LEF
INDAGINE CONOSCITIVA
SULLA STRUTTURA DELL’IMPOSTA
SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE
(Anni d’imposta 2003-2014)
Quarto Rapporto annuale
Roma, gennaio 2017
INDICE
Premessa
Obiettivi dell’indagine
Le statistiche sulle dichiarazioni e l’evasione
La gestione dell’imposta e i comportamenti dei contribuenti
Aspetti tecnico-organizzativi della gestione dell’IRPEF
Gli elementi distintivi della riforma dell’IRPEF del 1973
Dal semplice al complesso
Il peso dell’intermediazione
La tracciatura dei redditi
La fuga dalla progressività
Il peso delle aliquote, le agevolazioni e la loro documentazione
L’incapienza
Il credito d’imposta
Metodologia
Dall’anno d’imposta 2003 all’anno d’imposta 2014
Principali interventi normativi
Anno d’imposta 2003
Anno d’imposta 2004
Anno d’imposta 2005
Anno d’imposta 2006
Anno d’imposta 2007
Anno d’imposta 2008
Anno d’imposta 2009
Anno d’imposta 2010
Anno d’imposta 2011
Anno d’imposta 2012
Anno d’imposta 2013
Anno d’imposta 2014
Andamento del Prodotto Interno Lordo
Analisi Redditi e Imposta
Anno d’imposta 2003
Redditi per classi di reddito del contribuente
Redditi per area geografica
L’imposta
Gli importi unitari di reddito e imposta
Anno d’imposta 2004
Redditi per classi di reddito del contribuente
Redditi per area geografica
L’imposta
Gli importi unitari di reddito e imposta
Anno d’imposta 2005
Redditi per classi di reddito del contribuente
Redditi per area geografica
L’imposta
Gli importi unitari di reddito e imposta
Anno d’imposta 2006
Redditi per classi di reddito del contribuente
Redditi per area geografica
L’imposta
Gli importi unitari di reddito e imposta
Anno d’imposta 2007
Redditi per classi di reddito del contribuente
Redditi per area geografica
L’imposta
Gli importi unitari di reddito e imposta
Anno d’imposta 2008
Redditi per classi di reddito del contribuente
Redditi per area geografica
L’imposta
Gli importi unitari di reddito e imposta
Anno d’imposta 2009
Redditi per classi di reddito del contribuente
Redditi per area geografica
L’imposta
Gli importi unitari di reddito e imposta
Anno d’imposta 2010
Redditi per classi di reddito del contribuente
Redditi per area geografica
L’imposta
Gli importi unitari di reddito e imposta
Anno d’imposta 2011
Redditi per classi di reddito del contribuente
Redditi per area geografica
L’imposta
Gli importi unitari di reddito e imposta
Anno d’imposta 2012
Redditi per classi di reddito del contribuente
Redditi per area geografica
L’imposta
Gli importi unitari di reddito e imposta
Anno d’imposta 2013
Redditi per classi di reddito del contribuente
Redditi per area geografica
L’imposta
Gli importi unitari di reddito e imposta
Anno d’imposta 2014
Redditi per classi di reddito del contribuente
Redditi per area geografica
L’imposta
Gli importi unitari di reddito e imposta
Il credito d’imposta al lavoro dipendente
Confronto
Redditi
Risultati
Sintesi e valutazione dei risultati
Gli effetti di alcune variazioni normative
Indicazioni
Prospettive e ipotesi di cambiamento
Incrementare l’adesione spontanea all’obbligo
Migliorare la progressività con un sistema di aliquote più equo
Semplificare la determinazione della base imponibile
Separare il fisco dallo Stato sociale
Sintesi delle proposte di cambiamento
Riferimenti
Dipartimento delle Finanze
ISTAT
CERDEF
Amministrazioni fiscali estere
Premessa
Scopo dell’indagine è determinare, attraverso le statistiche sulle dichiarazioni IRPEF, pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, la struttura del reddito e dell’imposta e la loro evoluzione nel periodo (undici anni) che va dall’anno d’imposta 2003 all’anno d’imposta 2014.
Le statistiche pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze consentono di analizzare ed evidenziare le relazioni quali-quantitative che, all’interno del reddito complessivo, si stabiliscono tra le differenti tipologie di reddito (Lavoro dipendente, Pensione, Lavoro autonomo, Impresa, ecc.).
A tal fine sono stati analizzati l’ammontare e la frequenza dei redditi dichiarati nel periodo per classi di reddito complessivo del contribuente e per distribuzione geografica.
Dall’ammontare complessivo di ciascuna tipologia di reddito, per ogni anno d’imposta considerato, sono stati determinati, applicando opportuni e specifici criteri di approssimazione, l’imponibile e l’imposta corrispondenti.
Si è arrivati in questo modo a distribuire per classi di reddito complessivo il reddito imponibile e l’imposta netta all’interno delle diverse tipologie di reddito. Si è pervenuti così ad una ripartizione dell’imposta netta che evidenzia come ciascuna tipologia di reddito ha contribuito a formarla.
Per completare l’analisi, il reddito complessivo è stato distribuito anche a livello territoriale per aree geografiche.
Dall’anno d’imposta 2011 nelle statistiche sulle dichiarazioni dei redditi pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze è intervenuta una importante novità che consente di mettere a confronto le diverse tipologie di contribuenti in quanto questi sono classificati anche in base al “reddito prevalente”.
Questa caratterizzazione dei contribuenti sulla base del reddito il cui ammontare è più rilevante rispetto agli altri consente dall’anno d’imposta 2011 di ampliare l’analisi con la definizione delle caratteristiche specifiche (profilo) che presenta ogni tipologia di contribuente.
Sulla base delle tipologie individuate dalle statistiche si potrà pertanto impostare una profilatura dei contribuenti e proseguire nel tempo con la costruzione d’una serie storica.
Per tale tipo d’indagine si è preferito, pertanto, procedere, quando la serie storica sarà sufficiente per dare risultati significativi, ad un supplemento specifico del rapporto che estende l’analisi e il confronto anche ai “comportamenti” dei soggetti che contribuiscono all’IRPEF e che verrà pubblicato a parte.
Obiettivi dell’indagine
I cittadini italiani che ogni anno pagano l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) sono oltre 40 milioni. L’IRPEF non è solo l’imposta che interessa la maggior parte degli italiani, ma è anche quella che dà maggior gettito. È anche l’imposta principale attraverso cui si attua la progressività stabilita nell’articolo 53 della nostra costituzione: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”.
Le statistiche sulle dichiarazioni e l’evasione
L’andamento dell’IRPEF ovvero chi la paga e quanto paga è anche il riflesso dell’andamento socio-economico del Paese. Le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi che ogni anno pubblica il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia offrono quindi una rappresentazione unica del Paese che evidenzia le condizioni reddituali e sociali degli individui e la crescita o meno della nostra economia.
In un Paese dove l’evasione fiscale è elevata le statistiche sulle “dichiarazioni” sono anche l’immagine dei pregi e dei difetti e dei vizi e delle virtù del cittadino medio italiano. È in questa chiave che è stata condotta l’indagine con l’obiettivo di illustrare, attraverso i dati, quegli elementi che rendono l’attuale sistema molto squilibrato ed iniquo a sfavore di alcune tipologie di contribuenti.
Le statistiche sulle dichiarazioni, così come oggi sono pubblicate, pur ricche di un numero elevato di tabelle, non agevolano questo tipo di lettura.
Sembra quasi che l’estremo dettaglio della pubblicazione serva a coprire l’intelligibilità e la comprensione delle distorsioni che, per il problema dell’evasione, si nascondono nella struttura dell’imposta.
Infatti, non favoriscono di certo la trasparenza e la conoscenza dei comportamenti corretti, l’assenza strutturata ed esaustiva di viste particolari e di analisi di dettaglio per settori specifici di attività economica secondo la codifica ATECO (nomenclatura ISTAT delle Attività Economiche che si articola in 21 sezioni, 88 divisioni, 272 gruppi, 616 classi, 918 categorie e 1.224 sottocategorie) e per territorio (fino al livello comunale).
Le nuove tecnologie, ormai da più di un quindicennio, consentirebbero d’interrogare, direttamente all’utente, questo prezioso “magazzino di dati” attraverso l’auto-costruzione di sintesi particolari, ottenute aggregando tra loro le diverse grandezze.
L’impostazione rigida delle tabelle pubblicate, che offre pochissimo spazio alla creazione di specifiche relazioni fra le variabili presenti, sfrutta solo in minima parte le potenzialità conoscitive estraibili dai dati statistici elementari.
Fa, tuttavia, ben sperare verso un progressivo miglioramento della qualità e del valore di quanto divulgato, la già citata pubblicazione, dall’anno d’imposta 2011, della classificazione dei contribuenti per reddito prevalente, che rende possibile confrontare i valori medi dichiarati per tipologia di contribuente e di valutare come le diverse tipologie di soggetti contribuiscono al pagamento dell’imposta.
Sempre in quest’ambito particolare rilievo assume la pubblicazione, all’interno del reddito prevalente da Lavoro dipendente, della parte dedicata ai sostituti (i datori di lavoro) che sono classificati anche per numerosità rispetto al dipendente, natura giuridica e divisione di attività (le prime due cifre del codice ATECO). Analogamente è di sicuro interesse la classificazione, nell’ambito del reddito prevalente da Lavoro autonomo e d’Impresa, la distribuzione dei soggetti per codici attività più numerosi.
Altri apprezzabili segnali di cambiamento sono dati dalla pubblicazione della serie storica (dall’anno d’imposta 2000 all’anno d’imposta 2014) delle percentuali di ripartizione dell’IRPEF secondo le principali fonti di reddito e dalla pubblicazione, dall’anno d’imposta 2012, delle principali variabili IRPEF per comune.
La gestione dell’imposta e i comportamenti dei contribuenti
L’indagine persegue anche lo scopo di valutare come l’organizzazione tecnico-procedurale della gestione dell’imposta si rifletta su quanto dichiarano i contribuenti e quindi sul livello di adesione spontanea all’obbligo (la “compliance” degli anglo- sassoni).
Sicuramente un’imposta basata su regole semplici favorisce l’adeguamento spontaneo agli obblighi da parte dei contribuenti. Oltre alla semplicità del calcolo dell’imposta esistono altri importanti meccanismi che possono influenzare i comportamenti corretti dei contribuenti.
In particolare influenzano in modo determinante la veridicità dei dati contenuti in una dichiarazione dei redditi le informazioni che l’amministrazione fiscale già possiede e quelle provenienti da altre fonti in merito alla posizione fiscale del soggetto.
La possibilità d’incrociare dati provenienti da diverse fonti produce un effetto deterrenza che induce a dichiarare il vero.
Per comprendere la validità di questo presupposto a titolo esemplificativo, si può citare quanto avvenne negli Stati Uniti nella presentazione della dichiarazione dei redditi del lontano 1987 in cui scomparvero sette milioni di figli a carico solo per il fatto che l’amministrazione fiscale (l’Internal Revenue Service) aveva richiesto in dichiarazione il numero di sicurezza sociale di questi soggetti. Il fatto che l’amministrazione fiscale poteva incrociare i dati sui figli a carico con quelli della Sicurezza Sociale (Social Security Administration) indusse i contribuenti a dichiarare il giusto e questo avveniva in un Paese dove è molto sentito dai cittadini l’obbligo di pagare correttamente le imposte ovvero la “compliance” è molto elevata.
Dal punto di vista tecnologico l’utilizzo degli incroci richiede un elevato livello di informatizzazione non solo dell’Amministrazione fiscale, ma dell’intera amministrazione pubblica.
Rientrano nella categoria delle informazioni note all’amministrazione finanziaria, che inducono il contribuente a dichiarare correttamente, anche quelle sui conti correnti bancari. La possibilità di accedere in modo rapido a tali conti, in particolare ai saldi e alle movimentazioni significative, è un deterrente che in altre realtà (esempio Stati Uniti), ove questo è possibile, produce ottimi risultati in termini di adesione spontanea all’obbligo.
Un altro aspetto, spesso in Italia sottovalutato, ma che è uno dei punti di forza di amministrazioni in cui l’adesione volontaria all’obbligo è molto elevata (Francia, Olanda, Regno Unito e Spagna), è quello del contatto preventivo tra contribuente e funzionario del fisco attraverso la dichiarazione precompilata che nel nostro Paese è stata attivata, solo per il lavoratori dipendenti e pensionati, dall’anno d’imposta 2014.
Questo tipo di rapporto, che richiede da parte dell’amministrazione, oltre allo sviluppo d’una adeguata e moderna infrastruttura tecnologica, anche una elevata conoscenza del territorio presidiato, si esplica nella fase dichiarativa per indurre i contribuenti a denunciare il dovuto senza generare successivi conflitti.
Esemplare da questo punto di vista è l’organizzazione degli uffici, di piccola dimensione e diffusi sul territorio, dell’amministrazione finanziaria francese, i cui funzionari contattano e supportano i contribuenti, in particolare, i non dipendenti nella corretta predisposizione della loro dichiarazione attraverso una sua pre-compilazione.
In questo caso il fattore professionale umano prevale sugli aspetti tecnologici, ma è del pari importante, se si vuole mantenere un livello di adesione agli obblighi elevato, che le amministrazioni mettano in campo anche interventi di questo tipo.
Aspetti tecnico-organizzativi della gestione dell’IRPEF
L’imposta sul Reddito delle Persone Fisiche fu introdotta nel nostro sistema fiscale con la Riforma del 1973. La riforma adeguò il nostro sistema impositivo a quello degli altri paesi economicamente avanzati e consentì anche all’Italia di passare da un sistema impositivo d’elite con pochi contribuenti a un sistema di massa con milioni di contribuenti. All’epoca in cui fu fatta, la riforma aveva un impianto e caratteristiche tecniche fortemente innovative e, oltre a rappresentare una forte discontinuità con il passato, poneva il nostro sistema impositivo all’avanguardia tra quelli esistenti nei Paesi comparabili con il nostro.
Gli elementi distintivi della riforma dell’IRPEF del 1973
Caratterizzavano la modernità della riforma dell’IRPEF del 1973 alcuni elementi tecnici/organizzativi distintivi, ancor oggi validi, quali:
– semplicità del calcolo dell’imposta che si articolava in:
- determinazione del reddito;
- pochi oneri deducibili per spese documentate in modo oggettivo;
- determinazione imponibile e imposta lorda; con tabella delle aliquote sufficientemente dettagliata a garanzia del rispetto della progressività;
- detrazioni soggettive fisse (quota esente + carichi di famiglia);
- detrazione particolare per il Lavoro dipendente in sostituzione del riconoscimento delle spese di produzione del reddito;
- detrazione speciale per i pensionati;
- determinazione imposta netta;
– autoliquidazione dell’imposta ed autotassazione; in analogia al sistema utilizzato negli Stati Uniti è il contribuente che calcola da sé l’imposta dovuta in dichiarazione e versa spontaneamente il dovuto;
– introduzione del sostituto d’imposta che trattiene alla fonte parte dell’imposta dovuta dal soggetto a cui ha corrisposto salari, pensioni o compensi e ne da certificazione al soggetto stesso e all’amministrazione attraverso un’apposita dichiarazione.
In linea con la modernità tecnico/organizzativa della riforma il legislatore si preoccupò anche d’introdurre un’adeguata strumentazione informatica di supporto all’operatività degli uffici per gestire il nuovo complesso sistema dichiarativo dell’IRPEF basato sul trattamento di considerevoli flussi di dati trasmessi da milioni di soggetti, allora su carta, all’amministrazione finanziaria. A tale scopo fu creata l’Anagrafe Tributaria.
Sempre dal punto di vista tecnico/organizzativo gli elementi distintivi iniziali hanno condizionato, nel bene e nel male, tutta l’evoluzione del sistema di gestione dell’IRPEF fino ai nostri giorni.
Da una parte hanno favorito lo sviluppo d’un sistema informatico complesso, funzionale ed affidabile (l’Anagrafe Tributaria), in cui negli anni si è investito molto, e che copre efficacemente tutte le fasi di gestione del tributo; dall’altra hanno influenzato i comportamenti dei contribuenti riducendo al minimo (praticamente a zero) la possibilità per alcune tipologie di percettori di reddito di non dichiararlo.
Oggi, infatti, le informazioni delle dichiarazioni e dei versamenti IRPEF affluiscono “corrette” ed “affidabili” in tempo reale alle banche dati dell’Anagrafe Tributaria.
Dal semplice al complesso
La trasmissione telematica dei dati è stata favorita a sua volta dal fatto che negli anni, per il succedersi di continui e ripetuti cambiamenti normativi, la dichiarazione IRPEF è divenuta sempre più complessa. Per dare un’idea del progressivo aumento di complessità solo nel campo dell’abbattimento dell’imponibile e dell’imposta sono stati introdotti, rispetto alla semplice formulazione iniziale del 1973, i seguenti cambiamenti:
– deduzione dall’imponibile decrescente al crescere del reddito;
– detrazione dall’imposta decrescente al crescere del reddito;
– detrazione dall’imposta in percentuale dell’onere sostenuto;
– detrazione dall’imposta fino a capienza dell’imposta gravante sul reddito di specie;
– credito d’imposta ai redditi da lavoro dipendente fra 8.000 e 26.000 € di reddito complessivo.
Il peso dell’intermediazione
Il progressivo incremento della complessità ha originato, negli anni ottanta del secolo scorso, sempre più errori commessi dai contribuenti nella fase di auto-compilazione.
Inoltre i contribuenti che commettevano errori erano soprattutto quelli, in prevalenza lavoratori dipendenti e pensionati, che non si avvalevano del supporto fiscale di esperti professionali.
Questa situazione ha generato la necessità di rafforzare l’intermediazione a supporto della compilazione della dichiarazione. Così negli anni novanta del secolo scorso è nata l’assistenza fiscale per dipendenti e pensionati fornita o direttamente dal datore di lavoro o ente pensionistico o da appositi centri.
Questo tipo d’intermediazione al lavoro dipendente e ai pensionati, unita a quella fornita dai professionisti alle altre tipologie di contribuenti (lavoratori autonomi e imprenditori) ha consentito la creazione d’una rete telematica che garantisce oggi all’amministrazione di ricevere annualmente, attraverso questa via, in tempo reale, i dati di oltre 100milioni di documenti fra dichiarazioni e versamenti.
Resta comunque il fatto che l’autoliquidazione, che inizialmente presentava indubbi vantaggi sia in termini organizzativi che di costi di gestione, nel tempo, con lo smisurato incremento della complessità delle norme alla base del calcolo dell’imponibile e dell’imposta, ha comportato sempre più un massiccio ricorso all’intermediazione con l’esproprio della possibilità per il contribuente di fare da sé e per l’amministrazione di stabilire un colloquio diretto con quest’ultimo per aiutarlo a compiere correttamente all’obbligo.
Nell’epoca della comunicazione telematica questo non è più accettabile e a tal fine con l’introduzione della dichiarazione precompilata l’amministrazione finanziaria si va riappropriando d’un mestiere che con l’autoliquidazione aveva delegato all’intermediazione professionale che non sempre con il suo intervento aggiungeva valore al processo.
La tracciatura dei redditi
L’elevato livello d’informatizzazione, garantito dall’Anagrafe Tributaria, che raccoglie sotto il codice fiscale del contribuente tutti i dati a questo relativi, e le informazioni contenute nella dichiarazione del sostituto d’imposta consentono all’amministrazione finanziaria di conoscere con esattezza l’ammontare dei redditi percepiti di tutti quei soggetti che hanno subito ritenute d’acconto alla fonte (lavoratori dipendenti, pensionati ed alcune categorie di lavoro autonomo). Nei fatti la tracciatura, dei redditi percepiti, attraverso i sostituti d’imposta, rende impossibile evadere a questi soggetti.
Anche per gli altri tipi di reddito nel tempo sono stati messi a punto strumenti per evidenziarli e rendere nota la loro esistenza all’amministrazione finanziaria. In particolare per il reddito d’Impresa e di Lavoro autonomo con gli studi di settore si è posta attenzione, per determinare i ricavi presunti, e quindi il reddito, al momento “produttivo” ovvero alla struttura e all’organizzazione che il contribuente si è dato per realizzare un determinato prodotto o fornire un certo servizio.
Questi studi si articolano per settore economico e comportano una dichiarazione annuale da parte del contribuente, che esercita l’attività, anch’essa trasmessa telematicamente, contenente i dati descrittivi della struttura produttiva e organizzativa. Tali dati servono a verificare se il reddito dichiarato per l’attività svolta è congruente con quello stimato dallo studio concordato con l’associazione di categoria del settore economico a cui appartiene il contribuente.
Pertanto lo studio di settore non “fotografa/traccia” la formazione del reddito nel momento in cui si forma il ricavo, ma si basa su dati auto-dichiarati che descrivono la capacità economico/produttiva di chi esercita l’attività.
Lo studio di settore appartiene a quella tipologia di strumenti che esplicano la loro effettiva utilità più nella fase di controllo che nella fase dichiarativa. In questa fase consente all’amministrazione fiscale di determinare a posteriori se quanto dichiarato dal contribuente è congruente con la sua struttura produttiva ed organizzativa.
Utilizzato in fase dichiarativa, ex ante, comporta che i contribuenti tendono ad appiattirsi sul valore di congruità concordato con le associazioni di categoria.
Probabilmente proprio per tali ragioni è in programma una graduale trasformazione di questi studi in ”indicatori di compliance” che comunque anch’essi comporteranno una trasmissione telematica di dati preventiva da parte del contribuente all’Agenzia delle entrate.
Sempre con riferimento alla possibilità di tracciare i ricavi negli anni d’imposta 2006 e 2007, compresi nel periodo oggetto dell’indagine, sono entrate in vigore due norme che introducevano strumenti per monitorare i redditi, provenienti da attività economiche, nel momento in cui questi si formano (Decreto Legge 4 luglio 2006 n. 223, cosiddetto decreto Bersani-Visco).
In particolare tali norme prevedevano l’obbligo per:
– coloro che svolgono un’attività economica (titolari di partita IVA) di trasmettere all’amministrazione finanziaria l’elenco dei soggetti nei cui confronti sono state emesse fatture e quello dei soggetti da cui sono stati effettuati acquisti (cosiddetto “elenco clienti e fornitori IVA”, articolo 37, comma 8, lettera a); le informazioni contenute nell’elenco erano demandate ad un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, emanato il 25 maggio 2007;
– gli esercenti arti e professioni di registrare le somme riscosse nell’esercizio dell’attività stessa, nonché i relativi pagamenti, su uno o più conti (articolo 35, comma 12); inoltre i compensi riscossi al di sopra d’una determinata soglia (inizialmente 1.000 €, successivamente 500 € e a regime 100 €) debbono avvenire attraverso sistemi di pagamento bancario o elettronico (articolo 35, commi 12 e 12bis).
Scopo dell’indagine è anche valutare l’impatto di norme di questo tipo in quanto avviano un sistema di maggiori conoscenze da parte dell’Amministrazione finanziaria sui redditi d’Impresa e di Lavoro autonomo e mettono le basi per introdurre gradualmente una tracciatura simile a quella esistente, attraverso i sostituti, per i redditi da Lavoro dipendente e da Pensione.
Con l’articolo 21 del Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 78 è stato introdotto il cosiddetto “spesometro” che nella sostanza reintroduce in forma più allargata il vecchio l’elenco clienti e fornitori IVA che era stato abolito da una norma del 2008.
Lo spesometro obbliga tutti i titolari di partite IVA a trasmettere tutte le fatture emesse e a segnalare tutte le operazioni svolte verso consumatori finali (in assenza di fattura) d’importo superiore a 3.600 €.
È in fase di attuazione, infine, la cosiddetta “fatturazione elettronica” per i rapporti economici che i titolari di partita IVA hanno con la Pubblica Amministrazione che consente all’Agenzia delle entrate di conoscere il dettaglio di tutte le operazioni effettuate in quest’ambito.
La fuga dalla progressività
Un altro fenomeno che caratterizza l’IRPEF, in questo ultimo periodo, è quello della graduale uscita di diverse tipologie di reddito dalla progressività di questa imposta.
Le ragioni all’origine di questa situazione sono molteplici e vanno dalla necessità di rendere meno complessi gli obblighi dichiarativi al favorire l’emersione del sommerso, fino alla riduzione dei costi sostenuti dal contribuente per l’intermediazione professionale.
Sono, infatti, usciti dalla progressività dell’IRPEF:
– dall’anno d’imposta 2004 gran parte dei redditi di capitale in quanto con l’abolizione dei crediti d’imposta è stata cambiata la loro tassazione e sono assoggettati ad una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta;
– nel periodo dal 2008 al 2011 i soggetti (cosiddetti “minimi”) con ricavi inferiori ai 30.000 € derivanti dall’esercizio di attività commerciali o professionali; questi soggetti hanno avuto la possibilità di determinare il reddito in modo semplificato pagando un’imposta sostitutiva di IRPEF (e relative addizionali), IRAP ed IVA; dall’anno d’imposta 2012 il regime dei minimi è stato modificato con probabile riduzione dei soggetti che vi aderiranno;
– dall’anno d’imposta 2011 i proprietari di abitazioni date in locazione che possono assoggettare i relativi affitti ad un imposta sostitutiva (cosiddetta cedolare secca);
– dall’anno d’imposta 2012 il reddito derivante (rendita maggiorata) dalle abitazioni a disposizione in seguito all’introduzione della nuova Imposta Municipale Unica sugli immobili; si rileva, inoltre, che da tale anno d’imposta anche il reddito derivante dall’abitazione principale non è più imponibile IRPEF e quindi questa componente, seppur in precedenza interamente deducibile, non fa più parte del reddito complessivo;
– dall’anno d’imposta 2013 il reddito derivante dall’abitazione principale, pur non imponibile ai fini IRPEF, è tornato a far parte del reddito complessivo; sono tornate imponibili per il 50% della rendita catastale rivalutata le abitazioni non locate situate nello stesso comune in cui si trova l’abitazione principale del contribuente.
Anche i redditi determinati attraverso gli studi di settore, infine, offrono la possibilità di eludere in parte la progressività dell’IRPEF in quanto il contribuente può limitarsi a dichiarare l’ammontare dei ricavi (e quindi del reddito) congruente, omettendo di denunciare gli importi che vanno oltre tale ammontare.
