'Italia che 'normalmente' evade.

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La Casazione da' ragione a Ornella Muti, la procura di Napoli accusa di evasione Renato Zero

Ornella Muti vince la sua battaglia contro il fisco e un altro famoso personaggio dello spettacolo, Renato Zero finisce nel mirino della procura per evasione fiscale. Lo scenario e’ lo stesso: il Principato di Monaco.


 

 L’attrice era stata accusata di aver evaso imposte dirette e Iva dichiarando una residenza fittizia a Montecarlo, ma il fisco non e’ riuscito a dimostrare davanti ai giudici che la Muti avesse il centro dei suoi interessi e degli affetti in Italia. La Cassazione ha annullato la cartella esattoriale di un milione di euro emessa dall'Agenzia delle Entrate per non aver pagato le imposte nel nostro paese dal 1995 al ’98.   Secondo la suprema corte ‘’non occorreva provare in quale localita’ l’attrice avesse la sede principale dei propri affari e dei propri interessi personali ma occorreva provare che tale sede fosse in Italia’’.
Per Renato Facchini, al secolo Renato Zero, arriva un avviso di conclusione di indagini dalla procura di Napoli che l’accusa di un'evasione fiscale per due milioni di euro. Nell'atto si cita in particolare un conto corrente aperto nel Principato dove l'attore avrebbe fatto confluire redditi sottratti al fisco. Zero, dopo le verifiche dell'Agenzia delle entrate, aveva già aderito a una conciliazione bonaria, mettendosi in regola con il fisco, che aveva lasciato tuttavia aperte le indagini penali sul caso. Secondo la procura partenopea grazie a fatturazioni  false emesse in tre anni, dal 2002 al 2005, circa 2 milioni e 311 mila euro sono stati trasferiti all’estero. Per questo ora, sulle tracce di Renato Zero, si mobilita la magistratura.

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FiscoEquo è una pubblicazione di Lef Associazione per la legalità e l'equità fiscale
Testata registrata al tribunale di Roma numero 176/2011 del 26/5/2011
Direttore responsabile Luciano Cerasa