Il peso delle aliquote, le agevolazioni e la loro documentazione
Una caratteristica distintiva della nostra IRPEF è che negli anni le esigenze di bilancio hanno prodotto una crescita delle aliquote applicate per determinare l’imposta dovuta, in particolare quelle relative ai redditi medio-bassi.
Inizialmente, inoltre, gli scaglioni di reddito, alla base del calcolo dell’imposta, a garanzia della progressività, erano 32 rispetto agli attuali cinque. Le aliquote applicate, pertanto, crescevano, proporzionalmente al reddito, dal 10% al 72%.
Nel tempo gli scaglioni di reddito sono stati accorpati e sono state aumentate le aliquote relative a quelli più bassi (attualmente l’aliquota più bassa è pari al 23% fino a 15.000 €) e sono diminuite quelle più alte (attualmente l’aliquota più alta è pari al 43% per i redditi sopra i 75.000 €).
La tassazione particolarmente elevata sui redditi medio-bassi ha provocato un abnorme aumento delle agevolazioni (deduzioni, detrazioni e crediti) e l’introduzione di meccanismi che legano l’agevolazione al reddito che falsano la progressività dell’imposta.
Per ridurre il carico fiscale, gravante sui redditi meno alti, tutte le tipologie di contribuenti e tutti i settori economici hanno promosso con successo in Parlamento interventi legislativi per introdurre agevolazioni a loro favore.
Conseguentemente, attualmente, il sistema di agevolazioni della nostra IRPEF copre a pioggia, con una miriade di misure di dettaglio, ogni aspetto utile a sostenere lo stato sociale e lo sviluppo economico; non si basa, quindi, su linee guida e precisi obiettivi da raggiungere; la sua filosofia di fondo sembra quella di dare un pochino a tutti per non scontentare nessuno.
Tra l’altro la presenza di un così alto numero di agevolazioni è una delle principali ragioni della complessità della nostra dichiarazione dei redditi in quanto i contribuenti hanno difficoltà a conoscerle tutte, a sapere quali sono i meccanismi che le determinano e a verificare la documentazione che le comprova.
Un altro aspetto gestionale, il cui costo socio-economico è ampiamente sottovalutato, è la movimentazione cartacea, dei documenti comprovanti la validità delle agevolazioni richieste, che si origina in fase di dichiarazione dei redditi.
Tenendo conto della quantità di agevolazioni concesse e dei differenti settori che interessano è forte il dubbio si possa arrivare mai ad una informatizzazione completa di questa gestione.
L’incapienza
Il crescente e progressivo aumento del numero, della tipologia e degli importi delle detrazioni/deduzioni/crediti concesse a favore dei redditi più bassi, sta provocando il fatto che circa un terzo dei contribuenti IRPEF pur avendo un reddito positivo non devono imposta.
Questi soggetti a fronte del vantaggio che non devono imposta hanno lo svantaggio che non possono godere in tutto o in parte delle deduzioni/detrazioni loro concesse.
In pratica per un terzo dei contribuenti IRPEF, i più bisognosi, tutta la colossale impalcatura delle agevolazioni specifiche risulta in gran parte inutile perché o non produce benefici o, se li produce, li produce solo in parte.
Il credito d’imposta
Dall’anno d’imposta 2008 nelle agevolazioni IRPEF per carichi di famiglia è stato introdotto un criterio fortemente innovativo in quanto ai soggetti con più di tre figli a carico spetta una ulteriore detrazione di 1.200 € e tale ammontare, nei casi in cui non vi è capienza nell’imposta dovuta, si trasforma in un credito che origina rimborso o riporto all’anno successivo.
Fino a tale anno d’imposta il credito era stato utilizzato dal legislatore nell’IRPEF come un importo che matura in presenza di imposte pagate in precedenza il cui ammontare supera il dovuto (pagamento di acconti in eccesso, imposte già pagate all’estero o già scontate per il riacquisto della prima casa, per il reintegro delle anticipazioni sui fondi pensione, ecc.) o come sostegno ad un’attività economica in fase di avvio o appartenente ad un settore in crisi.
Con il credito d’imposta concesso ai soggetti con più di tre figli a carico, la cui imposta dovuta è inferiore all’ammontare dell’ulteriore detrazione, viene ampliato ed esteso anche al “sociale” il concetto di sostegno economico attraverso l’imposizione fiscale. Nella sostanza si tratta d’un trasferimento in denaro, una sorta d’imposta negativa, al soggetto che ne ha diritto.
Dall’anno d’imposta 2014 un credito d’imposta spetta mensilmente anche ai soggetti con un reddito da lavoro dipendente o assimilato “la cui imposta lorda, determinata su detti redditi, sia di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro” (per chi ha lavorato tutto l’anno 8.146 € di reddito) e che hanno un reddito complessivo inferiore a 26 mila € (tra 24 e 26 mila € il credito decresce fino ad azzerarsi in corrispondenza del limite di reddito superiore).
Dal punto di vista operativo il credito, comunemente denominato “bonus”, è erogato ogni mese direttamente in busta paga dal datore di lavoro.
Con il “bonus” il concetto di credito d’imposta è stato ulteriormente ampliato in quanto interessa una intera tipologia di contribuenti, tra l’altro la più numerosa, a prescindere da fatti specifici di natura economica o sociale.
Metodologia
I diversi redditi dichiarati dai contribuenti dall’anno d’imposta 2003 all’anno d’imposta 2014 sono stati raggruppati in sei tipologie: Lavoro dipendente, Pensione, Lavoro Autonomo, Impresa, Partecipazione ed Altri.
Frequenza ed ammontare dei redditi dichiarati (serie storica – anni d’imposta 2003-2014) sono stati distribuiti tra le sei tipologie di reddito (totale, per regione e per classi di reddito complessivo).
Per predisporre la base dati necessaria alle analisi successive sono state costruite sei serie storiche che accorpano all’interno delle singola tipologia di reddito frequenza ed ammontare dei diversi redditi che hanno contribuito a formare frequenza ed ammontare della singola tipologia di reddito.
In particolare:
– Lavoro dipendente = Lavoro dipendente + assimilato Lavoro dipendente + altre prestazioni previdenziali non pensionistiche;
– Pensione = Pensione;
– Lavoro autonomo = Lavoro autonomo + perdita da Lavoro autonomo + Altri redditi di Lavoro autonomo + Altri redditi di Lavoro autonomo provvigioni e redditi diversi (da modello 770);
– Impresa = Impresa a contabilità ordinaria + Impresa a contabilità semplificata + perdita d’Impresa a contabilità semplificata + Allevamento;
– Partecipazione = Partecipazione + perdita da Partecipazione;
– Altri = Dominicale + Agrario + Fabbricati + Capitale sezione I + Capitale sezione II + Diversi + Tassazione separata in ordinaria + Plusvalenze di natura finanziaria.
Attraverso queste serie storiche per ciascun anno d’imposta (totale e per classi di reddito complessivo) sono stati determinati:
– il Reddito complessivo che è quello risultante dalla somma di tutti i redditi dichiarati dai contribuenti;
– i sei Redditi delle tipologie individuate;
– gli Oneri deducibili che sono stati distinti in “deduzione per l’abitazione principale”, “contributi obbligatori” ed “altri oneri”;
– la Deduzione per la progressività dell’imposizione, in vigore negli anni d’imposta dal 2003 al 2006. costituita da due parti una per tutti i contribuenti ed una per Lavoro dipendente, Pensione, Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione;
– la Deduzione per carichi di famiglia in vigore negli anni d’imposta 2005 e 2006.
Il Reddito imponibile delle sei categorie oggetto d’esame è stato determinato sottraendo:
- dagli Altri redditi l’ammontare della deduzione per l’abitazione principale;
- l’ammontare dei “contributi obbligatori” dal reddito di Lavoro autonomo, d’Impresa e Partecipazione proporzionalmente all’ammontare di tali redditi sull’ammontare totale della loro somma (l’ammontare totale dei “contributi obbligatori” è stato tolto da tali tipologie di reddito poiché relativo in gran parte a soggetti con tali redditi; anche se nella voce confluiscono il contributo al Servizio Sanitario Nazionale per le assicurazioni sulle auto, fino all’anno d’imposta 2013, i contributi volontari e i contributi per il riscatto degli anni di laurea dei dipendenti; l’ammontare di tali oneri può essere considerato marginale);
- dai redditi da Lavoro dipendente, Pensione, Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione, per gli anni d’imposta 2003, 2004, 2005 e 2006, l’ammontare della quota, il 30%, della deduzione per la progressività dell’imposizione dai redditi spettante a tali tipologie di reddito; per tener conto che l’ammontare della deduzione spettante ai redditi da Lavoro dipendente e Pensione è tre volte dell’ammontare di quella spettante ai redditi da Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione, la diminuzione dell’ammontare imponibile di queste ultime tipologie di reddito è stata ridotta ad un terzo; l’ammontare dei due/terzi restante è stato sommato e ripartito sottraendolo al reddito imponibile di Lavoro dipendente e Pensione secondo le percentuali di distribuzione del reddito imponibile di specie sul reddito imponibile totale;
- gli “altri oneri” (al netto dell’ammontare incapiente che non abbatte l’imponibile e comprensivi per gli anni d’imposta 2003, 2004 2005 e 2006 del 70% della deduzione per la progressività dell’imposizione che spetta a tutti i contribuenti e per gli anni d’imposta 2005 e 2006 della deduzione per carichi di famiglia) sono stati ripartiti in proporzione tra i sei redditi secondo la percentuale del reddito imponibile di specie sulla somma totale dei sei imponibili.
Al Reddito imponibile, infine, solo per l’anno d’imposta 2003 e solo per le tipologie di reddito da Lavoro autonomo, Impresa, Partecipazione e Altri redditi sono stati sommati i crediti d’imposta sui dividendi ripartiti proporzionalmente secondo la percentuale di reddito imponibile di specie sul reddito imponibile totale.
L’Imposta delle sei categorie oggetto d’esame, infine, è stata ottenuta come totale di quella corrispondente ad ognuna delle classi di reddito complessivo elementari utilizzate nella pubblicazione delle statistiche, ottenuta in questo modo:
– per gli anni d’imposta 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013 e 2014 per tener conto delle detrazioni di cui hanno goduto nei suddetti anni i redditi da Lavoro dipendente, Pensione, Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione:
- l’imponibile delle cinque categorie di reddito è stato decrementato dell’ammontare ottenuto risalendo, attraverso la tabella delle aliquote, dall’importo della detrazione al corrispondente reddito imponibile;
- l’ammontare delle detrazioni incapienti relative alle prime classi di reddito è stato escluso dal calcolo;
- la diminuzione dell’imponibile di Lavoro dipendente e Pensione è stato maggiorato d’una quota eguale a quella contemporaneamente addizionata all’imponibile di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione per tener conto che l’importo delle detrazioni di Lavoro dipendente e Pensione è circa il doppio di quelle per Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione;
– il totale dell’imposta netta di ogni singola classe di reddito è stato ripartito secondo le percentuali di distribuzione del reddito imponibile di specie sul reddito imponibile totale nell’ambito della classe di reddito in esame.
Dall’imposta netta così ottenuta non è stato sottratta la quota parte di credito d’imposta di competenza dell’anno (non riportato dagli anni precedenti).
Si è proceduto in questo modo per la difficoltà di separare correttamente l’importo di competenza dell’anno, che riduce effettivamente l’imposta, da quello utilizzabile come credito negli anni successivi.
Per consentire una valutazione del credito d’imposta, concesso dall’anno 2014 ai lavoratori dipendenti, che interessa milioni di contribuenti, è stato realizzato uno specifico paragrafo alla fine dell’analisi dei dati su redditi ed imposta relativa all’anno.
La pubblicazione nelle statistiche dall’anno d’imposta 2011 delle percentuali di “Ripartizione dell’IRPEF secondo le principali fonti di reddito” e della relativa serie storica a partire dall’anno d’imposta 2000 ha consentito di verificare la validità della metodologia adottata per determinare l’imposta corrispondente ad una specifica tipologia di reddito.
Vi è, infatti, sostanziale corrispondenza fra le percentuali pubblicate, che non comprendono tutte le tipologie di reddito, e quelle ricavate nell’indagine secondo la metodologia precedentemente descritta.
Per completare l’indagine all’interno di ogni tipologia di reddito è stato calcolato il relativo Reddito unitario dato dal rapporto tra l’ammontare complessivo della tipologia di reddito e la somma delle frequenze dei soggetti che hanno dichiarato i redditi accorpati all’interno della tipologia. Allo stesso modo è stata determinata l’Imposta unitaria.
Da questi dati, infine, sono state predisposte le distribuzioni e i confronti per il periodo analizzato (anni d’imposta 2003-2014) per reddito e imposta netta (totale e per classe di reddito complessivo) delle sei tipologie di reddito considerate.
Per semplificare la lettura dei dati le classi di reddito elementari delle statistiche sulle dichiarazioni presenti nelle Tabelle pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia sono state accorpate e ridotte come di seguito illustrato.
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | |
| Fino a 10.000 | |
| da 10.000 a 20.000 | |
| da 20.000 a 35.000 | |
| da 35.000 a 50.000 | |
| da 50.000 a 70.000 | |
| da 70.000 a 100.000 | |
| da 100.000 a 200.000 | |
| oltre 200.000 |
Dall’anno d’imposta 2003 all’anno d’imposta 2014
Nel periodo preso a base dall’indagine (anni d’imposta 2003-2013) la tassazione sul reddito delle persone fisiche è stata oggetto di numerosi e rilevanti interventi che hanno influenzato l’ammontare dei redditi dichiarati, il reddito imponibile e il calcolo dell’imposta dovuta. Inoltre sull’ammontare dei redditi dichiarati ha pesato l’andamento della nostra economia. Al fine d’interpretare correttamente i dati di confronto vengono descritte, per anno d’imposta, le principali modifiche intervenute e viene illustrato ed analizzato l’andamento del Prodotto Interno Lordo.
Principali interventi normativi
Di seguito vengono illustrate, articolate per anno d’imposta, le principali novità normative che hanno modificato in modo rilevante la tassazione sul reddito delle persone fisiche nel periodo preso a base dall’indagine.
Anno d’imposta 2003
L’anno d’imposta 2003 presenta importanti e considerevoli novità rispetto all’anno precedente. In particolare:
– entra in vigore una nuova tabella delle aliquote articolata su nuovi scaglioni di reddito;
| TABELLA PER IL CALCOLO DELL’IMPOSTA | ||
| Reddito | Aliquota | Imposta |
| fino a 15.000,00 € | 23% | 23% dell’importo |
| oltre 15.000,00 € e fino a 29.000,00 € | 29% | 3.450,00 € + 29% parte eccedente 15.000,00 |
| oltre 29.000,00 € e fino a 32.600,00 € | 31% | 7.510,00 € + 31% parte eccedente 29.000,00 |
| oltre 32.600,00 € e fino a 70.000,00 € | 39% | 8.626,00 € + 39% parte eccedente 32.600,00 |
| oltre € 70.000,00 | 45% | 23.212,00 € + 45% parte eccedente 70.000,00 |
– viene introdotta una deduzione dal reddito complessivo per assicurare la progressività dell’imposizione; tale deduzione decresce al crescere del reddito ed è costituita da una “deduzione base”, prevista per tutte le tipologie di reddito, e da una “ulteriore deduzione”, riconosciuta per alcune tipologie di reddito (3.000 € per tutti i contribuenti e in aggiunta 4.500 € per il Lavoro dipendente, 4.000 € per i redditi di Pensione e 1.500 € per i redditi da Lavoro autonomo o Impresa in contabilità semplificata);
– vengono modificati gli importi e le modalità di determinazione, delle detrazioni per Lavoro dipendente, Pensione e Lavoro autonomo o Impresa in contabilità semplificata (per Lavoro dipendente a partire da 27.000 € per un importo di 130 € che cresce a 235 € con reddito complessivo di 29.500 € per azzerarsi sopra i 52.000 € di reddito complessivo; per Pensione a partire da 24.500 € per un importo di 70 € che cresce a 290 € con reddito complessivo di 31.000 € per azzerarsi sopra i 52.000 € di reddito complessivo; per Lavoro autonomo o Impresa in contabilità semplificata a partire da 25.500 € per un importo di 80 € che cresce a 126 € con reddito complessivo di 31.000 € per azzerarsi sopra i 32.000 € di reddito complessivo);
– viene introdotto per i titolari di reddito d’Impresa e per gli esercenti arti e professioni, in forma sperimentale, il concordato biennale preventivo che ai soggetti in determinate condizioni (incrementi annuali dei redditi di specie non inferiori a certe percentuali) agevola la determinazione dell’imposta sull’eccedenza del reddito di specie, sospende gli obblighi di emissione e scontrino fiscale e limita i poteri dell’ufficio in fase di accertamento.
Anno d’imposta 2004
Nell’anno d’imposta 2004 entrano in vigore le modifiche apportate alla tassazione dei redditi di capitale che prevedono l’eliminazione del credito d’imposta sui dividendi.
Dall’anno d’imposta 2004 la determinazione del reddito d’Impresa viene regolamentata in ambito IRES (Imposta sul Reddito delle Società) e non più in ambito IRPEF. Questo comporta novità nella determinazione dell’imposta sul reddito d’Impresa. In particolare tra le principali novità si segnalano:
– l’introduzione della cosiddetta “participation exemption”, ossia di un sistema secondo cui le plusvalenze relative alla cessione di partecipazioni dotate di particolari requisiti non concorrono alla determinazione del reddito d’Impresa in quanto esenti limitatamente al 60 per cento del loro ammontare;
– l’esclusione, nella misura del 60 per cento, dalla formazione del reddito imponibile dei dividendi distribuiti da società di capitali ed enti commerciali residenti;
– pro-rata di deducibilità degli interessi passivi, da determinarsi con riferimento alla quota degli interessi stessi che residua dopo l’applicazione del pro-rata di indeducibilità patrimoniale e della thin capitalization;
– opzione per la trasparenza fiscale ai fini dell’imputazione del reddito prodotto dalle società a responsabilità limitata la cui compagine sociale sia composta esclusivamente da persone fisiche in numero non superiore a 10 (20 per le cooperative), con un volume di ricavi non superiore alle soglie previste per l’applicazione degli studi di settore.
Anno d’imposta 2005
Nell’anno d’imposta 2005 entra in vigore una nuova tabella delle aliquote e degli scaglioni di reddito per il calcolo dell’imposta.
| TABELLA PER IL CALCOLO DELL’IMPOSTA | ||
| Reddito | Aliquota | Imposta |
| fino a 26.000,00 € | 23% | 23% dell’importo |
| oltre 26.000,00 € e fino a 33.500,00 € | 33% | 5.980,00 € + 33% parte eccedente 26.000,00 |
| oltre 33.500,00 € e fino a 100.000,00 € | 39% | 8.455,00 € + 39% parte eccedente 33.500,00 |
| oltre € 100.000,00 | 43%(39+4) | 34.390,00 € + 43% parte eccedente 100.000,00 |
Le detrazioni d’imposta per oneri di famiglia vengono trasformate in deduzioni decrescenti al crescere del reddito imponibile.
In particolare spettano:
– 3.200 € per il coniuge;
– 2.900 € per ciascun figlio;
– 3.450 € per ciascun figlio minore di tre anni;
– 3.700 € per ciascun figlio portatore di handicap;
– 3.200 € per il primo figlio nel caso di mancanza dell’altro genitore;
– 2.900 € per ogni altro familiare.
La deduzione per carichi di famiglia diminuisce al crescere del reddito complessivo e si azzera sopra i 78.000 €.
Anno d’imposta 2006
La legge finanziaria del 2007 (Legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha revisionato gli studi di settore, adeguando “la rappresentatività degli stessi rispetto alla realtà economica cui si riferiscono”. Tale revisione ha riguardato la determinazione dei redditi di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione sottoposti a tale tipo di strumento di verifica della congruità dei compensi e dei ricavi dichiarati.
Per il reddito d’Impresa sono entrati in vigore interventi normativi per il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale. Questi interventi hanno interessato ai fini del recupero di base imponibile:
– la modifica del regime di tassazione integrale degli utili e proventi provenienti da soggetti residenti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato;
– l’esclusione della la possibilità di dedurre quote di ammortamento anticipato per taluni mezzi di trasporto a motore utilizzati “promiscuamente” nell’esercizio d’Impresa, anche se acquistati nel corso di precedenti periodi di imposta; per questi mezzi, se in leasing; i canoni sono deducibili a condizione che la durata del contratto di leasing non sia inferiore a un determinato periodo; la modifica si applica ai canoni relativi a contratti di locazione finanziaria stipulati dopo il 12 agosto 2006;
– le quote di ammortamento deducibili dei fabbricati strumentali che debbono essere calcolate tenendo conto il costo dei fabbricati deve essere considerato al netto del costo delle aree occupate dalla costruzione e di quelle che ne costituiscono pertinenza; questa disposizione si applica anche alla quota capitale dei canoni dei fabbricati strumentali in locazione finanziaria;
– l’introduzione d’un limite all’utilizzo delle perdite dei soci relative ad esercizi anteriori all’inizio del regime della trasparenza;
– il riporto illimitato delle perdite riguarda quelle maturate nei primi tre periodi d’imposta dalla data di costituzione dell’impresa e a condizione che le stesse si riferiscano ad un attività produttiva effettivamente nuova;
– il divieto di riportare le perdite pregresse con riferimento alle partecipazioni acquisite nell’ambito del gruppo; la modifica si applica ai soggetti le cui partecipazioni sono acquisite da terzi a decorrere dalla data del 4 luglio 2006;
– la non deducibilità delle minusvalenze derivanti dalla destinazione dei beni a finalità estranee all’esercizio dell’impresa;
– l’abolizione della facoltà di svalutare per rischio contrattuale le rimanenze finali di opere, forniture e servizi di durata ultrannuale.
La possibilità di dedurre le perdite unicamente dai redditi della stessa categoria di quella che le ha generate è stata estesa anche ai lavoratori autonomi e alle imprese minori, come già avveniva per il reddito d’Impresa in contabilità ordinaria.
Per il reddito di Lavoro autonomo sono state introdotte le seguenti modifiche:
– attribuzione di rilevanza reddituale alle plusvalenze e minusvalenze realizzate attraverso l’estromissione di beni strumentali, esclusi gli immobili e gli oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione;
– i corrispettivi conseguiti a seguito della cessione della clientela o di elementi immateriali comunque riferibili all’attività artistica o professionale rientrano tra i proventi che concorrono a formare il reddito;
– le spese per prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande in pubblici esercizi sostenute dal committente per conto del professionista e da questi addebitate nella fattura, sono integralmente deducibili dal reddito di Lavoro autonomo.
Anno d’imposta 2007
Nell’anno d’imposta 2007 entra in vigore una nuova tabella delle aliquote e degli scaglioni di reddito per il calcolo dell’imposta.
| TABELLA PER IL CALCOLO DELL’IMPOSTA | ||
| Reddito | Aliquota | Imposta |
| fino a 15.000,00 € | 23% | 23% dell’importo |
| oltre 15.000,00 € e fino a 28.000,00 € | 27% | 3.450,00 € + 27% parte eccedente 15.000,00 |
| oltre 28.000,00 € e fino a 55.000,00 € | 38% | 6.960,00 € + 38% parte eccedente 28.000,00 |
| oltre 55.000,00 € e fino a 75.000,00 € | 41% | 17.220,00 € + 41% parte eccedente 55.000,00 |
| oltre € 75.000,00 | 43% | 25.420,00 € + 43% parte eccedente 75.000,00 |
Le deduzioni per oneri di famiglia vengono trasformate in detrazioni per carichi familiari che decrescono al crescere del reddito complessivo.
In particolare spettano per il coniuge a carico da 800 € a 0 €; la detrazione si azzera oltre gli 80.000 € di reddito complessivo.
Per i figli a carico spettano:
800 € per ciascun figlio di età superiore o uguale a tre anni;
900 € per ciascun figlio di età inferiore a tre anni;
una maggiorazione di 220 € per ciascun figlio portatore di handicap;
una maggiorazione di 200 € per ciascun figlio a partire dal primo, per i contribuenti con più di tre figli a carico. ;
Le detrazioni per i figli si cumulano in una detrazione complessiva che decresce al crescere del reddito complessivo e si azzera oltre i 95.000 € se non con un solo figlio; per ogni figlio in più il limite di azzeramento s’incrementa di 15.000 €. ci sono maggiorazioni, altrimenti si azzera ad un importo più alto.
Per ogni altro familiare a carico spetta una detrazione di 750 €. L’importo complessivo di tale detrazione è decrescente al crescere del reddito e si azzera oltre gli 80.000 €.
Per l’anno d’imposta 2007 si passa per i redditi da Lavoro e Impresa a contabilità semplificata si passa dalle deduzioni alle detrazioni decrescenti al crescere del reddito complessivo. In particolare spettano per i redditi da:
Lavoro dipendente o a questi assimilati da 1.840 € a 0 € per importi superiori ai 55.000 €;
Pensione da 1.725 € (1.783 € per i contribuenti con più di 75 anni) a 0 € per importi superiori ai 55.000 €;
Lavoro autonomo, Impresa a contabilità semplificata e forfetaria, Partecipazione e Altri redditi assimilati al Lavoro dipendente da 1.104 € a 0 € per importi superiori ai 55.000 €.
Dall’anno d’imposta 2007 chi possiede solo redditi fondiari (terreni e/o fabbricati) d’importo complessivo inferiore a 500 € non deve imposta.
Anno d’imposta 2008
Per chi ha a carico più di tre figli spetta un’ulteriore detrazione pari a 1.200 €; tale detrazione non spetta se la detrazione teorica per figli a carico è pari a zero per effetto della decrescenza dell’ammontare delle detrazioni per carichi di famiglia al crescere del reddito. Qualora non vi è capienza nell’imposta dovuta l’importo della ulteriore detrazione non utilizzato può essere richiesto dal contribuente come rimborso o credito da riportare all’anno successivo.
Dall’anno d’imposta 2008 è introdotta, per i lavoratori dipendenti del settore privato, in sostituzione dell’IRPEF e delle relative addizionali, un’imposta pari al dieci per cento, sulle somme ricevute per prestazioni di lavoro straordinario, per un importo complessivo inferiore a 3.000 €.
I soggetti (cosiddetti “minimi”) che nel 2008 hanno percepito ricavi per un importo inferiore ai 30.000 € nell’esercizio di attività commerciali o professionali possono determinare il reddito in modo semplificato e pagare un’imposta sostitutiva di IRPEF (e relative addizionali), IRAP ed IVA.
Per il reddito derivante da attività professionale e da Impresa commerciale in contabilità semplificata è prevista la possibilità di dedurre dal reddito complessivo le perdite indipendentemente dalla loro natura.
Anno d’imposta 2009
Nell’anno d’imposta 2009 non entrano in vigore norme che modificano in modo rilevante le modalità di tassazione dei redditi.
Anno d’imposta 2010
Nell’anno d’imposta 2010 non entrano in vigore norme che modificano in modo rilevante le modalità di tassazione dei redditi.
Anno d’imposta 2011
Nell’anno d’imposta 2011 per le locazioni degli immobili è stata introdotta la possibilità di optare per tale tipo di reddito per una imposta sostitutiva del 21% o del 19% chiamata “cedolare secca”.
È prorogata l’agevolazione sulle somme percepite per incremento della produttività dai lavoratori dipendenti del settore privato che prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali, pari al 10% fino a 6.000 € lordi.
È stato introdotto, infine, un contributo di solidarietà del 3% sulla parte eccedente per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 300.000 €.
Anno d’imposta 2012
Nell’anno d’imposta 2012 l’Imposta Municipale Unica sostituisce l’IRPEF sui redditi dei fabbricati non locati e sui redditi dominicali dei terreni non affittati. Anche il reddito dell’abitazione principale, già interamente deducibile, non fa più parte del reddito da fabbricati, quindi, del reddito complessivo.
Prosegue anche per quest’anno d’imposta l’agevolazione concessa sulle somme percepite per incremento della produttività dai lavoratori dipendenti del settore privato.
Viene modificato il regime relativo ai contribuenti cosiddetti “minimi” e viene ristretto il campo ai soli soggetti (imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità), con ricavi inferiori ai 30.000 euro, che intraprendono l’attività o che l’hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007. Anche l’imposta sostitutiva è ridotta al 5% dell’imponibile (fiscalità di vantaggio).
Anno d’imposta 2013
Nell’anno d’imposta 2013 il reddito da fabbricati derivante dall’abitazione principale è tornato a far parte del reddito complessivo ed è da questo interamente deducibile. Sono tornate imponibili, nella misura del 50% della rendita catastale rivalutata, le abitazioni non locate situate nello stesso comune ove il contribuente possiede l’abitazione utilizzata come residenza principale.
Anno d’imposta 2014
Nell’anno d’imposta 2014, a partire dal mese di maggio, i datori di lavoro hanno erogato ai propri dipendenti in busta paga un credito d’imposta mensile di 80 €. Questo credito spetta ai dipendenti con un reddito complessivo superiore agli 8.000 € (esattamente 8.145 €) non superiore a 26.000 €.
Sono state elevate dal 24% al 26% le detrazioni relative alle erogazioni liberali a favore delle Onlus e alle erogazioni liberali a favore dei partiti politici.
Sono state prorogate le detrazioni del 50% per le spese di ristrutturazione degli immobile e del 65% per le spese relative ad interventi per il risparmio energetico.
Andamento del Prodotto Interno Lordo
Le tabelle che seguono illustrano l’andamento del Prodotto Interno Lordo nel periodo oggetto dell’indagine sia a prezzi correnti (PIL nominale) che in valori assoluti (PIL reale). I dati sono quelli ISTAT aggiornati a marzo 2015.
Si rileva che il valore del PIL nominale cresce con valori tra il 2,86% e il 4,15% nel periodo 2004-2007. Nel 2008 si registra un rallentamento della crescita con un incremento pari all’1,40%. Nel 2009 si ha una inversione di tendenza con un decremento del 3,63%. Nel 2010 e nel 2011 torna a crescere con un incremento rispettivamente del 2,01% e del 2,05%. Nel 2012 e nel 2013 si ha ancora un decremento pari rispettivamente all’1,48% e allo 0,54%. Nel 2014, infine, si ha un incremento dello 0,98%.
Si rileva che il valore del PIL in volume cresce con valori tra il 2,01% e lo 0,95% nel periodo 2004-2007. Nel biennio 2008-2009 si registra un rallentamento della crescita con decrementi rispettivamente dell’1,05% e del 5,48%. Nel 2010 si ha una inversione di tendenza con un incremento dell’1,69%. Nel 2011 prosegue la crescita con un incremento dello 0,58%, mentre nel 2012 e nel 2013 si ha un decremento rispettivamente del 2,82% e del 1,73%. Nel 2014, infine, si ha un leggero incremento dello 0,09%.
Analisi Redditi e Imposta
Nel paragrafo vengono analizzati, per anno d’imposta e per le sei tipologie di reddito considerate, i redditi dichiarati per classi di reddito complessivo del contribuente e per area geografica. Successivamente vengono esaminati, sempre per anno d’imposta e per le sei tipologie di reddito considerate, l’imposta relativa ai redditi dichiarati e i valori unitari di reddito ed imposta.
Anno d’imposta 2003
È l’ultimo anno in cui gli Altri redditi sono influenzati dalla presenza dei redditi da capitale che vengono dichiarati in due sezioni di uno specifico quadro.
Redditi per classi di reddito del contribuente
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’ammontare dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione costituisce l’80% del totale;
– l’importo del reddito da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarato da contribuenti con reddito complessivo inferiore ai 35.000 € è pari al 50% del totale;
– il reddito da Lavoro dipendente contribuisce al reddito complessivo con l’ammontare più elevato in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente ad esclusione della prima in cui prevale il reddito da Pensione;
– in tutte le classi di reddito (ad esclusione della prima) il reddito da Lavoro dipendente contribuisce con una percentuale maggiore di quella delle altre tipologie di reddito;
– la percentuale di reddito da Lavoro dipendente non scende mai sotto il 30% in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente (nella classe tra 20.000 e 35.000 € va oltre il 60%);
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente e va da un minimo di 1,46 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo 4,43 miliardi della classe di reddito oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco il primo nella classe di reddito tra 10.000 e 20.000 € e il secondo nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 €;
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € non va oltre il miliardo di €.
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2003 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 75.761.511 | 24.454.976 | 39.042.954 | 1.461.750 | 2.258.657 | 2.142.685 | 6.404.402 | |
| da 10.000 a 20.000 | 209.295.134 | 112.017.850 | 69.983.152 | 2.236.748 | 9.405.028 | 6.948.979 | 8.706.762 | |
| da 20.000 a 35.000 | 193.741.458 | 121.359.042 | 44.355.372 | 3.617.180 | 7.863.279 | 7.310.082 | 9.240.268 | |
| da 35.000 a 50.000 | 56.987.377 | 31.435.896 | 10.241.500 | 3.263.872 | 3.596.338 | 4.224.167 | 4.226.160 | |
| da 50.000 a 70.000 | 39.365.701 | 19.890.149 | 6.794.556 | 3.862.795 | 2.336.577 | 3.339.487 | 3.142.405 | |
| da 70.000 a 100.000 | 29.972.327 | 14.523.057 | 3.842.996 | 4.334.610 | 1.737.522 | 2.881.936 | 2.652.212 | |
| da 100.000 a 200.000 | 28.323.102 | 12.969.513 | 2.443.815 | 4.208.607 | 1.877.220 | 3.614.893 | 3.208.767 | |
| oltre 200.000 | 21.653.181 | 7.892.621 | 654.655 | 4.434.080 | 954.312 | 3.330.920 | 4.386.067 | |
| TOTALE | 655.099.791 | 344.543.104 | 177.359.000 | 27.419.642 | 30.028.933 | 33.793.149 | 41.967.043 | |
Redditi per area geografica
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– il Nord-ovest contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un ammontare che supera il 33% del totale;
– l’ammontare del reddito da Lavoro dipendente supera il 50% del totale in tutte le aree geografiche;
– l’ammontare del reddito da Pensione supera il 25% del totale in tutte le aree geografiche;
– gli ammontari dei redditi di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione contribuiscono alla formazione del reddito complessivo con valori percentuali analoghi in tutte le aree geografiche.
| AREA GEOGRAFICA | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2003 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Nord-ovest | 212.634.828 | 111.401.423 | 56.405.362 | 9.178.237 | 9.316.511 | 12.540.898 | 13.795.184 | |
| Nord-est | 146.454.268 | 76.704.312 | 37.105.661 | 5.813.664 | 7.227.905 | 9.505.558 | 10.101.541 | |
| Centro | 137.476.002 | 71.264.184 | 37.863.378 | 6.281.891 | 5.847.030 | 6.714.056 | 9.508.502 | |
| Sud | 107.080.677 | 57.618.676 | 30.901.460 | 4.147.760 | 5.110.839 | 3.466.290 | 5.836.276 | |
| Isole | 51.454.013 | 27.554.511 | 15.083.142 | 1.998.086 | 2.526.650 | 1.566.343 | 2.725.536 | |
| TOTALE | 655.099.788 | 344.543.106 | 177.359.003 | 27.419.638 | 30.028.935 | 33.793.145 | 41.967.039 | |
L’imposta
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione è oltre il 75% del totale;
– oltre il 38% dell’imposta totale deriva da redditi da Lavoro dipendente prodotto da contribuenti che si collocano nelle classi di reddito fra 10.000 e 50.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante da redditi da Lavoro dipendente rispetto alle altre tipologie di reddito è il più elevato in tutte le classi di reddito in cui si collocano i contribuenti, ad esclusione della classe fra 0 e 10.000 € in cui prevale l’imposta derivante dal reddito da Pensione;
– la percentuale d’imposta derivante da Lavoro dipendente supera il 30% del totale dell’imposta di quella classe in tutte le classi di reddito, ad esclusione della classe fra 0 e 10.000 € in cui prevale il reddito da Pensione;
– l’ammontare dell’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo cresce al crescere delle classi di reddito fino ad arrivare ad oltre 2 miliardi nella classe di resisto sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa risulta più elevato (oltre 1 miliardo di €) nelle classi comprese fra 10.000 e 35.000 € per scendere sotto il mezzo miliardo di € nella classe sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi di Partecipazione supera 1,2 miliardi di € nella classe fra 20.000 e 35.000; è compresa fra gli 850.000 e i 950.000 € nelle classi intermedie fino a 100.000 €; si colloca oltre 1,3 miliardi di € e oltre 1,5 miliardi di € rispettivamente nelle due classi fra 100.000 e 200.000 € ed oltre 200.000 €.
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | IMPOSTA NETTA IN MIGLIAIA DI EURO -2003 | ||||||
| LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 590.795 | 943.218 | 27.664 | 42.746 | 40.551 | 180.795 | |
| da 10.000 a 20.000 | 13.639.580 | 8.521.328 | 243.164 | 1.022.449 | 755.444 | 878.385 | |
| da 20.000 a 35.000 | 23.784.270 | 8.692.885 | 616.431 | 1.340.042 | 1.245.767 | 1.447.510 | |
| da 35.000 a 50.000 | 8.156.136 | 2.657.187 | 745.097 | 820.994 | 964.319 | 962.650 | |
| da 50.000 a 70.000 | 5.902.336 | 2.016.262 | 1.034.110 | 625.526 | 894.015 | 854.061 | |
| da 70.000 a 100.000 | 4.735.571 | 1.253.096 | 1.318.230 | 528.411 | 876.447 | 820.773 | |
| da 100.000 a 200.000 | 4.754.842 | 895.944 | 1.522.717 | 679.197 | 1.307.905 | 1.187.140 | |
| oltre 200.000 | 3.276.736 | 271.789 | 2.048.232 | 440.825 | 1.538.650 | 2.088.580 | |
| TOTALE | 64.840.266 | 25.251.709 | 7.555.645 | 5.500.189 | 7.623.098 | 8.419.895 | |
Gli importi unitari di reddito e imposta
I grafici che seguono evidenziano:
– il numero dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati è pari al 48% del totale dei redditi dichiarati;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro dipendente (16.169 €);
– gli importi dei redditi unitari da Lavoro autonomo e da Partecipazione si collocano subito sotto a quello da Lavoro dipendente (con 15.759 € e 15.302 €);
– l’importo del reddito unitario da Impresa (13.162 €) è inferiore a quello di Lavoro dipendente di circa 3.000 €;
– nelle aree geografiche del nord-est e del nord-ovest l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro autonomo (supera i 19.000 €);
– nelle tre aree geografiche del Centro, del Sud e delle Isole l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro dipendente con rispettivamente con 17.290 €, 12.676 € e 12.678 €;
– nell’area geografica del Sud l’importo unitario del reddito da Impresa dichiarato è inferiore ai 10.000 € (9.665 €);
– nelle due aree geografiche del sud e delle isole l’importo unitario dichiarato del reddito da Impresa è inferiore a quello del reddito da Pensione:
– l’imposta unitaria più elevata è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo e da Partecipazione rispettivamente pari a 4.343 € e a 3.452 €; ciò deriva dal fatto che nelle classi di reddito superiori ai 100.000 € si colloca un buon numero di professionisti e di soggetti partecipanti ad associazioni tra professionisti;
– l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è più elevata (3.043 €) di quella derivante dal reddito d’Impresa (2.411 €).
Anno d’imposta 2004
Cambia la tassazione sui redditi da capitale e la determinazione del reddito d’Impresa.
Redditi per classi di reddito del contribuente
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’ammontare dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione costituisce l’80% del totale;
– l’importo del reddito da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarato da contribuenti con reddito complessivo inferiore ai 35.000 € supera il 60% del reddito complessivo totale;
– il reddito da Lavoro dipendente contribuisce al reddito complessivo con l’ammontare più elevato in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente ad esclusione della prima in cui prevale il reddito da Pensione;
– in tutte le classi di reddito (ad esclusione della prima) il reddito da Lavoro dipendente contribuisce con una percentuale maggiore di quella delle altre tipologie di reddito;
– la percentuale di reddito da Lavoro dipendente non scende mai sotto il 30% in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente (nella classe tra 20.000 e 35.000 € va oltre il 60%);
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente e va da un minimo di 1,47 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo 5,20 miliardi della classe di reddito oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco il primo nella classe di reddito tra 10.000 e 20.000 € e il secondo nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 €;
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € va poco al di sopra del miliardo di € (1,22 miliardi di €).
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2004 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 73.030.464 | 23.898.542 | 37.733.208 | 1.476.305 | 1.908.555 | 2.016.437 | 6.002.298 | |
| da 10.000 a 20.000 | 207.280.868 | 108.881.651 | 71.275.661 | 2.240.578 | 9.511.751 | 6.898.415 | 8.476.315 | |
| da 20.000 a 35.000 | 210.107.745 | 131.981.390 | 49.025.694 | 3.772.694 | 8.345.014 | 7.636.266 | 9.351.109 | |
| da 35.000 a 50.000 | 62.124.806 | 34.498.645 | 11.674.487 | 3.410.714 | 3.887.802 | 4.478.349 | 4.175.476 | |
| da 50.000 a 70.000 | 41.811.091 | 21.209.695 | 7.498.929 | 4.014.546 | 2.559.915 | 3.608.404 | 2.919.920 | |
| da 70.000 a 100.000 | 31.881.231 | 15.461.424 | 4.430.490 | 4.602.381 | 1.907.606 | 3.151.118 | 2.328.465 | |
| da 100.000 a 200.000 | 29.807.192 | 13.829.864 | 2.790.063 | 4.595.230 | 2.154.368 | 4.032.564 | 2.405.195 | |
| oltre 200.000 | 20.590.253 | 8.043.445 | 731.180 | 5.203.880 | 1.224.436 | 3.714.953 | 1.672.288 | |
| TOTALE | 676.633.650 | 357.804.656 | 185.159.712 | 29.316.328 | 31.499.447 | 35.536.506 | 37.331.066 | |
Redditi per area geografica
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– il Nord-ovest contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un ammontare che supera il 33% del totale;
– l’ammontare del reddito da Lavoro dipendente supera il 50% del totale in tutte le aree geografiche;
– l’ammontare del reddito da Pensione supera il 25% del totale in tutte le aree geografiche;
– gli ammontari dei redditi di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione contribuiscono alla formazione del reddito complessivo con valori percentuali analoghi in tutte le aree geografiche.
| AREA GEOGRAFICA | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2004 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO IN MIGLIAIA DI EURO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Nord-ovest | 218.689.098 | 115.262.649 | 58.799.914 | 9.792.266 | 9.857.947 | 13.134.729 | 11.845.555 | |
| Nord-est | 150.930.068 | 79.729.529 | 38.855.969 | 6.188.409 | 7.557.587 | 10.001.879 | 8.601.959 | |
| Centro | 142.378.000 | 74.227.178 | 39.557.593 | 6.752.903 | 6.127.540 | 7.033.038 | 8.683.486 | |
| Sud | 110.969.647 | 59.866.641 | 32.170.324 | 4.408.045 | 5.271.050 | 3.682.044 | 5.572.426 | |
| Isole | 53.666.837 | 28.718.661 | 15.775.911 | 2.174.707 | 2.685.322 | 1.684.816 | 2.627.642 | |
| TOTALE | 676.633.650 | 357.804.658 | 185.159.711 | 29.316.330 | 31.499.446 | 35.536.506 | 37.331.068 | |
L’imposta
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione è oltre il 75% del totale;
– oltre il 39% dell’imposta totale deriva da redditi da Lavoro dipendente prodotto da contribuenti che si collocano nelle classi di reddito fra 10.000 e 50.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante da redditi da Lavoro dipendente rispetto alle altre tipologie di reddito è il più elevato in tutte le classi di reddito in cui si collocano i contribuenti, ad esclusione della classe fra 0 e 10.000 € in cui prevale l’imposta derivante dal reddito da Pensione;
– la percentuale d’imposta derivante da Lavoro dipendente supera il 30% del totale dell’imposta di quella classe in tutte le classi di reddito;
– l’ammontare dell’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo cresce al crescere delle classi di reddito fino ad arrivare ad oltre 2 miliardi nella classe di reddito sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa risulta più elevato (oltre 1 miliardo di €) nelle classi comprese fra 10.000 e 35.000 € per scendere sotto il mezzo miliardo di € nella classe sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi di Partecipazione supera 1,2 miliardi di € nella classe fra 20.000 e 35.000; è compresa fra i 900.000 e il miliardo di € nelle classi intermedie fino a 100.000 €; si colloca oltre 1,3 miliardi di € e oltre 1,4 miliardi di € rispettivamente nelle due classi fra 100.000 e 200.000 € ed oltre 200.000 €.
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | IMPOSTA NETTA IN MIGLIAIA DI EURO – 2004 | ||||||
| LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 690.200 | 1.089.751 | 30.087 | 38.897 | 41.096 | 196.219 | |
| da 10.000 a 20.000 | 13.499.810 | 8.837.190 | 244.815 | 1.039.293 | 753.749 | 859.605 | |
| da 20.000 a 35.000 | 26.033.828 | 9.670.503 | 637.831 | 1.410.852 | 1.291.027 | 1.438.726 | |
| da 35.000 a 50.000 | 8.970.752 | 3.035.740 | 764.874 | 871.864 | 1.004.298 | 925.612 | |
| da 50.000 a 70.000 | 6.303.304 | 2.228.605 | 1.046.397 | 667.245 | 940.535 | 765.399 | |
| da 70.000 a 100.000 | 5.036.438 | 1.443.197 | 1.351.055 | 559.988 | 925.028 | 687.232 | |
| da 100.000 a 200.000 | 5.033.261 | 1.015.420 | 1.555.457 | 729.240 | 1.364.998 | 820.848 | |
| oltre 200.000 | 3.260.275 | 296.371 | 2.026.674 | 476.862 | 1.446.805 | 659.057 | |
| TOTALE | 68.827.868 | 27.616.779 | 7.657.191 | 5.794.242 | 7.767.537 | 6.352.697 | |
Gli importi unitari di reddito e imposta
I grafici che seguono evidenziano:
– il numero dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati è pari al 49% del totale dei redditi dichiarati;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro dipendente (16.661 €);
– gli importi dei redditi unitari da Lavoro autonomo e da Partecipazione si collocano subito sotto a quello da Lavoro dipendente (con 16.654 € e 15.891 €);
– l’importo del reddito unitario da Impresa (13.678 €) è inferiore a quello di Lavoro dipendente di circa 3.000 €;
– nelle aree geografiche del nord-est e del nord-ovest l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro autonomo (supera i 20.000 €);
– nelle tre aree geografiche del Centro, del Sud e delle Isole l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro dipendente con rispettivamente con 17.763 €, 13.102 € e 13.243 €;
– nell’area geografica del Sud l’importo unitario del reddito da Impresa dichiarato è inferiore ai 10.000 € (9.864 €);
– nelle due aree geografiche del sud e delle isole l’importo unitario dichiarato del reddito da Impresa è inferiore a quello del reddito da Pensione:
– l’imposta unitaria più elevata è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo e da Partecipazione rispettivamente pari a 4.350 € e a 3.473 €; ciò deriva dal fatto che nelle classi di reddito superiori ai 100.000 € si colloca un buon numero di professionisti e di soggetti partecipanti ad associazioni tra professionisti;
– l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è più elevata (3.205 €) di quella derivante dal reddito d’Impresa (2.516 €).
Anno d’imposta 2005
Le detrazioni per carichi familiari vengono trasformate in deduzioni.
Redditi per classi di reddito del contribuente
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’ammontare dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione costituisce l’81% del totale;
– l’importo del reddito da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarato da contribuenti con reddito complessivo inferiore ai 35.000 € supera il 60% del reddito complessivo totale;
– il reddito da Lavoro dipendente contribuisce al reddito complessivo con l’ammontare più elevato in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente ad esclusione della prima in cui prevale il reddito da Pensione;
– in tutte le classi di reddito (ad esclusione della prima) il reddito da Lavoro dipendente contribuisce con una percentuale maggiore di quella delle altre tipologie di reddito;
– la percentuale di reddito da Lavoro dipendente non scende mai sotto il 30% in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente (nella classe tra 20.000 e 35.000 € va oltre il 60%);
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente e va da un minimo di 1,50 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo 5,26 miliardi della classe di reddito oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco il primo nella classe di reddito tra 10.000 e 20.000 € (9,46 miliardi di €) e il secondo nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 € (7,85 miliardi di €);
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € va poco al di sopra del miliardo di € (1,23 miliardi di €).
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2005 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 72.073.351 | 23.684.729 | 37.667.218 | 1.503.957 | 1.664.436 | 1.859.096 | 5.688.093 | |
| da 10.000 a 20.000 | 206.781.362 | 106.981.669 | 72.810.326 | 2.300.274 | 9.458.812 | 6.789.698 | 8.430.021 | |
| da 20.000 a 35.000 | 221.160.840 | 138.376.091 | 52.525.603 | 3.929.493 | 8.744.729 | 7.854.954 | 9.713.254 | |
| da 35.000 a 50.000 | 68.156.178 | 38.545.782 | 12.820.781 | 3.524.059 | 4.122.507 | 4.678.741 | 4.451.601 | |
| da 50.000 a 70.000 | 44.125.540 | 22.697.045 | 7.935.545 | 3.965.461 | 2.673.964 | 3.743.874 | 3.098.364 | |
| da 70.000 a 100.000 | 34.656.356 | 16.922.125 | 4.888.446 | 5.188.576 | 1.941.468 | 3.225.249 | 2.477.626 | |
| da 100.000 a 200.000 | 32.227.817 | 15.072.848 | 3.115.524 | 5.112.085 | 2.170.274 | 4.151.864 | 2.582.602 | |
| oltre 200.000 | 22.420.383 | 9.203.630 | 804.555 | 5.265.894 | 1.230.354 | 3.748.268 | 1.931.307 | |
| TOTALE | 701.601.827 | 371.483.919 | 192.567.998 | 30.789.799 | 32.006.544 | 36.051.744 | 38.372.868 | |
Redditi per area geografica
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– il Nord-ovest contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un ammontare che supera il 33% del totale;
– l’ammontare del reddito da Lavoro dipendente supera il 50% del totale in tutte le aree geografiche;
– l’ammontare del reddito da Pensione supera il 25% del totale in tutte le aree geografiche;
– gli ammontari dei redditi di Lavoro autonomo e Impresa contribuiscono alla formazione del reddito complessivo con valori percentuali compresi tra il 4 e il 5%; la Partecipazione contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un valore percentuale del 6,45 nel nord-est, del 5,87% nel nord-ovest e con valori di poco superiori al 3% nel sud e nelle isole.
| AREA GEOGRAFICA | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2005 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO IN MIGLIAIA DI EURO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Nord-ovest | 226.467.467 | 119.496.698 | 60.901.355 | 10.323.736 | 10.104.197 | 13.288.427 | 12.160.069 | |
| Nord-est | 155.836.274 | 82.567.105 | 40.302.137 | 6.423.773 | 7.619.314 | 10.052.857 | 8.811.662 | |
| Centro | 147.886.480 | 77.231.528 | 41.155.635 | 7.032.359 | 6.236.082 | 7.196.090 | 8.975.955 | |
| Sud | 115.612.924 | 62.291.980 | 33.761.023 | 4.718.918 | 5.324.790 | 3.761.249 | 5.742.058 | |
| Isole | 55.798.685 | 29.896.607 | 16.447.852 | 2.291.015 | 2.722.161 | 1.753.123 | 2.683.127 | |
| TOTALE | 701.601.830 | 371.483.918 | 192.568.002 | 30.789.801 | 32.006.544 | 36.051.746 | 38.372.871 | |
L’imposta
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione è oltre il 78% del totale;
– oltre il 38% dell’imposta totale deriva da redditi da Lavoro dipendente prodotto da contribuenti che si collocano nelle classi di reddito fra 10.000 e 50.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante da redditi da Lavoro dipendente rispetto alle altre tipologie di reddito è il più elevato in tutte le classi di reddito in cui si collocano i contribuenti, ad esclusione della classe fra 0 e 10.000 € in cui prevale l’imposta derivante dal reddito da Pensione;
– la percentuale d’imposta derivante da Lavoro dipendente supera il 30% del totale dell’imposta di quella classe in tutte le classi di reddito;
– l’ammontare dell’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo cresce al crescere delle classi di reddito fino ad arrivare ad oltre 2 miliardi nella classe di reddito sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa risulta più elevato (oltre 1 miliardo di €) nelle classi comprese fra 10.000 e 35.000 € per scendere sotto il mezzo miliardo di € nella classe sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi di Partecipazione supera 1,2 miliardi di € nella classe fra 20.000 e 35.000; è compresa fra i 900.000 e il miliardo di € nelle classi intermedie fino a 100.000 €; si colloca oltre 1,3 miliardi di € e oltre 1,4 miliardi di € rispettivamente nelle due classi fra 100.000 e 200.000 € ed oltre 200.000 €.
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | IMPOSTA NETTA IN MIGLIAIA DI EURO – 2005 | ||||||
| LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 653.222 | 1.038.858 | 26.850 | 29.715 | 33.191 | 178.253 | |
| da 10.000 a 20.000 | 12.993.706 | 8.843.346 | 244.470 | 1.005.271 | 721.601 | 839.240 | |
| da 20.000 a 35.000 | 25.538.389 | 9.694.011 | 618.015 | 1.375.336 | 1.235.396 | 1.398.798 | |
| da 35.000 a 50.000 | 9.549.646 | 3.176.325 | 747.743 | 874.723 | 992.746 | 936.036 | |
| da 50.000 a 70.000 | 6.584.293 | 2.302.060 | 1.001.501 | 675.326 | 945.538 | 792.518 | |
| da 70.000 a 100.000 | 5.390.126 | 1.557.094 | 1.481.064 | 554.186 | 920.638 | 713.388 | |
| da 100.000 a 200.000 | 5.298.684 | 1.095.226 | 1.664.998 | 706.855 | 1.352.256 | 850.750 | |
| oltre 200.000 | 3.722.321 | 325.395 | 2.041.873 | 477.075 | 1.453.407 | 760.914 | |
| TOTALE | 69.730.388 | 28.032.314 | 7.826.515 | 5.698.487 | 7.654.772 | 6.469.899 | |
Gli importi unitari di reddito e imposta
I grafici che seguono evidenziano:
– il numero dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati è pari al 49% del totale dei redditi dichiarati;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro autonomo (17.116 €);
– l’importo del reddito unitario da Lavoro dipendente si colloca subito sotto a quello da Lavoro autonomo (con 17.025 €);
– l’importo del reddito unitario da Impresa (13.891 €) è inferiore a quello di Lavoro dipendente di oltre 3.000 €;
– nelle aree geografiche del nord-est e del nord-ovest l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro autonomo (supera i 20.000 €);
– nelle tre aree geografiche del Centro, del Sud e delle Isole l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro dipendente con rispettivamente con 18.214 €, 13.287 € e 13.461 €;
– nell’area geografica del Sud l’importo unitario del reddito da Impresa dichiarato è inferiore ai 10.000 € (9.984 €);
– nelle due aree geografiche del sud e delle isole l’importo unitario dichiarato del reddito da Impresa è inferiore a quello del reddito da Pensione:
– l’imposta unitaria più elevata è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo e da Partecipazione rispettivamente pari a 4.351 € e a 3.420 €; ciò deriva dal fatto che nelle classi di reddito superiori ai 100.000 € si colloca un buon numero di professionisti e di soggetti partecipanti ad associazioni tra professionisti;
– l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è più elevata (3.196 €) di quella derivante dal reddito d’Impresa (2.473 €).
Anno d’imposta 2006
Entrano in vigore interventi normativi nella determinazione dei reddito d’Impresa e di Lavoro autonomo per il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale. Vengono revisionati gli studi di settore.
Redditi per classi di reddito del contribuente
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’ammontare dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione costituisce il 79% del totale;
– l’importo del reddito da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarato da contribuenti con reddito complessivo inferiore ai 35.000 € supera il 59% del reddito complessivo totale;
– il reddito da Lavoro dipendente contribuisce al reddito complessivo con l’ammontare più elevato in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente ad esclusione della prima in cui prevale il reddito da Pensione;
– in tutte le classi di reddito (ad esclusione della prima) il reddito da Lavoro dipendente contribuisce con una percentuale maggiore di quella delle altre tipologie di reddito;
– la percentuale di reddito da Lavoro dipendente non scende mai sotto il 30% in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente (nella classe tra 20.000 e 35.000 € va oltre il 60%);
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente fino alla classe fra 100.000 e 200.000 € e va da un minimo di 1,54 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo 6,47 miliardi della classe maggiore; per scendere a 6,05 miliardi di € nella classe di reddito oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco il primo nella classe di reddito tra 10.000 e 20.000 € (10,27 miliardi di €) e il secondo nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 € (8,70 miliardi di €);
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € va poco al di sopra del miliardo e mezzo di € (1,51 miliardi di €).
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2006 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 71.100.802 | 23.182.004 | 36.255.824 | 1.547.511 | 2.603.024 | 2.171.557 | 5.335.257 | |
| da 10.000 a 20.000 | 203.300.123 | 101.656.785 | 73.690.562 | 2.319.262 | 10.279.296 | 6.919.050 | 8.423.373 | |
| da 20.000 a 35.000 | 239.555.823 | 149.726.853 | 56.772.345 | 4.139.642 | 10.061.693 | 8.707.566 | 10.128.647 | |
| da 35.000 a 50.000 | 76.145.185 | 42.696.425 | 14.470.883 | 3.805.582 | 4.893.362 | 5.421.827 | 4.840.823 | |
| da 50.000 a 70.000 | 47.996.896 | 24.155.267 | 8.711.604 | 4.169.490 | 3.211.267 | 4.404.584 | 3.328.687 | |
| da 70.000 a 100.000 | 38.964.395 | 19.104.674 | 5.530.751 | 5.467.638 | 2.340.929 | 3.814.510 | 2.686.730 | |
| da 100.000 a 200.000 | 37.421.980 | 16.772.154 | 3.594.038 | 6.477.095 | 2.664.150 | 5.006.274 | 2.869.159 | |
| oltre 200.000 | 26.863.271 | 10.861.497 | 964.850 | 6.054.375 | 1.516.228 | 4.606.532 | 2.627.149 | |
| TOTALE | 741.348.475 | 388.155.659 | 199.990.857 | 33.980.595 | 37.569.949 | 41.051.900 | 40.239.825 | |
Redditi per area geografica
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– il Nord-ovest contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un ammontare che supera il 33% del totale;
– l’ammontare del reddito da Lavoro dipendente supera il 50% del totale in tutte le aree geografiche;
– l’ammontare del reddito da Pensione supera il 25% del totale in tutte le aree geografiche;
– gli ammontari dei redditi di Lavoro autonomo e Impresa contribuiscono alla formazione del reddito complessivo con valori percentuali compresi tra il 4,26 e il 5,34%; la Partecipazione contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un valore percentuale del 6,92 nel nord-est, del 6,35% nel nord-ovest e con valori intorno al 3,5% nel sud e nelle isole.
| AREA GEOGRAFICA | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2006 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Nord-ovest | 239.275.411 | 124.571.557 | 63.257.037 | 11.372.587 | 11.749.144 | 15.172.344 | 12.963.743 | |
| Nord-est | 164.780.380 | 86.515.483 | 41.815.395 | 7.055.839 | 8.794.425 | 11.388.227 | 9.118.714 | |
| Centro | 156.654.618 | 80.944.414 | 42.960.385 | 7.814.570 | 7.325.399 | 8.160.101 | 9.393.026 | |
| Sud | 121.708.332 | 64.805.697 | 34.922.226 | 5.227.053 | 6.446.648 | 4.322.509 | 5.970.570 | |
| Isole | 58.929.733 | 31.318.504 | 17.035.814 | 2.510.547 | 3.254.330 | 2.008.716 | 2.793.775 | |
| TOTALE | 741.348.474 | 388.155.655 | 199.990.857 | 33.980.596 | 37.569.946 | 41.051.897 | 40.239.828 | |
L’imposta
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione è oltre il 76% del totale;
– oltre il 37% dell’imposta totale deriva da redditi da Lavoro dipendente prodotto da contribuenti che si collocano nelle classi di reddito fra 10.000 e 50.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante da redditi da Lavoro dipendente rispetto alle altre tipologie di reddito è il più elevato in tutte le classi di reddito in cui si collocano i contribuenti, ad esclusione della classe fra 0 e 10.000 € in cui prevale l’imposta derivante dal reddito da Pensione;
– la percentuale d’imposta derivante da Lavoro dipendente supera il 28% del totale dell’imposta di quella classe in tutte le classi di reddito;
– l’ammontare dell’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo cresce al crescere delle classi di reddito fino ad arrivare ad oltre 2 miliardi nella classi di reddito fra 100.000 e 200.000 € e sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa risulta più elevato (oltre 1,5 miliardi di €) nelle classe compresa fra 20.000 e 35.000 € per scendere sotto 0,6 miliardi di € nella classe sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi di Partecipazione supera 1,3 miliardi di € nella classe fra 20.000 e 35.000; supera il miliardo di € nelle classi intermedie fino a 100.000 €; si colloca oltre 1,6 miliardi di € e poco sotto 1,8 miliardi di € rispettivamente nelle due classi fra 100.000 e 200.000 € ed oltre 200.000 €.
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | IMPOSTA NETTA IN MIGLIAIA DI EURO – 2006 | ||||||
| LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 703.189 | 936.489 | 34.085 | 75.328 | 62.347 | 638.694 | |
| da 10.000 a 20.000 | 12.802.949 | 8.763.802 | 246.281 | 1.091.005 | 731.436 | 825.422 | |
| da 20.000 a 35.000 | 27.830.987 | 10.502.399 | 669.019 | 1.603.012 | 1.394.772 | 1.478.090 | |
| da 35.000 a 50.000 | 10.589.810 | 3.589.348 | 810.557 | 1.040.627 | 1.153.714 | 1.017.621 | |
| da 50.000 a 70.000 | 7.018.980 | 2.531.269 | 1.053.364 | 810.577 | 1.112.171 | 853.325 | |
| da 70.000 a 100.000 | 6.099.909 | 1.765.703 | 1.557.547 | 665.766 | 1.085.387 | 773.929 | |
| da 100.000 a 200.000 | 5.902.057 | 1.264.669 | 2.103.786 | 866.312 | 1.628.468 | 944.370 | |
| oltre 200.000 | 4.393.859 | 390.316 | 2.348.604 | 588.173 | 1.786.959 | 1.039.339 | |
| TOTALE | 75.059.687 | 29.613.977 | 8.777.724 | 6.732.741 | 8.946.832 | 7.570.233 | |
Gli importi unitari di reddito e imposta
I grafici che seguono evidenziano:
– il numero dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati è pari al 49% del totale dei redditi dichiarati;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Partecipazione (19.254 €);
– l’importo del reddito unitario da Lavoro autonomo si colloca subito sotto a quello da Partecipazione (18.523 €); subito dopo si colloca quello da Impresa (17.899 €);
– l’importo del reddito unitario da Lavoro dipendente è inferiore a quello del reddito da Impresa ed è pari a 17.566 €;
– nelle aree geografiche del nord-est e del nord-ovest l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro autonomo (supera i 22.000 €);
– nelle aree geografiche del Sud e delle Isole l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Partecipazione con rispettivamente con 15.757 € e 15.349 €;
– nell’area del centro l’importo unitario più elevato è quello da Lavoro dipendente ed è pari a 18.764€;
– l’imposta unitaria più elevata è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo e da Partecipazione rispettivamente pari a 4.809 € e a 4.200 €; ciò deriva dal fatto che nelle classi di reddito superiori ai 100.000 € si colloca un buon numero di professionisti e di soggetti partecipanti ad associazioni tra professionisti;
– l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è più elevata (3.410 €) di quella derivante dal reddito d’Impresa (3.211 €).
Anno d’imposta 2007
Entra in vigore una nuova tabella delle aliquote e le deduzioni per carichi di famiglia e da lavoro e Impresa semplificata vengono trasformate in detrazioni.
Redditi per classi di reddito del contribuente
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’ammontare dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione costituisce il 79% del totale;
– l’importo del reddito da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarato da contribuenti con reddito complessivo inferiore ai 35.000 € supera il 58% del reddito complessivo totale;
– il reddito da Lavoro dipendente contribuisce al reddito complessivo con l’ammontare più elevato in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente ad esclusione della prima in cui prevale il reddito da Pensione;
– in tutte le classi di reddito (ad esclusione della prima) il reddito da Lavoro dipendente contribuisce con una percentuale maggiore di quella delle altre tipologie di reddito;
– la percentuale di reddito da Lavoro dipendente non scende mai sotto il 30% in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente (nella classe tra 20.000 e 35.000 € va oltre il 60%);
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente e va da un minimo di 1,65 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo 6,40 miliardi della classe di reddito oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco il primo nella classe di reddito tra 10.000 e 20.000 € (10,67 miliardi di €) e il secondo nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 € (8,96 miliardi di €);
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € va poco al di sopra del miliardo di € (1,63 miliardi di €).
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2007 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 70.801.133 | 24.009.434 | 35.090.812 | 1.659.209 | 2.455.249 | 2.026.494 | 5.567.182 | |
| da 10.000 a 20.000 | 202.701.817 | 101.335.841 | 73.724.493 | 2.470.718 | 9.912.239 | 6.682.995 | 8.575.563 | |
| da 20.000 a 35.000 | 252.554.543 | 156.901.574 | 60.806.118 | 4.377.978 | 10.678.725 | 8.965.742 | 10.824.402 | |
| da 35.000 a 50.000 | 82.375.945 | 46.129.180 | 16.003.347 | 4.026.032 | 5.308.178 | 5.620.892 | 5.288.335 | |
| da 50.000 a 70.000 | 51.464.610 | 25.907.414 | 9.283.287 | 4.502.245 | 3.512.224 | 4.618.367 | 3.641.047 | |
| da 70.000 a 100.000 | 42.104.459 | 20.615.705 | 6.113.999 | 5.781.333 | 2.597.598 | 4.036.277 | 2.959.548 | |
| da 100.000 a 200.000 | 40.435.162 | 18.537.095 | 3.938.180 | 6.549.465 | 2.876.032 | 5.283.859 | 3.250.516 | |
| oltre 200.000 | 29.824.192 | 12.642.049 | 1.064.104 | 6.401.915 | 1.631.049 | 5.001.112 | 3.083.907 | |
| TOTALE | 772.261.861 | 406.078.292 | 206.024.340 | 35.768.895 | 38.971.294 | 42.235.738 | 43.190.500 | |
Redditi per area geografica
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– il Nord-ovest contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un ammontare che supera il 33% del totale;
– l’ammontare del reddito da Lavoro dipendente supera il 50% del totale in tutte le aree geografiche;
– l’ammontare del reddito da Pensione supera il 25% del totale in tutte le aree geografiche;
– gli ammontari dei redditi di Lavoro autonomo e Impresa contribuiscono alla formazione del reddito complessivo con valori percentuali compresi tra il 4,29% e il 5,29%; la Partecipazione contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un valore percentuale del 6,78% nel nord-est, del 6,30% nel nord-ovest e con valori del 3,52% nel sud e del 3,35% nelle isole.
| AREA GEOGRAFICA | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2007 | |||||||
| REDDITO TOTALE | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Nord-ovest | 249.225.983 | 130.806.131 | 64.844.700 | 11.966.543 | 12.271.390 | 15.692.036 | 13.645.423 | |
| Nord-est | 171.861.551 | 90.735.408 | 43.099.694 | 7.389.527 | 9.090.308 | 11.650.034 | 9.896.860 | |
| Centro | 163.294.119 | 84.562.252 | 44.342.665 | 8.246.669 | 7.584.999 | 8.382.044 | 10.176.532 | |
| Sud | 126.669.176 | 67.423.069 | 36.127.437 | 5.526.014 | 6.684.232 | 4.461.460 | 6.451.315 | |
| Isole | 61.211.032 | 32.551.427 | 17.609.849 | 2.640.140 | 3.340.370 | 2.050.162 | 3.020.381 | |
| TOTALE | 772.261.861 | 406.078.287 | 206.024.345 | 35.768.893 | 38.971.299 | 42.235.736 | 43.190.511 | |
L’imposta
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione è oltre il 75% del totale;
– circa il 36% dell’imposta totale deriva da redditi da Lavoro dipendente prodotto da contribuenti che si collocano nelle classi di reddito fra 10.000 e 50.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante da redditi da Lavoro dipendente rispetto alle altre tipologie di reddito è il più elevato in tutte le classi di reddito in cui si collocano i contribuenti, ad esclusione della classe fra 0 e 10.000 € in cui prevale l’imposta derivante dal reddito da Pensione;
– la percentuale d’imposta derivante da Lavoro dipendente supera il 40% del totale dell’imposta di quella classe in tutte le classi di reddito, ad esclusione della prima in cui supera il 20%;
– l’ammontare dell’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo cresce al crescere delle classi di reddito fino ad arrivare ad oltre 2,48 miliardi nella classe di reddito sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa risulta più elevato (oltre 1 miliardo di €) nelle classi comprese fra 10.000 e 50.000 € per scendere a 6,33 miliardi di € nella classe sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi di Partecipazione supera 1,4 miliardi di € nella classe fra 20.000 e 35.000; supera il miliardo di € nelle classi intermedie fino a 100.000 €; si colloca oltre 1,7 miliardi di € e oltre 1,9 miliardi di € rispettivamente nelle due classi fra 100.000 e 200.000 € ed oltre 200.000 €.
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | IMPOSTA NETTA IN MIGLIAIA DI EURO – 2007 | ||||||
| LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 352.006 | 537.975 | 57.655 | 107.967 | 87.278 | 508.398 | |
| da 10.000 a 20.000 | 11.540.369 | 7.792.094 | 279.244 | 1.123.292 | 754.936 | 1.103.173 | |
| da 20.000 a 35.000 | 28.106.180 | 10.829.950 | 710.133 | 1.701.284 | 1.438.632 | 1.711.004 | |
| da 35.000 a 50.000 | 11.478.844 | 3.981.263 | 867.835 | 1.135.257 | 1.205.760 | 1.159.773 | |
| da 50.000 a 70.000 | 7.682.411 | 2.751.989 | 1.143.938 | 888.231 | 1.170.142 | 955.493 | |
| da 70.000 a 100.000 | 6.774.998 | 2.005.009 | 1.678.770 | 751.088 | 1.168.819 | 879.362 | |
| da 100.000 a 200.000 | 6.740.214 | 1.426.298 | 2.183.149 | 960.426 | 1.767.887 | 1.110.392 | |
| oltre 200.000 | 5.123.699 | 431.271 | 2.486.539 | 633.508 | 1.942.459 | 1.223.685 | |
| TOTALE | 77.798.720 | 29.755.848 | 9.407.263 | 7.301.052 | 9.535.913 | 8.651.280 | |
Gli importi unitari di reddito e imposta
I grafici che seguono evidenziano:
– il numero dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati è pari al 50% del totale dei redditi dichiarati;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Partecipazione (19.932 €);
– gli importi dei redditi unitari d’Impresa (18.761 €), da Lavoro autonomo (18.487 €) e da Lavoro dipendente (17.775 €) si collocano sotto a quello da Partecipazione;
– l’importo del reddito unitario da Impresa è superiore a quello di Lavoro dipendente di circa 1.000 €;
– nelle aree geografiche del nord-est e del nord-ovest gli importi unitari di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione superano i 20.000 €;
– al Centro l’importo unitario più elevato è quello da Lavoro dipendente (18.889 €);
– nell’area geografica del Sud l’importo unitario più elevato è quello derivante dal reddito da Partecipazione (15.152 €), seguito da quello derivante dal reddito d’Impresa (14.386 €);
– anche nell’area geografica delle isole l’importo unitario più elevato è quello derivante dal reddito da Partecipazione (15.612 €), seguito da quello derivante dal reddito d’Impresa (15.294 €);
– l’imposta unitaria più elevata è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo, da Partecipazione e da Impresa rispettivamente pari a 4.862 €, 4.500 € e 3.515 €;
– l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è pari a 3.405 €.
Anno d’imposta 2008
Entra in vigore per i soggetti (cosiddetti “minimi”), che nell’anno hanno percepito ricavi per un importo inferiore ai 30.000 € nell’esercizio di attività commerciali o professionali, la possibilità di determinare il reddito in modo semplificato e pagare un’imposta sostitutiva di IRPEF (e relative addizionali), IRAP ed IVA.
Per il reddito da Lavoro autonomo e da Impresa è possibile dedurre dal reddito complessivo le perdite indipendentemente dalla loro natura per gli esercenti arti e professioni e per le imprese commerciali in contabilità semplificata.
Redditi per classi di reddito del contribuente
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’ammontare dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione costituisce l’81% del totale;
– l’importo del reddito da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarato da contribuenti con reddito complessivo inferiore ai 35.000 € supera il 58% del reddito complessivo totale;
– il reddito da Lavoro dipendente contribuisce al reddito complessivo con l’ammontare più elevato in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente ad esclusione della prima in cui prevale il reddito da Pensione;
– in tutte le classi di reddito (ad esclusione della prima) il reddito da Lavoro dipendente contribuisce con una percentuale maggiore di quella delle altre tipologie di reddito;
– la percentuale di reddito da Lavoro dipendente non scende mai sotto il 35% in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente (nella classe tra 20.000 e 35.000 € va oltre il 60%);
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente fino alla classe fra 100.000 e 200.000 € e va da un minimo di 1,38 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo di 6,97 miliardi della classe di reddito più alta; per scendere a 6,34 miliardi di euro oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 €, il primo con 10,09 miliardi di € e il secondo con 8,49 miliardi di €;
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € va poco al di sotto del miliardo e quattrocentomila € (1,39 miliardi di €);
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2008 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 66.014.081 | 23.813.292 | 33.868.298 | 1.382.121 | 25.644 | 1.248.601 | 5.672.360 | |
| da 10.000 a 20.000 | 201.696.031 | 102.315.986 | 74.418.408 | 1.830.173 | 8.259.205 | 6.352.086 | 8.519.880 | |
| da 20.000 a 35.000 | 257.786.615 | 159.111.873 | 65.286.532 | 3.784.526 | 10.094.852 | 8.497.220 | 11.011.578 | |
| da 35.000 a 50.000 | 88.526.787 | 50.728.621 | 18.051.551 | 3.874.945 | 5.030.516 | 5.270.441 | 5.570.710 | |
| da 50.000 a 70.000 | 53.666.641 | 27.784.344 | 10.021.541 | 4.413.655 | 3.321.802 | 4.317.386 | 3.807.906 | |
| da 70.000 a 100.000 | 43.682.283 | 22.141.954 | 6.546.547 | 5.775.976 | 2.401.714 | 3.744.370 | 3.071.717 | |
| da 100.000 a 200.000 | 42.012.456 | 19.941.585 | 4.255.507 | 6.966.674 | 2.631.523 | 4.888.186 | 3.328.981 | |
| oltre 200.000 | 29.208.559 | 12.903.064 | 1.146.176 | 6.344.465 | 1.391.750 | 4.761.797 | 2.661.297 | |
| TOTALE | 782.593.453 | 418.740.719 | 213.594.560 | 34.372.535 | 33.157.006 | 39.080.087 | 43.644.429 | |
Si rileva, inoltre, che nell’anno d’imposta:
– l’ammontare delle perdite portate in deduzione è stato pari a 0,09 miliardi di € per il Lavoro autonomo, 2,08 miliardi di € per l’Impresa e 0,88 miliardi di € per la Partecipazione;
– l’ammontare del reddito dei contribuenti minimi è stato pari a 3,66 miliardi di €.
Redditi per area geografica
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– il Nord-ovest contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un ammontare che supera il 33% del totale;
– l’ammontare del reddito da Lavoro dipendente supera il 50% del totale in tutte le aree geografiche;
– l’ammontare del reddito da Pensione supera il 25% del totale in tutte le aree geografiche;
– gli ammontari dei redditi di Lavoro autonomo e Impresa contribuiscono alla formazione del reddito complessivo con valori percentuali compresi tra il 3,85% e il 4,74%; la Partecipazione contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un valore percentuale del 6,17% nel nord-est, del 5,81% nel nord-ovest e con valori del 3,16% nel sud e del 3,06% nelle isole.
| AREA GEOGRAFICA | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2008 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Nord-ovest | 252.400.105 | 134.498.060 | 67.210.914 | 11.548.070 | 10.746.312 | 14.662.533 | 13.733.089 | |
| Nord-est | 174.231.778 | 93.594.617 | 44.844.745 | 7.206.335 | 7.910.616 | 10.745.138 | 9.929.220 | |
| Centro | 165.087.543 | 87.058.618 | 45.737.197 | 7.827.046 | 6.352.300 | 7.727.593 | 10.384.216 | |
| Sud | 127.745.568 | 69.371.785 | 37.423.643 | 5.023.941 | 5.376.292 | 4.036.632 | 6.512.524 | |
| Isole | 62.325.611 | 33.861.234 | 18.251.047 | 2.447.716 | 2.771.494 | 1.908.197 | 3.085.381 | |
| TOTALE | 781.790.605 | 418.384.314 | 213.467.546 | 34.053.108 | 33.157.014 | 39.080.093 | 43.644.430 | |
L’imposta
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione è oltre il 78% del totale;
– circa il 36% dell’imposta totale deriva da redditi da Lavoro dipendente prodotto da contribuenti che si collocano nelle classi di reddito fra 10.000 e 50.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante da redditi da Lavoro dipendente rispetto alle altre tipologie di reddito è il più elevato in tutte le classi di reddito in cui si collocano i contribuenti, ad esclusione della classe fra 0 e 10.000 € in cui prevale l’imposta derivante dal reddito da Pensione;
– la percentuale d’imposta derivante da Lavoro dipendente supera il 40% del totale dell’imposta di quella classe in tutte le classi di reddito, ad esclusione della prima in cui supera il 30%;
– l’ammontare dell’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo cresce al crescere delle classi di reddito fino ad arrivare ad oltre 2,44 miliardi nella classe di reddito sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa risulta più elevato nelle classi comprese fra 20.000 e 50.000 € (rispettivamente 1,50 miliardi di € nella classe 20.000 e 35.000 € e 1,04 miliardi di € nella classe 35.000 e 50.000 €) per scendere a 0,53 miliardi di € nella classe sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi di Partecipazione supera 1,2 miliardi di € nella classe fra 20.000 e 35.000 €; supera il miliardo di € nelle classi intermedie fino a 100.000 €; si colloca oltre 1,6 miliardi di € e oltre 1,8 miliardi di € rispettivamente nelle due classi fra 100.000 e 200.000 € ed oltre 200.000 €.
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | IMPOSTA NETTA IN MIGLIAIA DI EURO – 2008 | ||||||
| LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 583.429 | 631.040 | 53.065 | 62.148 | 62.713 | 355.044 | |
| da 10.000 a 20.000 | 12.034.011 | 8.219.034 | 173.861 | 789.397 | 602.387 | 834.325 | |
| da 20.000 a 35.000 | 28.703.528 | 11.752.397 | 578.445 | 1.503.899 | 1.274.618 | 1.597.122 | |
| da 35.000 a 50.000 | 12.640.861 | 4.493.160 | 811.112 | 1.045.522 | 1.097.583 | 1.190.848 | |
| da 50.000 a 70.000 | 8.201.162 | 2.959.542 | 1.105.048 | 826.945 | 1.077.011 | 994.311 | |
| da 70.000 a 100.000 | 7.245.551 | 2.137.046 | 1.658.957 | 685.989 | 1.071.484 | 909.244 | |
| da 100.000 a 200.000 | 7.216.353 | 1.534.275 | 2.302.859 | 871.334 | 1.622.453 | 1.130.210 | |
| oltre 200.000 | 5.195.575 | 461.522 | 2.444.706 | 536.282 | 1.834.858 | 1.044.771 | |
| TOTALE | 81.820.471 | 32.188.016 | 9.128.053 | 6.321.516 | 8.643.108 | 8.055.875 | |
Gli importi unitari di reddito e imposta
I grafici che seguono evidenziano:
– il numero dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati è pari al 48% del totale dei redditi dichiarati;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro dipendente (19.376 €);
– gli importi dei redditi unitari da Lavoro autonomo (18.075 €), da Partecipazione (15.956 €) e da Impresa (15.327 €) si collocano sotto a quello da Lavoro dipendente;
– l’importo del reddito unitario da Impresa è inferiore a quello di Lavoro dipendente di circa 4.000 €;
– nelle aree geografiche del nord-est e del nord-ovest l’importo unitario del reddito di Lavoro autonomo supera i 20.000 €;
– al Centro, al Sud e nelle Isole l’importo unitario più elevato è quello da Lavoro dipendente che supera i 20.000 € al Centro e i 15.000 € al Sud e nelle Isole:
– l’imposta unitaria più elevata è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo, Lavoro dipendente e Partecipazione rispettivamente pari a 4.800 €, 3.786 € e 3.529 €;
– l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è superiore di circa 900 € a quella unitaria del reddito da Impresa pari a 2.922 €.
Anno d’imposta 2009
Non ci sono novità rilevanti rispetto all’anno d’imposta precedente.
Redditi per classi di reddito del contribuente
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’ammontare dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione costituisce l’82% del totale;
– l’importo del reddito da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarato da contribuenti con reddito complessivo inferiore ai 35.000 € è poco al di sotto del 59% del reddito complessivo totale;
– il reddito da Lavoro dipendente contribuisce al reddito complessivo con l’ammontare più elevato in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente ad esclusione della prima in cui prevale il reddito da Pensione;
– in tutte le classi di reddito (ad esclusione della prima) il reddito da Lavoro dipendente contribuisce con una percentuale maggiore di quella delle altre tipologie di reddito;
– la percentuale di reddito da Lavoro dipendente non scende mai sotto il 35% in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente (nella classe tra 20.000 e 35.000 € va oltre il 60%);
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente fino alla classe fra 100.000 e 200.000 € e va da un minimo di 1,34 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo di 7,49 miliardi della classe di reddito più alta; per scendere a 5,90 miliardi di euro oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 €, il primo con 9,21 miliardi di € e il secondo con 7,84 miliardi di €;
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € va poco al di sopra del miliardo di € (1,39 miliardi di €).
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente e va da un minimo di 1,65 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo 6,40 miliardi della classe di reddito oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco il primo nella classe di reddito tra 10.000 e 20.000 € (10,67 miliardi di €) e il secondo nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 € (8,96 miliardi di €);
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € va poco al di sopra del miliardo di € (1,07 miliardi di €).
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2009 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 64.019.132 | 23.388.564 | 32.170.425 | 1.341.143 | 54.065 | 1.302.695 | 5.759.806 | |
| da 10.000 a 20.000 | 197.496.106 | 98.744.353 | 74.516.918 | 1.805.663 | 7.705.541 | 6.125.647 | 8.597.734 | |
| da 20.000 a 35.000 | 264.722.493 | 161.493.782 | 71.164.735 | 3.697.704 | 9.207.189 | 7.835.165 | 11.323.813 | |
| da 35.000 a 50.000 | 90.585.485 | 50.781.481 | 21.018.581 | 3.761.811 | 4.466.865 | 4.727.270 | 5.829.457 | |
| da 50.000 a 70.000 | 53.797.769 | 27.968.399 | 10.974.589 | 4.194.854 | 2.914.479 | 3.781.437 | 3.963.959 | |
| da 70.000 a 100.000 | 43.778.343 | 22.361.508 | 7.424.518 | 5.498.227 | 2.074.593 | 3.237.141 | 3.182.342 | |
| da 100.000 a 200.000 | 42.065.724 | 20.006.719 | 4.801.656 | 7.490.301 | 2.173.866 | 4.167.501 | 3.425.676 | |
| oltre 200.000 | 26.785.599 | 11.754.705 | 1.252.720 | 5.901.676 | 1.074.702 | 4.109.825 | 2.691.961 | |
| TOTALE | 783.250.651 | 416.499.511 | 223.324.142 | 33.691.379 | 29.671.300 | 35.286.681 | 44.774.748 | |
Si rileva, inoltre, che nell’anno d’imposta:
– l’ammontare delle perdite portate in deduzione è stato pari a 0,11 miliardi di € per il Lavoro autonomo, 2,03 miliardi di € per l’Impresa e 0,86 miliardi di € per la Partecipazione;
– l’ammontare del reddito dei contribuenti minimi è stato pari a 4,52 miliardi di €.
Redditi per area geografica
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– il Nord-ovest contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un ammontare che supera il 32% del totale;
– l’ammontare del reddito da Lavoro dipendente supera il 50% del totale in tutte le aree geografiche;
– l’ammontare del reddito da Pensione supera il 25% del totale in tutte le aree geografiche;
– gli ammontari dei redditi di Lavoro autonomo e Impresa contribuiscono alla formazione del reddito complessivo con valori percentuali compresi tra il 3,42% e il 4,50%; la Partecipazione contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un valore percentuale del 5,27% nel nord-est, del 5,21% nel nord-ovest e con valori del 2,93% nel sud e del 2,80% nelle isole.
| AREA GEOGRAFICA | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2009 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Nord-ovest | 250.527.553 | 132.662.895 | 69.950.106 | 11.269.887 | 9.544.992 | 13.049.525 | 14.048.846 | |
| Nord-est | 173.704.053 | 92.946.246 | 46.846.377 | 7.083.691 | 7.037.528 | 9.670.721 | 10.118.898 | |
| Centro | 166.305.127 | 87.193.250 | 48.058.687 | 7.735.469 | 5.682.825 | 7.014.038 | 10.620.294 | |
| Sud | 129.306.960 | 69.579.403 | 39.304.351 | 4.944.736 | 4.891.235 | 3.784.358 | 6.802.594 | |
| Isole | 63.121.627 | 34.116.971 | 19.161.861 | 2.375.787 | 2.514.724 | 1.768.032 | 3.184.157 | |
| TOTALE | 782.965.320 | 416.498.765 | 223.321.382 | 33.409.570 | 29.671.304 | 35.286.674 | 44.774.789 | |
L’imposta
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione è oltre il 79% del totale;
– il 36% dell’imposta totale deriva da redditi da Lavoro dipendente prodotto da contribuenti che si collocano nelle classi di reddito fra 10.000 e 50.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante da redditi da Lavoro dipendente rispetto alle altre tipologie di reddito è il più elevato in tutte le classi di reddito in cui si collocano i contribuenti, ad esclusione della classe fra 0 e 10.000 € in cui prevale l’imposta derivante dal reddito da Pensione;
– la percentuale d’imposta derivante da Lavoro dipendente supera il 40% del totale dell’imposta di quella classe in tutte le classi di reddito, ad esclusione della prima in cui supera il 20%;
– l’ammontare dell’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo cresce al crescere delle classi di reddito fino ad arrivare a 2,26 miliardi nella classe di reddito sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa risulta più elevato (oltre 1,42 miliardi di €) nella classe compresa fra 20.000 e 35.000 € per scendere a 0,41 miliardi di € nella classe sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi di Partecipazione supera 1,2 miliardi di € nella classe fra 20.000 e 35.000; supera i 900milioni di € nelle classi intermedie fino a 100.000 €; si colloca oltre 1,3 miliardi di € e oltre 1,5 miliardi di € rispettivamente nelle due classi fra 100.000 e 200.000 € ed oltre 200.000 €.
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | IMPOSTA NETTA IN MIGLIAIA DI EURO -2009 | ||||||
| LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 414.747 | 442.894 | 161.435 | 179.090 | 192.454 | 322.038 | |
| da 10.000 a 20.000 | 11.249.902 | 7.950.895 | 194.627 | 832.681 | 657.497 | 1.253.660 | |
| da 20.000 a 35.000 | 29.000.623 | 12.765.894 | 583.927 | 1.423.812 | 1.218.062 | 1.802.428 | |
| da 35.000 a 50.000 | 12.621.589 | 5.205.285 | 790.074 | 931.569 | 988.131 | 1.271.958 | |
| da 50.000 a 70.000 | 8.225.881 | 3.230.388 | 1.043.755 | 721.414 | 937.779 | 1.035.168 | |
| da 70.000 a 100.000 | 7.291.155 | 2.415.908 | 1.568.665 | 587.970 | 919.038 | 940.052 | |
| da 100.000 a 200.000 | 7.198.904 | 1.721.937 | 2.453.167 | 713.766 | 1.371.694 | 1.156.222 | |
| oltre 200.000 | 4.708.427 | 501.785 | 2.258.379 | 411.253 | 1.572.696 | 1.052.570 | |
| TOTALE | 80.711.227 | 34.234.985 | 9.054.029 | 5.801.555 | 7.857.351 | 8.834.095 | |
Gli importi unitari di reddito e imposta
I grafici che seguono evidenziano:
– il numero dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati è pari al 48% del totale dei redditi dichiarati;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro dipendente (19.506 €);
– gli importi dei redditi unitari da Lavoro autonomo (18.236 €), da Partecipazione (14.786 €) e da Impresa (14.579 €) si collocano sotto a quello da Lavoro dipendente;
– l’importo del reddito unitario da Impresa è inferiore a quello di Lavoro dipendente di circa 5.000 €;
– nelle aree geografiche del nord-est e del nord-ovest l’importo unitario del reddito di Lavoro autonomo supera i 20.000 €;
– al Centro, al Sud e nelle Isole l’importo unitario più elevato è quello da Lavoro dipendente che supera i 20.000 € al Centro e i 15.000 € al Sud e nelle Isole:
– l’imposta unitaria più elevata è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo, Lavoro dipendente e Partecipazione rispettivamente pari a 4.901 €, 3.780 € e 3.293 €;
– l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è superiore di circa 950 € a quella unitaria del reddito da Impresa pari a 2.851 €.
Anno d’imposta 2010
Non ci sono novità rilevanti rispetto all’anno d’imposta precedente.
Redditi per classi di reddito del contribuente
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’ammontare dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione costituisce l’82% del totale;
– l’importo del reddito da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarato da contribuenti con reddito complessivo inferiore ai 35.000 € è poco al di sopra del 58% del reddito complessivo totale;
– il reddito da Lavoro dipendente contribuisce al reddito complessivo con l’ammontare più elevato in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente ad esclusione della prima in cui prevale il reddito da Pensione;
– in tutte le classi di reddito (ad esclusione della prima) il reddito da Lavoro dipendente contribuisce con una percentuale maggiore di quella delle altre tipologie di reddito;
– la percentuale di reddito da Lavoro dipendente non scende mai sotto il 35% in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente (nella classe tra 20.000 e 35.000 € è intorno al 60%);
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente fino alla classe fra 100.000 e 200.000 € e va da un minimo di 1,35 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo di 7,83 miliardi della classe di reddito più alta; per scendere a 6,06 miliardi di euro oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 €, il primo con 9,21 miliardi di € e il secondo con 7,84 miliardi di €;
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € va poco al di sopra del miliardo di € (1,39 miliardi di €).
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente e va da un minimo di 1,65 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo 6,40 miliardi della classe di reddito oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 € (9,09 miliardi di € il primo e 7,84 miliardi di € il secondo); questi redditi tornano a crescere nella classe di reddito fra 100.000 e 200.000 € (rispettivamente 2,36 miliardi di € e 4,25 miliardi di €) per poi scendere nella classe oltre i 200.000 € (rispettivamente 1,23 miliardi di € e 4,21 miliardi di €);
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € va poco al di sopra del miliardo di € (1,23 miliardi di €).
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2010 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 63.336.305 | 23.579.188 | 31.037.651 | 1.346.028 | 174.094 | 1.300.156 | 5.896.265 | |
| da 10.000 a 20.000 | 195.929.291 | 97.235.119 | 74.651.985 | 1.793.758 | 7.485.142 | 6.028.831 | 8.734.077 | |
| da 20.000 a 35.000 | 266.155.918 | 159.828.030 | 73.990.724 | 3.725.648 | 9.098.027 | 7.845.683 | 11.667.640 | |
| da 35.000 a 50.000 | 93.232.881 | 51.576.635 | 22.457.652 | 3.787.808 | 4.553.198 | 4.798.041 | 6.059.491 | |
| da 50.000 a 70.000 | 55.689.916 | 28.951.637 | 11.499.606 | 4.222.839 | 3.032.886 | 3.873.695 | 4.109.217 | |
| da 70.000 a 100.000 | 45.674.378 | 23.303.824 | 8.014.522 | 5.502.041 | 2.212.042 | 3.310.518 | 3.331.423 | |
| da 100.000 a 200.000 | 44.040.731 | 20.844.625 | 5.196.242 | 7.831.670 | 2.366.480 | 4.253.951 | 3.547.751 | |
| oltre 200.000 | 28.460.530 | 12.840.212 | 1.351.673 | 6.067.364 | 1.236.058 | 4.212.499 | 2.752.722 | |
| TOTALE | 792.519.950 | 418.159.270 | 228.200.055 | 34.277.156 | 30.157.927 | 35.623.374 | 46.098.586 | |
Si rileva, inoltre, che nell’anno d’imposta l’ammontare delle perdite portate in deduzione è stato pari a 0,11 miliardi di € per il Lavoro autonomo, 1,85 miliardi di € per l’Impresa e 0,79 miliardi di € per la Partecipazione.
L’ammontare dichiarato dai contribuenti minimi non è stato ancora pubblicato.
Redditi per area geografica
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– il Nord-ovest contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un ammontare pari al 33% del totale;
– l’ammontare del reddito da Lavoro dipendente supera il 50% del totale in tutte le aree geografiche;
– l’ammontare del reddito da Pensione supera il 28% del totale in tutte le aree geografiche;
– gli ammontari dei redditi di Lavoro autonomo e Impresa contribuiscono alla formazione del reddito complessivo con valori percentuali compresi tra il 3,41% e il 4,62%; la Partecipazione contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un valore percentuale del 5,64% nel nord-est, del 5,22% nel nord-ovest e con valori del 2,84% nel sud e del 2,71% nelle isole.
| AREA GEOGRAFICA | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2010 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Nord-ovest | 253.913.398 | 133.401.260 | 71.470.369 | 11.597.372 | 9.765.338 | 13.247.989 | 14.431.070 | |
| Nord-est | 176.022.178 | 93.478.874 | 47.864.691 | 7.230.783 | 7.271.477 | 9.922.838 | 10.253.515 | |
| Centro | 168.361.348 | 87.760.381 | 49.062.777 | 7.777.428 | 5.737.380 | 7.027.033 | 10.996.349 | |
| Sud | 130.467.176 | 69.553.475 | 40.197.801 | 4.991.803 | 4.928.614 | 3.705.623 | 7.089.860 | |
| Isole | 63.462.201 | 33.964.512 | 19.603.870 | 2.391.023 | 2.455.112 | 1.719.890 | 3.327.794 | |
| TOTALE | 792.226.301 | 418.158.502 | 228.199.508 | 33.988.409 | 30.157.921 | 35.623.373 | 46.098.588 | |
L’imposta
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione è il 79% del totale;
– il 35% dell’imposta totale deriva da redditi da Lavoro dipendente prodotto da contribuenti che si collocano nelle classi di reddito fra 10.000 e 50.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante da redditi da Lavoro dipendente rispetto alle altre tipologie di reddito è il più elevato in tutte le classi di reddito in cui si collocano i contribuenti, ad esclusione della classe fra 0 e 10.000 € in cui prevale l’imposta derivante dal reddito da Pensione;
– la percentuale d’imposta derivante da Lavoro dipendente supera il 40% del totale dell’imposta di quella classe in tutte le classi di reddito, ad esclusione della prima in cui è di poco inferiore al 20%;
– l’ammontare dell’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo cresce al crescere delle classi di reddito fino ad arrivare a 2,31 miliardi nella classe di reddito sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa risulta più elevato (oltre 1,41 miliardi di €) nella classe compresa fra 20.000 e 35.000 € per scendere a 0,46 miliardi di € nella classe sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi di Partecipazione supera 1,2 miliardi di € nella classe fra 20.000 e 35.000; è intorno al miliardo di € nelle classi intermedie fino a 100.000 €; si colloca oltre 1,3 miliardi di € e oltre 1,6 miliardi di € rispettivamente nelle due classi fra 100.000 e 200.000 € ed oltre 200.000 €.
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | IMPOSTA NETTA IN MIGLIAIA DI EURO – 2010 | ||||||
| LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 315.900 | 441.968 | 158.307 | 130.326 | 142.975 | 538.288 | |
| da 10.000 a 20.000 | 11.151.151 | 8.081.130 | 196.638 | 821.911 | 658.654 | 1.137.732 | |
| da 20.000 a 35.000 | 28.580.630 | 13.252.006 | 590.737 | 1.414.210 | 1.225.590 | 1.853.883 | |
| da 35.000 a 50.000 | 12.795.890 | 5.545.394 | 798.902 | 953.667 | 1.007.153 | 1.319.158 | |
| da 50.000 a 70.000 | 8.488.196 | 3.374.492 | 1.051.275 | 751.499 | 961.486 | 1.069.751 | |
| da 70.000 a 100.000 | 7.577.627 | 2.600.860 | 1.562.166 | 623.900 | 935.099 | 981.295 | |
| da 100.000 a 200.000 | 7.475.931 | 1.857.439 | 2.548.823 | 772.197 | 1.391.751 | 1.192.852 | |
| oltre 200.000 | 5.123.225 | 533.735 | 2.313.519 | 465.027 | 1.605.932 | 1.072.704 | |
| TOTALE | 81.508.550 | 35.687.024 | 9.220.368 | 5.932.739 | 7.928.639 | 9.165.662 | |
Gli importi unitari di reddito e imposta
I grafici che seguono evidenziano:
– il numero dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati è pari al 48% del totale dei redditi dichiarati;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro dipendente (19.544 €);
– gli importi dei redditi unitari da Lavoro autonomo (18.634 €), da Impresa (15.323 €) e da Partecipazione (15.178 €) e si collocano sotto a quello da Lavoro dipendente;
– l’importo del reddito unitario da Impresa è inferiore a quello di Lavoro dipendente di circa 4.200 €;
– nelle aree geografiche del nord-est e del nord-ovest l’importo unitario del reddito di Lavoro autonomo supera i 20.000 €;
– al Centro, al Sud e nelle Isole l’importo unitario più elevato è quello da Lavoro dipendente che supera i 20.000 € al Centro e i 15.000 € al Sud e nelle Isole:
– l’imposta unitaria più elevata è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo, Lavoro dipendente e Partecipazione rispettivamente pari a 5.012 €, 3.810 € e 3.378 €;
– l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è superiore di circa 800 € a quella unitaria del reddito da Impresa paria 3.014 €.
Anno d’imposta 2011
Entra in vigore per gli immobili locati la “cedolare secca” che consente ai contribuenti con tali redditi di optare per una imposta sostitutiva al 21% o al 19%.
Anche per questo anno d’imposta vale l’agevolazione sulle somme percepite per incremento della produttività a cui si applica un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali, pari al 10% fino a 6.000 € lordi.
Ai redditi complessivi superiori a 300.000 € è richiesto un contributo di solidarietà del 3% sulla parte eccedente.
Redditi per classi di reddito del contribuente
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’ammontare dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione costituisce l’82% del totale;
– l’importo del reddito da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarato da contribuenti con reddito complessivo inferiore ai 35.000 € supera il 58% del reddito complessivo totale;
– il reddito da Lavoro dipendente contribuisce al reddito complessivo con l’ammontare più elevato in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente ad esclusione della prima in cui prevale il reddito da Pensione;
– in tutte le classi di reddito (ad esclusione della prima) il reddito da Lavoro dipendente contribuisce con una percentuale maggiore di quella delle altre tipologie di reddito;
– la percentuale di reddito da Lavoro dipendente non scende mai sotto il 38% in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente (nella classe tra 20.000 e 35.000 € va oltre il 60%);
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente fino alla classe fra 100.000 e 200.000 € e va da un minimo di 1,26 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo di 7,94 miliardi della classe di reddito più alta; per scendere a 6,14 miliardi di euro oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 €, il primo con 8,99 miliardi di € e il secondo con 7,73 miliardi di €;
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € va poco al di sotto del miliardo e trecentomila € (1,29 miliardi di €);
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2011 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 61.021.761 | 23.357.103 | 29.198.934 | 1.262.008 | 70.240 | 1.220.444 | 5.923.076 | |
| da 10.000 a 20.000 | 190.913.726 | 93.020.999 | 74.679.986 | 1.741.563 | 7.120.288 | 5.782.158 | 8.587.282 | |
| da 20.000 a 35.000 | 276.625.428 | 167.243.428 | 77.590.918 | 3.726.820 | 8.990.159 | 7.732.864 | 11.371.860 | |
| da 35.000 a 50.000 | 93.918.783 | 50.741.448 | 24.411.761 | 3.864.598 | 4.641.288 | 4.742.126 | 5.540.199 | |
| da 50.000 a 70.000 | 56.909.024 | 29.841.778 | 12.121.491 | 4.327.211 | 3.162.887 | 3.819.124 | 3.658.076 | |
| da 70.000 a 100.000 | 46.815.263 | 23.880.958 | 8.742.430 | 5.674.268 | 2.332.524 | 3.267.206 | 2.937.159 | |
| da 100.000 a 200.000 | 44.726.222 | 21.261.828 | 5.694.262 | 7.936.935 | 2.503.080 | 4.175.940 | 3.179.244 | |
| oltre 200.000 | 29.363.650 | 13.556.494 | 1.423.770 | 6.141.221 | 1.285.412 | 4.213.627 | 2.761.694 | |
| TOTALE | 800.293.857 | 422.904.036 | 233.863.552 | 34.674.624 | 30.105.878 | 34.953.489 | 43.958.590 | |
Si rileva, inoltre, che nell’anno d’imposta l’ammontare del reddito:
– dei contribuenti minimi è stato pari a 6,81 miliardi di €;
– della cedolare secca è pari a 4,22 miliardi di €;
– dei premi di produttività è pari a 9,81 miliardi di €.
Redditi per area geografica
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– il Nord-ovest contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un ammontare pari al 32% del totale;
– l’ammontare del reddito da Lavoro dipendente supera il 50% del totale in tutte le aree geografiche;
– l’ammontare del reddito da Pensione supera il 25% del totale in tutte le aree geografiche;
– gli ammontari dei redditi di Lavoro autonomo e Impresa contribuiscono alla formazione del reddito complessivo con valori percentuali compresi tra il 3,74% e il 4,67%; la Partecipazione contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un valore percentuale del 5,34% nel nord-est, del 5,11% nel nord-ovest e con valori del 2,80% nel sud e del 2,59% nelle isole.
| AREA GEOGRAFICA | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2011 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Nord-ovest | 257.402.429 | 135.944.558 | 73.155.867 | 11.815.257 | 9.812.702 | 13.146.115 | 13.527.930 | |
| Nord-est | 178.010.513 | 95.213.408 | 49.146.976 | 7.458.421 | 7.200.805 | 9.512.389 | 9.478.514 | |
| Centro | 170.050.741 | 88.676.297 | 50.172.445 | 7.933.421 | 5.786.185 | 6.967.566 | 10.514.827 | |
| Sud | 131.260.530 | 69.210.488 | 41.288.382 | 5.061.950 | 4.909.678 | 3.674.119 | 7.115.913 | |
| Isole | 63.728.100 | 33.859.259 | 20.099.878 | 2.397.749 | 2.396.512 | 1.653.300 | 3.321.402 | |
| TOTALE | 800.452.313 | 422.904.010 | 233.863.548 | 34.666.798 | 30.105.882 | 34.953.489 | 43.958.586 | |
L’imposta
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione è pari al 79,10% del totale;
– circa il 34,97% dell’imposta totale deriva da redditi da Lavoro dipendente prodotto da contribuenti che si collocano nelle classi di reddito fra 10.000 e 50.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante da redditi da Lavoro dipendente rispetto alle altre tipologie di reddito è il più elevato in tutte le classi di reddito in cui si collocano i contribuenti, ad esclusione della classe fra 0 e 10.000 € in cui prevale l’imposta derivante dal reddito da Pensione;
– la percentuale d’imposta derivante da Lavoro dipendente supera il 47% del totale dell’imposta di quella classe in tutte le classi di reddito, ad esclusione della prima in cui supera il 16%;
– l’ammontare dell’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo cresce al crescere delle classi di reddito fino ad arrivare a 2,58 miliardi di € nella classe fra 100.000 e 200.000 € ed a 2,33 miliardi di € nella classe di reddito sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa risulta più elevato nelle classi comprese fra 20.000 e 50.000 € (rispettivamente 1,39 miliardi di € nella classe 20.000 e 35.000 € e 0,97 miliardi di € nella classe 35.000 e 50.000 €) per scendere a 0,48 miliardi di € nella classe sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi di Partecipazione supera 1,2 miliardi di € nella classe fra 20.000 e 35.000 €; non supera il miliardo di € nelle classi intermedie fino a 100.000 €; si colloca oltre 1,36 miliardi di € e a 1,60 miliardi di € rispettivamente nelle due classi fra 100.000 e 200.000 € ed oltre 200.000 €.
Gli importi unitari di reddito e imposta
I grafici che seguono evidenziano:
– il numero dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati è pari al 47% del totale dei redditi dichiarati;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro dipendente (19.753 €);
– gli importi dei redditi unitari da Lavoro autonomo (19.603 €), da Partecipazione (15.376 €) e da Impresa (15.863 €) si collocano sotto a quello da Lavoro dipendente;
– l’importo del reddito unitario da Impresa è inferiore a quello di Lavoro dipendente di circa 4.000 €;
– nelle aree geografiche del nord-est e del nord-ovest l’importo unitario del reddito di Lavoro autonomo supera i 20.000 €;
– al Centro, al Sud e nelle Isole l’importo unitario più elevato è quello da Lavoro dipendente che supera i 20.000 € al Centro e i 15.000 € al Sud e nelle Isole:
– l’imposta unitaria più elevata è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo, Lavoro dipendente e Partecipazione rispettivamente pari a 5.230 €, 3.880 € e 3.406 €;
– l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è superiore di circa 700 € a quella unitaria del reddito da Impresa pari a 3.143 €.
Anno d’imposta 2012
Da quest’anno l’Imposta Municipale sostituisce l’IRPEF sui redditi dei fabbricati non locati e sui redditi dominicali dei terreni non affittati. Anche il reddito dell’abitazione principale, già interamente deducibile, non fa più parte del reddito da fabbricati, quindi, del reddito complessivo.
Si restringe solo all’imprenditoria giovanile e ai lavoratori in mobilità il campo d’azione dell’agevolazione per i soggetti “minimi” che esercitano attività economica con ricavi inferiori a 30.000 euro (fiscalità di vantaggio).
Redditi per classi di reddito del contribuente
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’ammontare dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione costituisce l’83,56% del totale;
– l’importo del reddito da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarato da contribuenti con reddito complessivo inferiore ai 35.000 € è pari al 58,75% del reddito complessivo totale;
– il reddito da Lavoro dipendente contribuisce al reddito complessivo con l’ammontare più elevato in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente ad esclusione della prima in cui prevale il reddito da Pensione;
– in tutte le classi di reddito (ad esclusione della prima) il reddito da Lavoro dipendente contribuisce con una percentuale maggiore di quella delle altre tipologie di reddito;
– la percentuale di reddito da Lavoro dipendente non scende mai sotto il 39% in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente (nella classe tra 20.000 e 35.000 € va oltre il 61%);
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente fino alla classe fra 100.000 e 200.000 € e va da un minimo di 1,43 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo di 7,80 miliardi della classe di reddito più alta; per scendere a 5,66 miliardi di euro oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 €, il primo con 9,20 miliardi di € e il secondo con 7,43 miliardi di €;
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € va poco al di sotto del miliardo e duecentomila € (1,19 miliardi di €);
| CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO IN EURO | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2012 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Fino a 10.000 | 61.021.204 | 23.951.401 | 29.687.170 | 1.430.242 | 586.468 | 1.458.149 | 3.907.774 | |
| da 10.000 a 20.000 | 189.321.942 | 89.690.736 | 77.874.722 | 2.393.137 | 8.258.167 | 5.927.793 | 5.177.387 | |
| da 20.000 a 35.000 | 273.525.495 | 166.992.122 | 78.643.668 | 4.415.687 | 9.206.642 | 7.425.609 | 6.841.767 | |
| da 35.000 a 50.000 | 98.116.632 | 56.928.399 | 24.336.100 | 4.098.547 | 4.535.527 | 4.443.093 | 3.774.966 | |
| da 50.000 a 70.000 | 56.031.294 | 30.081.352 | 12.212.246 | 4.467.954 | 3.061.636 | 3.553.509 | 2.654.597 | |
| da 70.000 a 100.000 | 45.685.378 | 23.536.898 | 8.952.170 | 5.756.201 | 2.218.884 | 3.021.220 | 2.200.005 | |
| da 100.000 a 200.000 | 42.988.269 | 20.689.722 | 5.732.666 | 7.800.578 | 2.349.007 | 3.846.069 | 2.570.227 | |
| oltre 200.000 | 27.919.945 | 13.275.032 | 1.371.444 | 5.657.602 | 1.194.985 | 3.884.673 | 2.536.209 | |
| TOTALE | 794.610.159 | 425.145.662 | 238.810.186 | 36.019.948 | 31.411.316 | 33.560.115 | 29.662.932 | |
Si rileva, inoltre, che nell’anno d’imposta l’ammontare del reddito:
– fondiario che non fa più parte del reddito complessivo (in quanto sostituito dall’IMU) è stato pari a 8,71 miliardi di € per l’abitazione principale (già deducibile dall’IRPEF) e pari a 6,82 miliardi di € per gli immobili non locati (non più imponibili IRPEF); complessivamente sono venuti a mancare dal reddito complessivo 15,53% miliardi di €;
– della cedolare secca è pari a 5,93 miliardi di €;
– dei premi di produttività è pari a 5,33 miliardi di €;
– dei contribuenti nel regime di fiscalità di vantaggio è stato pari a 3,42 miliardi di €.
Redditi per area geografica
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– il Nord-ovest contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un ammontare pari al 32% del totale;
– l’ammontare del reddito da Lavoro dipendente supera il 50% del totale in tutte le aree geografiche;
– l’ammontare del reddito da Pensione supera il 28% del totale in tutte le aree geografiche;
– gli ammontari dei redditi di Lavoro autonomo e Impresa contribuiscono alla formazione del reddito complessivo con valori percentuali compresi tra il 3,58% e il 4,89%; la Partecipazione contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un valore percentuale del 5,17% nel nord-est, del 4,91% nel nord-ovest e con valori del 2,79% nel sud e del 2,58% nelle isole.
| AREA GEOGRAFICA | REDDITO IN MIGLIAIA DI EURO – 2012 | |||||||
| REDDITO COMPLESSIVO | LAVORO DIPENDENTE | PENSIONE | LAVORO AUTONOMO | IMPRESA | PARTECIPAZIONE | ALTRI | ||
| Nord-ovest | 255.581.157 | 137.438.266 | 74.269.802 | 12.080.644 | 10.179.248 | 12.554.369 | 9.058.828 | |
| Nord-est | 177.594.152 | 96.723.490 | 50.121.021 | 7.620.819 | 7.514.123 | 9.183.503 | 6.431.196 | |
| Centro | 168.426.406 | 89.112.137 | 51.249.169 | 8.241.292 | 6.030.592 | 6.573.466 | 7.219.750 | |
| Sud | 130.248.497 | 68.674.328 | 42.503.981 | 5.492.747 | 5.153.312 | 3.627.984 | 4.796.145 | |
| Isole | 62.749.714 | 33.197.174 | 20.666.111 | 2.574.573 | 2.534.041 | 1.620.798 | 2.157.017 | |
| TOTALE | 794.599.926 | 425.145.395 | 238.810.084 | 36.010.075 | 31.411.316 | 33.560.120 | 29.662.936 | |
L’imposta
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione è pari al 80,31% del totale;
– circa il 35,83% dell’imposta totale deriva da redditi da Lavoro dipendente prodotto da contribuenti che si collocano nelle classi di reddito fra 10.000 e 50.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante da redditi da Lavoro dipendente rispetto alle altre tipologie di reddito è il più elevato in tutte le classi di reddito in cui si collocano i contribuenti, ad esclusione della classe fra 0 e 10.000 € in cui prevale l’imposta derivante dal reddito da Pensione;
– la percentuale d’imposta derivante da Lavoro dipendente supera il 47% del totale dell’imposta di quella classe in tutte le classi di reddito, ad esclusione della prima in cui supera il 18%;
– l’ammontare dell’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo cresce al crescere delle classi di reddito fino ad arrivare a 2,52 miliardi di € nella classe fra 100.000 e 200.000 € ed a 2,14 miliardi di € nella classe di reddito sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa risulta più elevato nelle classi comprese fra 20.000 e 50.000 € (rispettivamente 1,42 miliardi di € nella classe 20.000 e 35.000 € e 0,90 miliardi di € nella classe 35.000 e 50.000 €) per scendere a 0,45 miliardi di € nella classe sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi di Partecipazione supera 1,1 miliardi di € nella classe fra 20.000 e 35.000 €; non supera il miliardo di € nelle classi intermedie fino a 100.000 €; si colloca oltre 1,2 miliardi di € e a 1,5 miliardi di € rispettivamente nelle due classi fra 100.000 e 200.000 € ed oltre 200.000 €.
Gli importi unitari di reddito e imposta
I grafici che seguono evidenziano:
– il numero dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati è pari al 63% del totale dei redditi dichiarati;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro dipendente (20.033 €);
– gli importi dei redditi unitari da Lavoro autonomo (18.940 €), da Partecipazione (14.590 €) e da Impresa (14.672 €) si collocano sotto a quello da Lavoro dipendente;
– l’importo del reddito unitario da Impresa è inferiore a quello di Lavoro dipendente di oltre 5.000 €;
– nelle aree geografiche del nord-est e del nord-ovest l’importo unitario del reddito di Lavoro autonomo supera i 20.000 €;
– al Centro, al Sud e nelle Isole l’importo unitario più elevato è quello da Lavoro dipendente che supera i 20.000 € al Centro e i 15.000 € al Sud e nelle Isole:
– l’imposta unitaria più elevata è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo, Lavoro dipendente e Partecipazione rispettivamente pari a 4.870 €, 3.960 € e 3.158 €;
– l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è superiore di 1.172 € a quella unitaria del reddito da Impresa pari a 2.788 €.
Anno d’imposta 2013
Da quest’anno il reddito da fabbricati derivante dall’abitazione principale torna a far parte del reddito complessivo pur rimanendo da questo interamente deducibile. Tornano imponibili, nella misura del 50% della rendita catastale rivalutata, le abitazioni non locate situate nello stesso comune ove il contribuente possiede l’abitazione utilizzata come residenza principale.
Redditi per classi di reddito del contribuente
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’ammontare dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione costituisce l’83,17% del totale;
– l’importo del reddito da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarato da contribuenti con reddito complessivo inferiore ai 35.000 € è pari al 58,38% del reddito complessivo totale;
– il reddito da Lavoro dipendente contribuisce al reddito complessivo con l’ammontare più elevato in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente ad esclusione della prima in cui prevale il reddito da Pensione;
– in tutte le classi di reddito (ad esclusione della prima) il reddito da Lavoro dipendente contribuisce con una percentuale maggiore di quella delle altre tipologie di reddito;
– la percentuale di reddito da Lavoro dipendente non scende mai sotto il 39% in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente (nella classe tra 20.000 e 35.000 € è pari al 61,38%);
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente fino alla classe fra 100.000 e 200.000 € e va da un minimo di 1,37 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo di 7,79 miliardi della classe di reddito più alta; per scendere a 5,38 miliardi di euro oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 €, il primo con 8,87 miliardi di € e il secondo con 7,13 miliardi di €;
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € è pari ad 1,35 miliardi di €.
Si rileva, inoltre, che nell’anno d’imposta l’ammontare del reddito:
– fondiario non imponibile ai fini IRPEF è stato pari a 6,39 miliardi; si tratta di “reddito dominicale di terreni non locati, reddito da fabbricati di immobili non locati diversi da abitazione principale e reddito fondiario derivante da partecipazioni in società semplici, non imponibili ai fini Irpef in virtù del principio di sostituzione introdotto dalla disciplina IMU”;
– della cedolare secca è pari a 7,46 miliardi di €;
– dei premi di produttività è pari a 3,11 miliardi di €;
– dei contribuenti nel regime di fiscalità di vantaggio è stato pari a 3,77 miliardi di €.
Redditi per area geografica
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– il Nord-ovest contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un ammontare pari al 32% del totale;
– l’ammontare del reddito da Lavoro dipendente supera il 50% del totale in tutte le aree geografiche;
– l’ammontare del reddito da Pensione supera il 28% del totale in tutte le aree geografiche;
– gli ammontari dei redditi di Lavoro autonomo e Impresa contribuiscono alla formazione del reddito complessivo con valori percentuali compresi tra il 3,83% e il 4,40%; la Partecipazione contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un valore percentuale del 4,94% nel nord-est, del 4,69% nel nord-ovest e con valori del 2,64% nel sud e del 2,44% nelle isole.
L’imposta
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione è pari al 80,90% del totale;
– circa il 35,54% dell’imposta totale deriva da redditi da Lavoro dipendente prodotto da contribuenti che si collocano nelle classi di reddito fra 10.000 e 50.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante da redditi da Lavoro dipendente rispetto alle altre tipologie di reddito è il più elevato in tutte le classi di reddito in cui si collocano i contribuenti;
– la percentuale d’imposta derivante da Lavoro dipendente supera il 48% del totale dell’imposta di quella classe in tutte le classi di reddito, ad esclusione della prima e della seconda in cui supera rispettivamente il 42 e il 44%;
– l’ammontare dell’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo cresce al crescere delle classi di reddito fino ad arrivare a 2,49 miliardi di € nella classe fra 100.000 e 200.000 € ed a 2,02 miliardi di € nella classe di reddito sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa risulta più elevato nelle classi comprese fra 20.000 e 50.000 € (rispettivamente 1,34 miliardi di € nella classe 20.000 e 35.000 € e 0,91 miliardi di € nella classe 35.000 e 50.000 €) per scendere a 0,50 miliardi di € nella classe sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi di Partecipazione supera 1,08 miliardi di € nella classe fra 20.000 e 35.000 €; non supera il miliardo di € nelle classi intermedie fino a 100.000 €; si colloca a 1,21 miliardi di € e a 1,43 miliardi di € rispettivamente nelle due classi fra 100.000 e 200.000 € ed oltre 200.000 €.
Gli importi unitari di reddito e imposta
I grafici che seguono evidenziano:
– il numero dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati è pari al 53% del totale dei redditi dichiarati;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro dipendente (20.348 €);
– gli importi dei redditi unitari da Lavoro autonomo (18.880 €), da Partecipazione (14.416 €) e da Impresa (14.774 €) si collocano sotto a quello da Lavoro dipendente;
– l’importo del reddito unitario da Impresa è inferiore a quello di Lavoro dipendente di oltre 5.000 €;
– nelle aree geografiche del nord-est e del nord-ovest l’importo unitario del reddito di Lavoro autonomo supera i 20.000 €;
– al Centro, al Sud e nelle Isole l’importo unitario più elevato è quello da Lavoro dipendente che supera i 20.000 € al Centro e i 15.000 € al Sud e nelle Isole:
– l’imposta unitaria più elevata è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo, Lavoro dipendente e Partecipazione rispettivamente pari a 4.763 €, 4.006 € e 3.066 €;
– l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è superiore di 1.233 € a quella unitaria del reddito da Impresa pari a 2.773 €.
Anno d’imposta 2014
Dal mese di maggio di quest’anno è concesso ai lavoratori dipendenti un credito d’imposta mensile di 80 €. Questo credito spetta ai dipendenti con un reddito complessivo superiore agli 8.000 € (esattamente 8.145 €) non superiore a 26.000 €.
Le detrazioni relative alle erogazioni liberali a favore delle Onlus e alle erogazioni liberali a favore dei partiti politici sono state elevate dal 24% al 26%.
Le detrazioni del 50% per le spese di ristrutturazione degli immobile e del 65% per le spese relative ad interventi per il risparmio energetico sono state prorogate.
Redditi per classi di reddito del contribuente
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’ammontare dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione costituisce l’82,93% del totale;
– l’importo del reddito da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarato da contribuenti con reddito complessivo inferiore ai 35.000 € è pari al 57,56% del reddito complessivo totale;
– il reddito da Lavoro dipendente contribuisce al reddito complessivo con l’ammontare più elevato in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente ad esclusione della prima in cui prevale il reddito da Pensione;
– in tutte le classi di reddito (ad esclusione della prima) il reddito da Lavoro dipendente contribuisce con una percentuale maggiore di quella delle altre tipologie di reddito;
– la percentuale di reddito da Lavoro dipendente non scende mai sotto il 41,09% in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente (nella classe tra 20.000 e 35.000 € è pari al 60,19%);
– l’ammontare del reddito di Lavoro autonomo dichiarato cresce al crescere delle classi di reddito in cui si colloca il contribuente fino alla classe fra 20.000 35.000 €; decresce nella classe fra 35.000 e 50.000 € per poi risalire fino alla classe fra 100.000 e 200.000 € e va da un minimo di 1,39 miliardi della classe di reddito più bassa ad un massimo di 7,81 miliardi della classe di reddito più alta; per scendere a 5,45 miliardi di euro oltre i 200.000 €;
– l’ammontare del reddito d’Impresa e da Partecipazione ha un andamento prima crescente e poi decrescente con un picco nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 €, il primo con 8,95 miliardi di € e il secondo con 7,13 miliardi di €;
– il reddito d’Impresa nella classe di reddito sopra i 200.000 € è pari ad 1,54 miliardi di €.
Si rileva, inoltre, che nell’anno d’imposta l’ammontare del reddito:
– fondiario non imponibile ai fini IRPEF è stato pari a 6,68 miliardi; si tratta di “reddito dominicale di terreni non locati, reddito da fabbricati di immobili non locati diversi da abitazione principale e reddito fondiario derivante da partecipazioni in società semplici, non imponibili ai fini Irpef in virtù del principio di sostituzione introdotto dalla disciplina IMU”;
– della cedolare secca è pari a 9,27 miliardi di €;
– dei premi di produttività è pari a 3,85 miliardi di €;
– dei contribuenti nel regime di fiscalità di vantaggio è stato pari a 4,23 miliardi di €.
Redditi per area geografica
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– il Nord-ovest contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un ammontare pari al 32% del totale;
– l’ammontare del reddito da Lavoro dipendente supera il 50% del totale in tutte le aree geografiche;
– l’ammontare del reddito da Pensione supera il 28% del totale in tutte le aree geografiche;
– gli ammontari dei redditi di Lavoro autonomo e Impresa contribuiscono alla formazione del reddito complessivo con valori percentuali compresi tra il 3,87% e il 4,35%; la Partecipazione contribuisce alla formazione del reddito complessivo con un valore percentuale del 4,90% nel nord-est, del 4,65% nel nord-ovest e con valori del 2,63% nel sud e del 2,42% nelle isole.
L’imposta
La Tabella e i grafici che seguono evidenziano:
– l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione è pari al 80,94% del totale;
– circa il 34,51% dell’imposta totale deriva da redditi da Lavoro dipendente prodotto da contribuenti che si collocano nelle classi di reddito fra 10.000 e 50.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante da redditi da Lavoro dipendente rispetto alle altre tipologie di reddito è il più elevato in tutte le classi di reddito in cui si collocano i contribuenti;
– la percentuale d’imposta derivante da Lavoro dipendente supera il 48% del totale dell’imposta di quella classe in tutte le classi di reddito, ad esclusione della seconda in cui supera il 45%;
– l’ammontare dell’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo cresce al crescere delle classi di reddito fino ad arrivare a 2,47 miliardi di € nella classe fra 100.000 e 200.000 € ed a 2,04 miliardi di € nella classe di reddito sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa risulta più elevato nelle classi comprese fra 20.000 e 50.000 € (rispettivamente 1,33 miliardi di € nella classe 20.000 e 35.000 € e 0,91 miliardi di € nella classe 35.000 e 50.000 €) per scendere a 0,57 miliardi di € nella classe sopra i 200.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi di Partecipazione supera 1,06 miliardi di € nella classe fra 20.000 e 35.000 €; non supera il miliardo di € nelle classi intermedie fino a 100.000 €; si colloca a 1,20 miliardi di € e a 1,48 miliardi di € rispettivamente nelle due classi fra 100.000 e 200.000 € ed oltre 200.000 €.
Gli importi unitari di reddito e imposta
I grafici che seguono evidenziano:
– il numero dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati è pari al 50% del totale dei redditi dichiarati;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro dipendente (20.261 €);
– gli importi dei redditi unitari da Lavoro autonomo (18.851 €), da Partecipazione (14.759 €) e da Impresa (15.400 €) si collocano sotto a quello da Lavoro dipendente;
– l’importo del reddito unitario da Impresa è inferiore a quello di Lavoro dipendente di poco meno di 5.000 €;
– nelle aree geografiche del nord-est e del nord-ovest l’importo unitario del reddito di Lavoro autonomo supera i 20.000 €;
– al Centro, al Sud e nelle Isole l’importo unitario più elevato è quello da Lavoro dipendente che supera i 21.000 € al Centro e i 16.000 € al Sud e nelle Isole:
– l’imposta unitaria più elevata è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo, Lavoro dipendente e Partecipazione rispettivamente pari a 4.719 €, 3.944 € e 3.130 €;
– l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è superiore di 1.054 € a quella unitaria del reddito da Impresa pari a 2.890 €.
Il credito d’imposta al lavoro dipendente
Le tabelle che seguono evidenziano:
– i soggetti con almeno un reddito da Lavoro dipendente che hanno usufruito del credito sono più della metà del totale che poteva usufruirne (55,19%);
– l’ammontare complessivo del credito utilizzato ha superatro i 6 miliardi di € con un importo medio di 538 € rispetto ai 640 € massimi usufruibili;
– circa 3 milioni di soggetti (oltre il 25% del totale) hanno regolarizzato il loro diritto ad usufruire o meno del credito attraverso la dichiarazione dei redditi con oltre 1,5 milioni che lo hanno ottenuto in tutto o in parte e poco meno di 1,5 milioni che lo hanno dovuto restituire.
Confronto
Nel paragrafo viene analizzato l’andamento nel periodo 2003–2014 delle sei tipologie di reddito, dell’imposta corrispondente e dei valori unitari di reddito e imposta.
Gli incrementi/decrementi di reddito ed imposta corrispondente delle sei tipologie di reddito considerate vengono, inoltre, confrontati con quelli registrati dal Prodotto Interno Lordo (nominale e reale).
Per consentire una valutazione d’insieme sull’intero periodo all’inizio del paragrafo sui redditi e di quello sull’imposta sono riportati dati riassuntivi sull’andamento di reddito ed imposta complessivi.
Redditi
La tabella ed il grafico evidenziano l’andamento del reddito complessivo nel periodo 2003-2014 che è influenzato, oltre che dalla situazione economica, anche dagli interventi normativi che hanno modificato l’IRPEF in particolare a partire dall’anno d’imposta 2008.
Dall’anno d’imposta 2008 infatti entrano in vigore:
– la possibilità per i cosiddetti contribuenti “minimi”, soggetti con un’attività economica e con ricavi inferiori ai 30.000, di optare per una imposta sostitutiva determinata con un’aliquota fissa;
– la deducibilità dal reddito complessivo delle perdite per il reddito derivante da attività professionale e da Impresa commerciale in contabilità semplificata;
– un’imposta, in sostituzione dell’IRPEF, pari al dieci per cento, sulle somme ricevute per prestazioni di lavoro straordinario per i lavoratori dipendenti del settore privato.
Dall’anno d’imposta 2011 entra in vigore per il reddito derivante dalle locazioni degli immobili la possibilità di optare per una imposta sostitutiva del 21% o del 19% chiamata “cedolare secca”.
Infine dall’anno d’imposta 2012 l’IRPEF sui redditi dei fabbricati non locati e sui redditi dominicali dei terreni non affittati è sostituita dall’Imposta Municipale Unica e il reddito dell’abitazione principale, già interamente deducibile, non fa più parte del reddito da fabbricati, quindi, del reddito complessivo.
Sempre dall’anno d’imposta 2012 viene ristretto il campo d’azione dei “minimi” solo all’imprenditoria giovanile e ai lavoratori in mobilità (fiscalità di vantaggio); si riduce pertanto il numero dei soggetti che utilizzano tale possibilità.
Dall’anno d’imposta 2013 il reddito da fabbricati derivante dall’abitazione principale torna a far parte del reddito complessivo pur rimanendo da questo interamente deducibile. Tornano imponibili, nella misura del 50% della rendita catastale rivalutata, le abitazioni non locate situate nello stesso comune ove il contribuente possiede l’abitazione utilizzata come residenza principale.
La tabella che segue evidenzia gli importi di reddito complessivo non più assoggettati all’imposta IRPEF progressiva. A tali importi vanno aggiunti:
– dell’anno d’imposta 2004 circa 5 miliardi di euro di reddito complessivo (probabilmente aumentati negli anni) derivanti dai redditi da capitale assoggettati da tale anno ad imposta sostitutiva con un’aliquota unica;
– per tutti gli anni l’ammontare del reddito derivante dall’abitazione principale; questo reddito tuttavia, pur facendo parte del reddito complessivo, ad esclusione dell’anno d’imposta 2012, non è imponibile in quanto interamente deducibile.
La tabella ed il grafico che seguono riportano per anno d’imposta gli ammontari delle sei tipologie di reddito. I redditi da Lavoro dipendente e da Pensione contribuiscono all’IRPEF con un ammontare di un ordine superiore alle altre tipologie di reddito.
In particolare, per tutti gli anni d’imposta, la somma degli ammontari delle quattro categorie di reddito da Lavoro autonomo, Impresa, Partecipazione e Altri redditi è inferiore all’ammontare del solo reddito da Pensione ed è pari a circa il 38-40% dell’ammontare del solo reddito da Lavoro dipendente nel periodo 2003-2007, per attestarsi attorno al 35% nel periodo 2008-2010, scendere nel 2011 al 34% e nel periodo 2012 è di poco superiore al 30%, nel 2103 al 31% e nel 2014 al 32%.
Nel periodo 2003-2007 l’ammontare di tutte le tipologie di reddito è crescente; ad esclusione degli Altri redditi nel biennio 2003-2004; questo decremento è dovuto all’entrata in vigore del nuovo regime di tassazione dei redditi da capitale che dall’anno d’imposta 2004, nella maggioranza dei casi, vengono tassati con una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta e quindi non sono più dichiarati. Il reddito da Pensione cresce anche nei sei anni successivi.
Gli Altri redditi crescono nel triennio successivo e diminuiscono nel 2011 in conseguenza della introduzione della cedolare secca sugli immobili in locazione. Nel 2012 il decremento degli Altri redditi è ancora più consistente in seguito all’uscita dall’IRPEF dei redditi derivanti da immobili non locati e del fatto che il reddito dell’abitazione principale non fa più parte del reddito complessivo. Nel 2013 gli altri redditi tornano a crescere in seguito al fatto che il reddito della prima abitazione è tornato a far parte del reddito complessivo unitamente al 50% della rendita catastale rivalutata, delle abitazioni non locate situate nello stesso comune ove il contribuente possiede l’abitazione utilizzata come residenza principale. Nel 2014 si ha un incremento consistente degli Altri redditi conseguenza del fatto che in alcuni comuni nell’anno d’imposta 2013 i contribuenti hanno versato una mini-IMU per l’abitazione principale e ciò comportava che il relativo reddito non faceva ancora parte del reddito complessivo (parziale applicazione della regola in vigore l’anno precedente).
Nel biennio 2008-2009 si realizza un’inversione di tendenza per i redditi da Lavoro autonomo, d’Impresa e Partecipazione che tornano a crescere nel 2010. Nel 2011 il Lavoro autonomo cresce ancora mentre si arresta la crescita dei redditi da Impresa e da Partecipazione. Nel 2012 tornano a crescere il Lavoro Autonomo e l’Impresa a causa del restringimento del campo d’azione dei cosiddetti “minimi” che pagano una imposta sostitutiva dell’IRPEF. Continua a decrescere, infine, a causa della congiuntura economica il reddito da Partecipazione. Con il maggiore utilizzo della fiscalità di vantaggio (sostitutiva del regime dei minimi) e con il protrarsi della crisi economica nel 2013 tornano a decrescere i redditi di Lavoro Autonomo, Impresa e Partecipazione. Nell’anno d’imposta 2014 si arresta la crescita del Lavoro Autonomo mentre continua di poco quella del reddito di Partecipazione e di un ammontare più consistente quella del reddito d’Impresa.
Per il Lavoro dipendente l’inversione di tendenza si realizza nel 2009 per un solo anno in quanto nel 2010, nel 2011 e nel 2012 torna a crescere. Decresce, infine, per l’acuirsi della crisi economica nel 2013 e nel 2014. Il reddito da Pensione, infine, cresce costantemente in tutto il periodo passando dai 177 miliardi di € del 2003 ai 247 miliardi di € del 2014.
La tabella ed il grafico che seguono riportano per anno d’imposta la distribuzione percentuale del tipo di reddito sul totale. Il Lavoro dipendente per tutto il periodo pesa per più della metà; il reddito da Pensione per più di un quarto (nel 2012-2013 arriva a superare il 30%).
Da rilevare il notevole incremento che si realizza nel 2006 nella percentuale dei redditi da Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione; così come è da rilevare il decremento, di analoga consistenza, che si realizza negli stessi redditi nel 2008. L’incremento del 2012 per i redditi di Lavoro autonomo e di Impresa è dovuto al restringimento del campo d’azione dei ”minimi” conseguentemente un buon numero di tali soggetti sono rientrati nella progressività.
Il decremento del 2012 del reddito da Partecipazione, non influenzato dai “minimi”, risente della crisi economica in corso nell’anno.
Anche i decrementi del 2013 di Lavoro Autonomo, Impresa e Partecipazione trovano spiegazione nel perdurare della crisi economica.
Nell’anno d’imposta 2014 continua il decremento, seppur minimo, del Lavoro Autonomo e della Partecipazione mentre il reddito d’Impresa s’incrementa leggermente.
Le tabelle e i grafici che seguono mettono a confronto le percentuali d’incremento/decremento del Prodotto Interno Lordo (nominale e reale) con quelle registratisi negli ammontari delle sei tipologie di reddito ed offrono ulteriori indicazioni rispetto a quanto già rilevato nelle tabelle e nei grafici precedenti.
Si rileva che nel quadriennio 2005-2009 l’andamento di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione presenta significative diversità rispetto sia all’andamento del PIL reale che di quello nominale.
In particolare queste tre tipologie di reddito nel 2006 crescono con percentuali a due cifre sia rispetto al PIL nominale che a quello reale; nel 2007 solo il Lavoro autonomo mantiene un incremento superiore a quello del PIL nominale, mentre rispetto al PIL reale l’incremento è maggiore in tutte e tre le tipologie di reddito.
Nel 2008 e 2009 si verifica per l’ammontare dei redditi d’Impresa e Partecipazione una brusca inversione di tendenza con decrementi notevolmente maggiori di quelli subiti sia dal PIL nominale che reale; il Lavoro autonomo, infine, registra un decremento superiore a quello del PIL nominale e reale solo nel 2008.
In merito all’incremento registratosi nel 2006, e mantenutosi nel 2007, negli ammontari dei redditi di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione si può osservare quanto segue. Tenendo conto della grande differenza con quello registrato dal PIL nel 2006, non tutto l’incremento è riconducibile alla crescita economica, che pur nel periodo fu consistente (3,94% nominale e 2,01% reale) e alla revisione degli studi di settore avvenuta a partire dall’anno d’imposta 2006. Sicuramente parte dell’aumento dell’ammontare dichiarato in questi redditi dipende dalle norme di contrasto all’evasione e di recupero della base imponibile introdotte dal Decreto Legge 4 luglio 2006 n. 223, cosiddetto decreto Bersani-Vsco.
In particolare la crescita del reddito di Lavoro autonomo è stata influenzata in modo significativo anche dalla norma che stabiliva che i compensi riscossi da esercenti arti e professioni al di sopra d’una determinata soglia avvenissero attraverso sistemi di pagamento bancario o elettronico e su uno o più conti specifici.
Così come ha contribuito all’aumento del reddito d’Impresa e di Partecipazione l’effetto deterrenza, dovuto all’introduzione dell’”elenco clienti e fornitori IVA”, che apriva la strada ad un monitoraggio incrociato dei ricavi da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Nell’anno d’imposta 2008 i redditi da Lavoro autonomo, d’Impresa e Partecipazione registrano un decremento assai più consistente di quello del PIL sia nominale che reale. Si rileva che tale decremento coincide con l’abrogazione dell’obbligo per esercenti arti e professioni di riscuotere su uno o più conti specifici attraverso sistemi di pagamento bancario o elettronico (articolo 32 del Decreto Legge del 25 giugno 2008 n. 112) e per i titolari di partita IVA di trasmettere l’elenco clienti e fornitori (articolo 33 del Decreto Legge del 25 giugno 2008 n. 112). Coincide anche con la possibilità per gli esercenti arti e professioni e per le imprese commerciali a contabilità semplificata di portare in diminuzione le perdite. Per queste tipologie di reddito, Autonomo o d’Impresa, c’è anche da tener conto della possibilità dei contribuenti con ricavi inferiori ai 30.000 € (cosiddetti “contribuenti minimi”) di calcolare l’imposta dovuta in modo forfetario al di fuori della progressività della dichiarazione dei redditi.
Se si tiene conto delle perdite portate in deduzione e dei contribuenti minimi (ammontare distribuito 1/3 Lavoro autonomo e 2/3 Impresa) si ottengono per il 2008 queste percentuali: Lavoro autonomo -0,23, Impresa -3,32 e Partecipazione -5,38.
Nel biennio 2010 e 2011 l’andamento degli ammontari del reddito da Lavoro autonomo è paragonabile a quello del PIL, mentre si registra una maggiore contrazione, rispetto al PIL, dei redditi d’Impresa e da Partecipazione. Nel 2012 si registra un incremento maggiore rispetto a quello del PIL reale e nominale dei redditi da lavoro Autonomo ed Impresa e ciò è dovuto al restringimento del campo ‘azione dei cosiddetti “minimi”; sempre nel 2012 il reddito da Partecipazione, non influenzato dai “minimi”, risente dell’andamento della crisi economica e presenta un decremento maggiore del PIL reale e nominale. Nel 2013 nei redditi di Lavoro Autonomo, Impresa e Partecipazione si registra un decremento maggiore di quello del PIL sia reale che nominale a dimostrazione del perdurare della crisi economica. Nel 2014, infine, si ha un incremento del reddito d’Impresa maggiore di quello del PIL sia nominale che reale; mentre perdura il decremento dei redditi di Lavoro Autonomo e di Partecipazione rispetto all’incremento registrato dal PIL nominale e reale.
L’andamento degli ammontari del reddito da Lavoro dipendente è più in linea, in tutto il periodo, con l’andamento del PIL reale e nominale.
L’andamento del reddito da Pensione nel periodo 2004-2007 è in linea con l’andamento del PIL nominale e reale. Nel periodo 2008-2014 il reddito da Pensione cresce più del PIL.
In linea con l’andamento del PIL in tutto il periodo l’andamento degli ammontari degli altri redditi ad eccezione delle quattro discontinuità del 2004, dovuta all’uscita dalla progressività di gran parte dei redditi di capitale, del 2011, dovuta alla introduzione della cedolare secca sui redditi degli immobili in locazione, del 2012, dovuta all’uscita dall’IRPEF dei redditi fondiari degli immobili non locati e al reddito dell’abitazione principale che non contribuisce più alla determinazione del reddito complessivo e del 2013/2014 dovuta alla reintroduzione del reddito della prima abitazione nel reddito complessivo, unitamente al 50% della rendita catastale rivalutata, delle abitazioni non locate situate nello stesso comune ove il contribuente possiede l’abitazione utilizzata come residenza principale.
I due grafici che seguono evidenziano il peso che i redditi da Lavoro dipendente e da Pensione hanno avuto sul totale; peso che nell’anno d’imposta 2014 è pari all’82,93%.
Il grafico che segue evidenzia che il maggiore ammontare del reddito (il 33% del totale) è dichiarato da soggetti che si collocano nella classe di reddito fra 20.000 € e 35.000 €.
Il grafico che segue evidenzia che il contributo maggiore all’IRPEF lo hanno dato nel periodo i redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati da contribuenti che si collocavano nella classe di reddito tra 20.000 e 35.000 €.
Imposta
La tabella ed il grafico evidenziano che l’imposta è aumentata in dodici anni di oltre il 20%. I maggiori incrementi si sono avuti nel 2006 e nel 2007. Dal 2008 al 2012 l’ammontare dell’imposta cresce ogni anno, tuttavia l’incremento che si ha nel quinquennio 2008/2012 è paragonabile a quello che si è avuto nel solo 2007. Nel biennio 2013/2014 l’ammontare dell’imposta decresce nel primo anno di 0,18 miliardi di € e nel secondo di 0,86 miliardi di €.
La tabella ed il grafico che seguono riportano per anno d’imposta gli ammontari dell’imposta attribuibile alle sei tipologie di reddito. Per valutare i dati riportati nel grafico e nella tabella occorre tener presente che la tabella delle aliquote utilizzata per il calcolo dell’imposta è variata due volte nel periodo, nell’anno d’imposta 2005 e nell’anno d’imposta 2007.
L’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione contribuisce all’IRPEF con un ammontare di un ordine superiore a quella derivante dalle altre tipologie di reddito.
In particolare, per tutti gli anni d’imposta, la somma degli ammontari delle quattro categorie di reddito da Lavoro autonomo, Impresa, Partecipazione e Altri redditi è all’incirca uguale (maggiore o minore) all’ammontare dell’imposta del solo reddito da Pensione (nel 2014 è inferiore di 9,56 miliardi di €) ed è pari a circa il 40% dell’ammontare dell’imposta derivante dal solo reddito da Lavoro dipendente (nel 2014 è pari al 36,79%).
L’ammontare dell’imposta derivante da Pensione è l’unica crescente in tutto il periodo analizzato 2003-2014. L’imposta derivante dal reddito da Lavoro dipendente cresce nel periodo 2003-2008, scende nel 2009 e risale a partire dal 2010 e ridiscende nel biennio 2013-2014.
L’imposta derivante da reddito da Lavoro autonomo cresce nel periodo 2003-2007, decresce nel biennio successivo 2008-2009; aumenta nel biennio 2010-2011 e torna a decrescere nel 2012. Cresce nel 2013 e decresce nel 2014. Quella derivante dal reddito d’Impresa e Partecipazione ha un andamento crescente nel biennio 2003-2004; decrescente nel 2005; risale nel biennio 2006-2007, cala nel biennio successivo 2008-2009. Quella derivante dal reddito d’Impresa torna a crescere nel biennio 2010-2011, decresce nel biennio 2012-2013 e cresce nel 2014. Quella derivante dal reddito da Partecipazione cresce nel 2010 e decresce nel quadriennio 2011-2014.
L’imposta derivante dagli Altri redditi, infine, decresce nel 2004, sale nel triennio 2005-2007, ridiscende nel 2008 per risalire nel 2009, 2010 e 2011 e torna a scendere nel biennio 2012-2013. Cresce, infine, nel 2014.
La tabella ed il grafico che seguono riportano per anno d’imposta la distribuzione percentuale dell’imposta per tipo di reddito sull’imposta totale. Il Lavoro dipendente per tutto il periodo pesa per più della metà; il reddito da Pensione prima per poco meno di un quarto e poi negli ultimi anni lo supera. Da rilevare l’incremento che si realizza nel 2006 nell’imposta derivante dai redditi da Impresa e Partecipazione, così come è da rilevare il decremento, di analoga consistenza, che si realizza negli ammontari dell’imposta derivante dagli stessi redditi nel 2008. Un andamento analogo a questo, ma in misura meno rilevante, lo ha anche l’imposta derivante dal reddito di Lavoro autonomo. L’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo a partire dal 2008 decresce per attestarsi attorno al 6%. Nel 2014 è pari al 5,82%. Nel quadriennio 2010-2013 decrescono anche le percentuali sul totale dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa e da Partecipazione per attestarsi rispettivamente attorno al 3,8% e al 4,5%. Nel 2014 tornano a crescere di poco le percentuali sul totale dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa e da Partecipazione.
Le tabelle e i grafici che seguono mettono a confronto le percentuali d’incremento/decremento del Prodotto Interno Lordo (nominale e reale) con quelle registratisi negli ammontari delle imposte derivanti dalle sei tipologie di reddito ed offrono indicazioni aggiuntive a quanto già rilevato nelle tabelle e nei grafici precedenti.
In particolare l’andamento dell’imposta derivante dal Lavoro dipendente generalmente nel periodo cresce più o decresce meno del PIL (nominale e reale). Nel 2010 si ha un inversione di tendenza in cui il PIL (reale e nominale) cresce più dell’imposta derivante dal Lavoro dipendente. Nel 2011 l’imposta da Lavoro dipendente cresce più del PIL reale e meno del PIL nominale e nel 2012 e 2013 torna a crescere di più sia del PIL reale che nominale che decrescono. Nel 2014, infine, decresce mentre sia il PIL nominale che reale crescono.
Anche l’imposta derivante dal reddito di Pensione in genere cresce più del PIL (nominale e reale). Si rileva che gli incrementi dell’imposta derivante da questa tipologia di reddito, registratisi nel biennio 2008-2009, sono assai più consistenti di quelli del PIL (reale e nominale). Tale crescita dell’imposta derivante dal reddito di Pensione è probabilmente causata dalla crisi economica e dall’entrata in vigore di norme più restrittive sull’andata in pensione, che hanno favorito l’uscita anticipata dal lavoro soprattutto nel biennio 2008-2009. Il fenomeno prosegue, sebbene con incrementi di minor valore, anche nel triennio 2010-2012. Nel 2013 l’incremento dell’imposta derivante dai redditi di pensione torna a crescere in modo consistente rispetto al PIL (reale e nominale). Nel 2914 l’incremento dell’imposta derivante dai redditi di pensione è maggiore di quello del PIL reale e minore di quello del PIL nominale.
Per gli incrementi/decrementi registrati dall’imposta, derivante dai redditi di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione, rispetto a quelli del PIL nominale e reale nel periodo 2003-2010 si rileva:
– nell’anno d’imposta 2006 l’incremento dell’imposta derivante dalle queste tre tipologie di reddito è assai più consistente (di un ordine di grandezza superiore) di quello del PIL nominale e reale; tale andamento, seppur in misura minore, prosegue nell’anno d’imposta 2007;
– per l’imposta derivante dal reddito d’Impresa e Partecipazione nel biennio 2008-2009 si registra una brusca inversione di tendenza in negativo, molto più consistente di quella verificatasi nell’andamento del PIL reale e nominale; diverso è l’andamento nello stesso periodo dell’imposta derivante dal reddito di Lavoro autonomo che nel 2008 decresce più del PIL (oltre 4 punti percentuali del PIL nominale e 1,9 punti percentuali del PIL reale) e nel 2009 subisce un decremento minore di quello del PIL di circa due punti percentuali del PIL nominale e di 4,7 punti percentuali del PIL reale.
Per il biennio 2006-2007 l’imposta di Lavoro Autonomo, Impresa e Partecipazione è in linea con l’andamento dei redditi. Il consistente aumento registratosi nelle imposte derivanti da queste tre tipologie di reddito deriva in parte dalla crescita economica e in parte, come già evidenziato per i redditi, dalla revisione degli studi di settore e dalle norme di contrasto all’evasione e di recupero della base imponibile introdotte dal Decreto Legge 4 luglio 2006 n. 223, cosiddetto decreto Bersani-Visco.
Nell’anno d’imposta 2008 l’imposta derivante dai redditi di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione registra un forte decremento rispetto all’anno precedente. Tale decremento è più consistente per l’imposta derivante dai redditi d’Impresa e Partecipazione e per queste due tipologie di reddito prosegue anche nell’anno successivo.
Al contrario nel 2009 per l’imposta derivante dal Lavoro autonomo si ha una inversione di tendenza in quanto il decremento è minore di quello registrato dal PIL sia nominale che reale.
Gli andamenti dell’imposta derivante dai redditi di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione del 2008, proseguiti per l’Impresa e la Partecipazione anche nel 2009, trovano spiegazione in parte nella grave crisi economica in atto nel periodo e in parte in una serie di provvedimenti normativi quali:
– l’abrogazione delle norme di contrasto all’evasione emanate dal precedente governo Prodi (tracciabilità per esercenti arti e professioni ed elenco clienti e fornitori IVA);
– la possibilità per gli esercenti arti e professioni e per le imprese commerciali a contabilità semplificata di portare in diminuzione le perdite;
– la facoltà per i contribuenti con ricavi inferiori ai 30.000 € (cosiddetti “contribuenti minimi”) di calcolare l’imposta dovuta in modo forfetario al di fuori della dichiarazione dei redditi.
Nel triennio 2010-2012 l’andamento dell’imposta derivante da Lavoro Autonomo e Impresa è in linea con l’andamento del PIL. L’imposta derivante dal reddito da Partecipazione cresce meno del PIL nel 2010 e decresce più del PIL nel 2011 e 2012. Particolarmente consistente il decremento registratosi nel 2012.
Nel 2013 si registra un decremento più consistente rispetto al PIL (reale e nominale) per tutte e tre le tipologie di reddito di Lavoro Autonomo, Impresa e Partecipazione. Nel 2014 tale andamento si mantiene per l’imposta derivante dai redditi di Lavoro Autonomo e di Partecipazione mentre quella derivante dai redditi d’Impresa ha un incremento positivo maggiore del PIL reale e leggermente inferiore al PIL nominale.
I due grafici che seguono evidenziano il peso che l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione ha avuto sul totale; peso che ha raggiunto il suo massimo nell’anno d’imposta 2013 e nell’anno 2014 dove ha superato l’80% del totale dell’imposta.
Reddito e imposta unitari
Con riferimento alle frequenze illustrate nelle tabelle e nei grafici che seguono e prese a base per il calcolo dei valori unitari del reddito e dell’imposta, si fa presente che all’interno della tipologia di reddito non esiste una corrispondenza univoca fra contribuente e reddito posseduto. Pertanto uno stesso contribuente che possiede contemporaneamente sia reddito da Lavoro Dipendente che reddito Assimilato al lavoro dipendente è contabilizzato nelle frequenze due volte così come un contribuente che possiede sia reddito da Lavoro autonomo che Altro reddito da lavoro autonomo. Si è ritenuto che all’interno delle sei tipologie di reddito tale sovrapposizione sia marginale e non influenzi in modo significativo i valori unitari.
La tabella ed il grafico che seguono riportano per anno d’imposta le frequenze delle diverse tipologie di reddito. Le frequenze complessive di tutto il periodo 2003-2014 dei redditi di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione sono circa il 41% di quelle dei redditi da Pensione e il 29% di quelle dei redditi da Lavoro dipendente.
In termini quantitativi l’andamento delle frequenze delle tipologie di reddito nel periodo è piuttosto stabile. Si rileva, inoltre, che le frequenze dei redditi da Lavoro dipendente crescono nel periodo 2003-2007, decrescono nel biennio successivo 2008-2009 e riprendono a crescere di poco nel biennio 2010-2011. Decrescono, infine, nel biennio 2012-2013. Ricrescono, infine, nel 2014.
Quelle dei redditi da Pensione crescono fino al 2005, decrescono nel 2006 e si attestano su valori simili fino al 2008, per decrescere nuovamente nel 2009 e nel 2010 e 2011. Tornano a crescere nel 2012 e decrescono nel biennio 2013-2014.
Quelle di Lavoro autonomo crescono fino al 2007 per poi decrescere nel quadriennio 2008-2011.
Quelle d’Impresa e Partecipazione, infine, crescono fino al 2005, decrescono nel biennio 2006-2007, tornano a crescere nel 2008 e a decrescere nel triennio 2009-2011.
Le frequenze dei redditi di Lavoro Autonomo, Impresa e Partecipazione tornano a crescere nel 2012 in conseguenza delle modifiche introdotte al regime relativo ai contribuenti cosiddetti “minimi” che hanno ristretto il campo del regime sostitutivo per i soggetti con ricavi inferiori ai 30.000 euro. Tornano a decrescere nel biennio 2013-2014.
Da notare, infine, l’elevato numero degli Altri redditi dovuto anche al fatto che per questa tipologia il livello di sovrapposizione è più elevato in quanto è maggiore la possibilità che uno stesso contribuente possieda contemporaneamente redditi da fabbricati, agrari e dominicali. La notevole riduzione delle frequenze di Altri redditi che si è avuta nel 2012 dipende dal fatto che il reddito dell’abitazione principale, già interamente deducibile, non fa più parte del reddito da fabbricati, quindi, del reddito complessivo. Così la crescita del 2013 è dovuta alla reintroduzione del reddito della prima abitazione nel reddito complessivo unitamente al 50% della rendita catastale rivalutata, delle abitazioni non locate situate nello stesso comune ove il contribuente possiede l’abitazione utilizzata come residenza principale. Nel 2014 si ha un incremento sempre dovuto ai soggetti con reddito derivante dall’abitazione principale che in parte erano stati esclusi dal reddito complessivo nell’anno precedente in quanto per quell’anno avevano ancora corrisposto una mini-IMU mantenuta solo in alcuni comuni.
La tabella ed il grafico che seguono riportano per anno d’imposta la distribuzione percentuale delle frequenze sul totale frequenze per tipo di reddito. Il Lavoro dipendente per il periodo 2003-2011 pesa per circa il 30%; il reddito da Pensione per circa il 20%. Con poche oscillazioni e sostanzialmente simili per il periodo 2003-2011 le percentuali delle frequenze di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione. Si rileva infine sempre nel periodo 2003-2011 l’alta percentuale degli Altri redditi.
Nel 2012 le modifiche normative sui fabbricati prima abitazione e in misura minore sui contribuenti minimi provocano una redistribuzione delle percentuali con un notevole incremento di Lavoro dipendente e Pensione e con un incremento minore di Lavoro Autonomo, Impresa e Partecipazione. Così nel biennio 2013-2014 si verifica un ritorno all’indietro dovuto al progressivo ritorno dei redditi dei fabbricati nel reddito complessivo.
La tabella ed il grafico che seguono riportano l’ammontare in euro del reddito unitario per anno d’imposta e tipologia di reddito.
Il reddito unitario da Pensione cresce in tutto il periodo e s’incrementa di 4.956 €. Il reddito unitario di Lavoro dipendente cresce nel periodo 2003-2013 con un incremento di 4.178 € e decresce nel 2014 di 86 €.
Il reddito unitario da Lavoro autonomo cresce nel periodo 2003-2006 per subire un decremento (circa 400 €) nel 2007-2008 e ricrescere nel quadriennio 2009-2011 (1.500 €). Nel 2012 decresce di circa 650 €. Continua a decrescere nel 2013 e nel 2014.
I redditi unitari d’Impresa e Partecipazione crescono fino al 2007 per subire un brusco decremento nel biennio successivo. Per i redditi unitari di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione si ha un notevole incremento fra il 2005 e il 2006 rispettivamente di 1.400 €, 4.000 € e 3.000 €. Consistente è il decremento dei redditi unitari d’Impresa e Partecipazione fra il 2007 e il 2009, pari rispettivamente ad oltre 4.200 € e 5.150 €. I redditi unitari d’Impresa e Partecipazione crescono nel triennio 2.009-2011 rispettivamente di 1.300 € e di 600 €. Tornano a decrescere nel 2012 rispettivamente di 1.200 € e di 800 €. Il decremento prosegue nel 2013. Nel 2014, infine, crescono sia il reddito unitario d’Impresa che quello di Partecipazione.
Solo nel 2006 e nel 2007 il reddito unitario d’Impresa supera quello da Lavoro dipendente. Nel 2009, nel 2012, nel 2013 e nel 2014 il reddito unitario da Pensione supera quello da Impresa. Tranne che nel triennio 2005-2007 il reddito unitario da Lavoro dipendente risulta il più elevato.
Nel 2014 il reddito unitario da Lavoro dipendente risulta più elevato di quello d’Impresa e di Partecipazione rispettivamente di 4.862 € e di 5.502 €.
La tabella ed il grafico che seguono riportano l’ammontare in euro dell’imposta unitaria per anno d’imposta e tipologia di reddito. Nella valutazione degli importi unitari dell’imposta nel periodo occorre tener presente che questi sono influenzati dalle specifiche detrazioni/deduzioni spettanti alla tipologia di reddito. Infatti nel periodo il Lavoro dipendente e la Pensione hanno goduto d’una deduzione (dal 2003 al 2006) e di una detrazione (dal 2007 al 2014) d’importo più elevato di quella spettante al Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione.
L’imposta unitaria più elevata in tutto il periodo è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo. Si rileva che nel 2006 negli ammontari dell’imposta unitaria dei redditi di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione si ha un incremento pari rispettivamente a circa 450 €, a circa 700 € e circa 800 €. Così come nel 2008 negli ammontari dell’imposta unitaria dei redditi d’Impresa e Partecipazione si realizza un notevole decremento pari rispettivamente a circa 700 € e a circa 1.000 €. Solo nel 2007 l’imposta unitaria del reddito d’Impresa è superiore a quella derivante dal Lavoro dipendente. Nel periodo 2008-2014 l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è superiore a quella derivante dai redditi di Impresa e di Partecipazione. Nel periodo 2008-2014 l’imposta unitaria del reddito da Pensione, seppur minore, è quantitativamente comparabile con l’imposta unitaria del reddito d’Impresa.
Reddito e imposta nel periodo
Il grafico che segue illustra le variazioni percentuali complessive che sono intervenute dal 2003 al 2014 su reddito ed imposta per i due aggregati di Lavoro dipendente + Pensione e di Lavoro autonomo + Impresa + Partecipazione.
Il grafico che segue illustra le variazioni percentuali complessive che sono intervenute dal 2003 al 2014 sul dettaglio dei redditi e dell’imposta di Lavoro dipendente, Pensione, Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione.
In particolare tra il 2003 e il 2014 si è avuto un notevole incremento percentuale dell’ammontare dei redditi dichiarati da Lavoro dipendente, Pensione e Lavoro autonomo. Assai più contenuto quello dei redditi di Impresa e addirittura negativo quello dei redditi di Partecipazione.
L’incremento percentuale dell’imposta è superiore, rispetto a quello dei redditi, per il Lavoro dipendente e il reddito da Pensione. In particolare per quest’ultimo l’incremento arriva a sfiorare il 57%, assumendo il valore più alto di tutte e sei le categorie. Minore al contrario, seppur considerevole, è l’incremento percentuale dell’imposta, rispetto a quello dei redditi, per il Lavoro autonomo. Cresce la percentuale dell’imposta rispetto al reddito nell’Impresa. Decresce nei redditi da Partecipazione.
Il fenomeno dei maggiori incrementi dell’imposta rispetto a quelli registrati per i redditi è sicuramente imputabile alla progressività dell’IRPEF che, tra l’altro, opera in un arco temporale (2003-2014) nel quale non ci sono stati gli adeguamenti automatici di scaglioni, deduzioni e detrazioni per la restituzione del “fiscal drag”. Si ricorda, inoltre, la presenza nel periodo di deduzioni/detrazioni decrescenti al crescere del reddito che hanno, quindi, operato a rafforzare la progressività del prelievo.
In particolare, l’incremento dell’imposta presentato dai redditi da Pensione evidenzia come l’imposta relativa a questa tipologia di reddito sia stata ulteriormente influenzata, anche in virtù della perequazione automatica, da:
– fuoriuscita di un gran numero di soggetti dalle soglie minime di esenzione (imposta non dovuta);
– addensamentodella platea dei pensionati in prossimità degli estremi superiori dei primi scaglioni di imposta (in particolare primo scaglione) con conseguente assoggettamento della rivalutazione ad una aliquota marginale più elevata.
Risultati
Dai grafici e dalle tabelle per “anno d’imposta” e di “confronto” emergono delle linee di tendenza comuni che consentono di valutare l’andamento dei redditi e dell’imposta nel periodo e di formulare una prima diagnosi delle “iniquità” che li caratterizzano.
In particolare i dati offrono anche indicazioni su quali tipologie di reddito l’imposta principalmente grava e su come le diverse variazioni normative, che si sono succedute nel tempo, hanno influenzato l’ammontare dichiarato di redditi ed imposta. Danno l’opportunità, infine, di ipotizzare cambiamenti tecnico-organizzativi che portino ad un incremento dell’adesione spontanea all’obbligo con una progressiva riduzione dell’area dell’evasione.
Sintesi e valutazione dei risultati
L’andamento dell’IRPEF nel periodo 2003-2014 è stato caratterizzato dai seguenti elementi distintivi:
– l’ammontare del reddito da Lavoro dipendente supera il 52% del totale dei redditi in tutti gli anni d’imposta del periodo;
– l’ammontare del reddito da Pensione supera il 26% del totale dei redditi in tutti gli anni d’imposta del periodo e nel 2014 arriva al 30,59%;
– l’ammontare complessivo dei redditi di Lavoro dipendente e da Pensione varia tra il 79,26% e l’83,56% del totale dei i redditi in tutti gli anni d’imposta del periodo, nel 2014 è pari all’82,9%;
– il reddito da Lavoro dipendente contribuisce al reddito complessivo con l’ammontare più elevato in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente, ad esclusione della prima in cui prevale il reddito da Pensione, in tutti gli anni d’imposta del periodo;
– la percentuale di reddito da Lavoro dipendente non scende mai sotto il 35% in tutte le classi di reddito in cui si colloca il contribuente (nella classe tra 20.000 e 35.000 € va oltre il 60%) in tutti gli anni d’imposta del periodo;
– l’ammontare del reddito d’Impresa della classe di reddito sopra i 200.000 oscilla nel periodo tra un massimo di 1,63 miliardi di € (anno d’imposta 2007) e un minimo sotto il miliardo di € nell’anno d’imposta 2003; nel 2014 è pari a 1,54 miliardi di €;
– l’imposta derivante dai redditi da Lavoro dipendente e da Pensione è oltre il 75% del totale in tutti gli anni d’imposta del periodo (nell’anno d’imposta 2014 arriva all’82,93%);
– l’imposta che deriva da redditi da Lavoro dipendente prodotto da contribuenti che si collocano nelle classi di reddito fra 10.000 e 50.000 € oscilla in tutto il periodo fra il 34% e il 39% del totale; nel 2014 è pari al 34,51%;
– l’ammontare dell’imposta derivante da redditi da Lavoro dipendente rispetto alle altre tipologie di reddito è il più elevato in tutte le classi di reddito in cui si collocano i contribuenti e in tutto il periodo 2003-2014, con esclusione della classe fra 0 e 10.000 € in cui prevale l’imposta derivante dal reddito da Pensione nel periodo 2003-2012;
– la percentuale d’imposta derivante da Lavoro dipendente supera il 40% del totale dell’imposta di quella classe nelle classi di reddito comprese fra 10.000 € e 200.000 € e in tutto il periodo; nel 2014 supera il 45%;
– l’ammontare dell’imposta derivante dai redditi d’Impresa risulta più elevato nelle classi comprese fra 10.000 e 35.000 € in tutto il periodo; ad esclusione del 2013 e del 2014 in cui risulta più elevato nelle classi comprese 20.000 e 50.000 €;
– l’ammontare dell’imposta derivante dal reddito da Lavoro autonomo risulta il più elevato nella classi di reddito sopra i 100.000 € e si attesta in tutto il periodo sul 50% dell’intera imposta derivante dal reddito di lavoro autonomo;
– il numero dei redditi da Lavoro dipendente e da Pensione dichiarati oscilla fra il 47% e il 50% del totale dei redditi dichiarati nel periodo 2003-2011; sale al 63% nel 2012 in conseguenza del fatto che il reddito da fabbricati dell’abitazione principale non fa più parte del reddito complessivo e scende al 53% nel 2013 e di nuovo al 50% nel 2014 in seguito alla reintroduzione di parte del reddito di fabbricati nel reddito complessivo;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato è quello da Lavoro dipendente nel 2003 e 2004 e nel periodo 2008-2014;
– l’importo più elevato del reddito unitario dichiarato in tutto il periodo è quello da Lavoro dipendente (pari a 20.348 €) relativo all’anno d’imposta 2013, mentre nel 2014 è pari a 20.261 €;
– l’imposta unitaria più elevata è quella derivante dai redditi di Lavoro autonomo in tutto il periodo;
– l’imposta unitaria derivante dal reddito di Lavoro dipendente è più elevata di quella derivante dal reddito d’Impresa in tutto il periodo, ad esclusione dell’anno d’imposta 2007;
– l’imposta unitaria del reddito da Pensione, seppur minore, è quantitativamente comparabile con l’imposta unitaria del reddito d’Impresa negli anni d’imposta 2008-2014.
Dall’elenco dettagliato dei risultati dell’indagine emerge con chiarezza il ruolo distintivo che i redditi da Lavoro dipendente e da Pensione giocano nell’ambito dell’IRPEF. L’imposta è alimentata prevalentemente (quasi esclusivamente) da queste due tipologie di reddito.
Lo squilibrio che emerge dai dati è evidente e testimonia che la progressività dell’imposizione è supportata principalmente dai percettori di queste due tipologie di reddito: Lavoro dipendente e Pensione. L’imposta più importante del nostro sistema impositivo, quella che interessa la gran parte dei cittadini italiani, è quindi pervasa ed inquinata da indubbi elementi di iniquità a danno di queste due categorie di contribuenti.
I risultati dell’indagine mettono in risalto, inoltre, che il grado di adesione spontanea all’obbligo fiscale (“compliance” con il termine anglo-sassone) dei percettori di reddito da Lavoro dipendente e da Pensione è elevatissimo. Alla base di questa diffusa fedeltà fiscale non ci sono probabilmente ragioni etiche e il senso civico, ma il meccanismo del sostituto d’imposta che rende noti all’amministrazione finanziaria per ogni soggetto, lavoratore dipendente o pensionato, l’ammontare dei redditi da questo percepiti. Che sia questa la misura tecnico/organizzativa che impedisce ai dipendenti e pensionati di evadere è ampiamente confermato anche dai dati sul reddito da Lavoro autonomo i quali, soprattutto nelle classi di reddito più elevate, sono assai diversi di quelli relativi all’Impresa e alla Partecipazione. Infatti i compensi, percepiti da alcune categorie di professionisti, non possono essere occultati in quanto in parte tracciati nell’elenco fornito all’amministrazione finanziaria dai soggetti (sostituti d’imposta) a cui gli stessi professionisti hanno fornito le prestazioni.
Gli effetti di alcune variazioni normative
Dai dati del periodo 2003-2014 sono isolabili tre significative discontinuità: le prime due (2006-2007 e 2008-2009) offrono indicazioni concrete sulla possibilità di ridurre l’alto livello di evasione fiscale oggi esistente in Italia e la terza (2011-2014) evidenzia il graduale allontanamento dalla progressività dei redditi diversi da lavoro dipendente e pensione.
Infatti nel biennio 2006-2007 la “mappa” dei redditi e dell’imposta subisce sensibili cambiamenti in quanto s’interrompe il crescente peso percentuale dei cespiti da Lavoro dipendente e Pensione ed aumenta contemporaneamente quello dei redditi da Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione. Nel biennio successivo (2008-2009) questa tendenza bruscamente s’inverte.
Sicuramente alla base di questa mancanza di linearità ci sono ragioni legate all’andamento dell’economia e/o a provvedimenti normativi che hanno modificato la determinazione della base imponibile dei redditi di Lavoro autonomo, Impresa e Partecipazione, tra i quali in particolare la revisione degli studi di settore a partire dall’anno d’imposta 2006. Nel 2008, inoltre, potevano uscire dall’IRPEF gli esercenti attività commerciale o professionale con ricavi inferiori ai 30.000 €; tale normativa avrebbe dovuto trovare riscontro in un evidente incremento dei valori unitari (sia di reddito che di imposta) avendo depurato i mondi del lavoro professionale e dell’impresa dai contribuenti più “piccoli”.
I dati, tuttavia, evidenziano anche che i cambiamenti sono stati in parte determinati dall’entrata in vigore nel biennio 2006-2007 di alcune norme di contrasto all’evasione, introdotte dal Decreto Legge 4 luglio 2006 n. 223, cosiddetto decreto Bersani-Visco.
Così come l’inversione di tendenza, verificatasi nel biennio 2008-2009, può trovare in parte spiegazione nell’abrogazione di tali norme.
I due provvedimenti del decreto Bersani-Visco hanno maggiormente contribuito alla modifica della mappa reddituale sono:
– l’”elenco clienti e fornitori IVA” (articolo 37, comma 8, lettera a) che obbligava chi esercita un’attività economica a trasmettere all’amministrazione finanziaria l’elenco dei soggetti nei cui confronti sono state emesse fatture e quello dei soggetti da cui sono stati effettuati acquisti;
– l’obbligo per gli esercenti arti e professioni di riscuotere i compensi al di sopra d’un determinato importo (a regime 100 €) con sistemi di pagamento bancario o elettronico (articolo 35, commi 12 e 12bis) e di registrare le somme riscosse nell’esercizio dell’attività stessa, nonché i relativi pagamenti, su uno o più conti (articolo 35, comma 12).
Si tratta di due misure di tipo tecnico/organizzativo che introducevano sistemi di tracciatura analoghi a quello del sostituto d’imposta anche per il Lavoro autonomo e l’Impresa In particolare l’”elenco clienti e fornitori IVA” era sostanzialmente simile all’elenco dei soggetti, contenuto nel Modello 770, a cui hanno corrisposto redditi, predisposto e trasmesso all’amministrazione finanziaria da parte dei datori di lavoro o dagli enti pensionistici.
Stimando che il reddito da capitale posseduto dalle persone fisiche e sottoposto ad imposta sostitutiva sia pari a circa 10 miliardi, nel triennio 2011-2014 la somma dei redditi che sfuggono ogni anno alla progressività dell’IRPEF arriva a circa 35 miliardi pari a poco meno del 4,3% del reddito complessivo dichiarato. Si tratta ormai di ammontari piuttosto significativi che tendono sempre più, insieme all’evasione, a ridurre l’IRPEF ad un’imposta che grava esclusivamente sui redditi da Lavoro (dipendente e autonomo) e da Pensione.
Emergono, infine, dall’andamento dei dati relativi all’ultimo periodo esaminato, quello cha va dall’anno 2009 al 2014, due valutazioni.
La prima riguarda l’effetto devastante della crisi economica che è chiaramente leggibile nei dati ed ha influenzato pesantemente tutte le tipologie di reddito.
La seconda è che mentre si registrano nelle tipologie di reddito tracciate (Lavoro dipendente, parte del Lavoro Autonomo e Pensione) andamenti coerenti con la crisi nelle restanti tipologie di reddito si rileva un ulteriore restringimento del loro peso sul totale del reddito dichiarato.
Tutto questo pur in presenza di un inasprimento della “lotta all’evasione”, che ha portato in questi ultimi anni ad un aumento significativo del gettito recuperato. L’unico dato leggermente in controtendenza rispetto a questo andamento è quello relativo ai redditi d’impresa per l’anno d’imposta 2014 hanno avuto un piccolo incremento. È comunque difficile ipotizzare che questo incremento sia dovuto alla lotta all’evasione più che ad un debole riavvio dell’economia.
In conclusione la serie storica dei dati non segnala alcuna inversione di tendenza. Chi ha sottratto illegalmente denaro al fisco ed è stato colto in flagrante, non ha modificato il suo comportamento ed ha continuato a dichiarare (a evadere) allo stesso modo anche per gli anni successivi.
Indicazioni
La serie storica 2003-2014 evidenzia una graduale e progressiva espansione dei redditi da lavoro (dipendente ed autonomo) tanto che viene il dubbio se non sia più appropriato inserire una “L (lavoro)” nell’acronimo IRPEF, chiamandola Imposta sui Redditi da Lavoro delle Persone Fisiche.
Infatti ormai, se si tiene conto che anche parte della Partecipazione deriva da associazioni di professionisti, i redditi da lavoro costituiscono oltre il 90% del reddito complessivo dichiarato. Nel 2003 tale percentuale era meno dell’85%.
Oltre alla uscita di alcune tipologie di reddito dal campo di applicazione dell’imposta (in particolare redditi da capitale e parte dei redditi da fabbricato) il fenomeno è determinato anche dal costante diminuire in tutto il periodo del numero di soggetti che esercitano, come persona fisica o come partecipanti a società di persone, attività d’impresa, prevalentemente artigiani e commercianti. I soggetti con reddito d’Impresa si sono ridotti, rispetto al 2003, dell’11,04%.
Le motivazioni di tale decremento sono da ricercare nel processo di trasformazione della distribuzione delle merci, dal piccolo esercizio alla grande rivendita; dalla tendenza/convenienza a trasformare l’impresa individuale o familiare in una società di capitali e, in quest’ultimo periodo di grave crisi economica, dalla chiusura di molte attività.
Al contrario nel periodo un incremento notevole, pari al 7,15%, lo hanno avuto i soggetti che dichiarano reddito da Lavoro autonomo. In particolare è elevato, pari al 32,75%, l’incremento dei soggetti esercenti arti e professioni con partita IVA; i soggetti con altre forme di Lavoro autonomo hanno avuto, al contrario, un decremento pari all’11,02%. Anche il leggero decremento dei soggetti che dichiarano redditi da Partecipazione, pari allo 0,95%, è conseguenza del fatto che nel periodo sono aumentate soprattutto le quote di partecipazioni ad associazioni tra artisti e professionisti rispetto a quelle derivanti dalla partecipazione ad aziende individuali o familiari che sono viceversa diminuite L’incremento del Lavoro autonomo con partita IVA è il risultato del processo di precarizzazione del Lavoro dipendente conseguenza, a sua volta, della carenza occupazionale causata dalla crisi economica.
Il numero di soggetti, infine, con redditi da lavoro dipendente e da pensione sono diminuiti rispettivamente del 2,02% e dello 1,97%.
L’aliquota media (imponibile/imposta) dell’IRPEF del 2014 è piuttosto elevata ed è pari al 19,51% (nel 2007 era pari al 19,21%). Come illustrato dal grafico che segue la progressività dell’imposta è alquanto accentuata e il peso maggiore dell’IRPEF grava sui contribuenti con reddito complessivo compreso fra 35.000 € e 50.000 € che subiscono un’aliquota media pari al 24,48%.
Si pone, quindi, il problema di ridurre e armonizzare, in modo equo, il carico impositivo dell’IRPEF sia al suo interno in quanto i redditi medi sono i più penalizzati, sia in rapporto a quello derivante dalle altre imposte sui redditi e patrimoniali (l’Imposta sui Redditi delle Società e le imposte sostitutive).
Prospettive e ipotesi di cambiamento
Dall’analisi della serie storica dei dati sui redditi dichiarati emerge con chiarezza che non c’è corrispondenza fra accertamento tradizionale a posteriori e conseguente aumento dell’adesione spontanea negli anni successivi.
Al contrario i dati evidenziano che proprio negli anni successivi a quelli in cui l’azione dell’amministrazione si è fatta più incisiva, conseguendo risultati significativi in termini di recupero d’imposta evasa, non si sono registrati effetti di rilievo sul dichiarato sempre più circoscritto alle sole tipologie di reddito tracciate.
Incrementare l’adesione spontanea all’obbligo
La necessità di un’efficace azione di contrasto all’evasione evidenzia l’urgenza d’introdurre misure che, sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie, facciano sentire la presenza dell’amministrazione finanziaria con meccanismi che rendano trasparenti ex-ante i comportamenti dei contribuenti.
In linea con tale impostazione è l’esperienza della dichiarazione precompilata, avviata nel 2015 per i redditi di lavoratori dipendenti e pensionati relativi all’anno d’imposta 2014, che ha anche consentito di semplificare l’iter dichiarativo per milioni di soggetti.
La stessa logica dovrebbe essere adottata per tutti gli altri contribuenti in quanto il possesso anticipato, da parte dell’amministrazione finanziaria, di banche dati con informazioni sui redditi (o sui ricavi) o sui costi/deduzioni/detrazioni del soggetto, provenienti da altre fonti, induce a dichiarare il vero.
In quest’ambito l’esperienza internazionale suggerisce e rende auspicabile il potenziamento dell’attività di prevenzione dell’evasione con il superamento dell’attuale modello che non prevede contatti fra amministrazione e contribuente ex-ante nella fase dichiarativa.
Infatti oggi l’amministrazione, attraverso l’Anagrafe Tributaria, possiede per soggetto informazioni relative ai suoi ricavi (elenco clienti e fornitori IVA/fatturazione elettronica e tracciatura dei pagamenti), al suo patrimonio (immobili, veicoli, imbarcazioni, ecc.) e dati sulle operazioni di compravendita effettuate, sugli atti registrati, sui contratti d’affitto e di assicurazione sulla vita, sulle utenze domestiche (luce e gas), ecc. Per chi svolge un’attività economica ed è sottoposto agli studi di settore possiede anche i dati relativi alla struttura organizzativa attraverso cui l’attività è svolta.
Tutte queste informazioni, unite a quelle fornite dai sostituti d’imposta e a quelle sui conti correnti (saldo iniziale, saldo finale e movimentazioni più significative), consentirebbero all’amministrazione finanziaria di condividere questo patrimonio informativo, in modo trasparente, con il contribuente formulando, prima della dichiarazione, anche a chi esercita un’attività economica, una proposta (sul modello della dichiarazione precompilata) di quello che si aspetta da lui nella denuncia dei redditi. Tutto ciò consentirebbe di superare, anche per i soggetti che esercitano un’attività economica, l’attuale modello di autoliquidazione, spostando l’attenzione nella fase a monte della dichiarazione.
Sarebbe, infine, auspicabile incentivare la trasmissione in linea all’Amministrazione di tutte quelle informazioni che consentono a quest’ultima la ricostruzione preventiva dei ricavi dei soggetti con partita IVA attraverso la fatturazione elettronica (versione tecnologica del vecchio elenco clienti e fornitori) e la tracciatura dei corrispettivi.
Migliorare la progressività con un sistema di aliquote più equo
Non c’è solo un problema di armonizzare il carico fiscale, riconducendo alcune tipologie di reddito all’interno della progressività, ma c’è anche l’esigenza di distribuirlo meglio tra i contribuenti al crescere del reddito.
Per raggiungere tale obiettivo c’è necessità sia di ridurre le aliquote applicate agli scaglioni di reddito medio-bassi, aumentando contemporaneamente quelle applicate agli scaglioni relativi ai redditi medio-alti, sia di aumentare il numero di scaglioni per riportare alla progressiva linearità il crescere dell’imposta al crescere del reddito.
Semplificare la determinazione della base imponibile
Nella nostra dichiarazione dei redditi tutte le tipologie di contribuenti possono usufruire di 80 agevolazioni tra deduzioni, detrazioni e crediti (nell’analogo modello di dichiarazione USA, il 1040, sono poco più di 30 ed è il Paese economicamente confrontabile con il nostro che ne ha di più).
Tra le 80 agevolazioni si segnalano: ”le spese veterinarie”, “le erogazioni liberali a favore degli enti dello spettacolo”,” le erogazioni liberali in denaro a favore delle attività culturali ed artistiche”, “le spese sostenute per interventi di manutenzione o salvaguardia dei boschi”, “le erogazioni liberali in denaro a favore di enti universitari, di ricerca pubblica e vigilati, nonché degli enti parco regionali e nazionali”, e così di seguito.
Ci sono tra queste agevolazioni molte cose curiose che sembrano volutamente introdotte per aumentare la complessità del sistema come ad esempio il ticket sanitario che si paga alla sanità pubblica, in genere commisurato al reddito e che è, a sua volta detraibile, al 19%, in dichiarazione, dall’imposta sui redditi. È una strana partita di giro in cui il contribuente paga ma sa che potrà dedurlo. Perché non farlo pagare subito al netto del 19% ed evitare che milioni di questi pagamenti, in genere inferiori ai 10 €, finiscano nella dichiarazione.
I documenti che comprovano queste 80 agevolazioni, oltre alla difficoltà di essere correttamente interpretati e verificati per essere validi, hanno originato, nell’anno d’imposta 2014, nonostante la loro parziale precompilazione da parte dell’Agenzia delle entrate, la movimentazione ed il trattamento (digitalizzazione e fotocopiatura) di circa 400 milioni di pezzi di carta. È da tener presente che comunque il contribuente deve conservare tali ricevute anche al fine di verificare che i relativi dati siano stati tutti correttamente precompilati dall’Agenzia.
In aggiunta a tali complessità le detrazioni per familiari a carico e quelle da lavoro sono d’importo decrescente al crescere del reddito. Anche le detrazioni di questo tipo sono una peculiarità della nostra IRPEF in quanto non esistono nell’IRPEF di nessuno dei Paesi economicamente confrontabili con il nostro. Esistono, inoltre, ben 6 tipologie di oneri detraibili (19%, 26%, 36%, 41%, 55% e 65%).
C’è anche da rilevare che le detrazioni decrescenti al crescere del reddito provocano il fenomeno iniquo, per i contribuenti ai quali spettano, chele aliquote marginali previste dalla legge nei diversi scaglioni non corrispondono più a quelle effettive.
Allo stesso modo l’azzeramento decrescente del credito d’imposta degli 80 € mensili, erogato ai lavoratori dipendenti, provoca che nello scaglione di reddito fra 24.000 e 26.000 € si applichi una aliquota del 75%; in pratica per ogni 100 € in più sopra i 24.000 il contribuente ne intasca effettivamente solo 25 €.
Inoltre poiché il credito è erogato dal sostituto di imposta e può accadere che, in sede di dichiarazione, il reddito complessivo su cui è determinato può superare i limiti, inferiore e superiore, previsti per la sua erogazione con la conseguenza che il contribuente deve restituire in tutto o in parte il credito. Nel 2014 oltre un quarto dei contribuenti che hanno usufruito del credito hanno regolarizzato la loro posizione in dichiarazione.
Il dipendente “fortunato”, infine, con un reddito annuale superiore ad 8.146 € non solo non paga imposta ma riceve direttamente in busta paga dal suo datore di lavoro ben 960 € in più; quello “sfortunato” con un reddito inferiore di un solo €, 8.145 €, si limita solo a non pagare imposta.
Separare il fisco dallo Stato sociale
Alcune delle 80 agevolazioni riguardano l’assistenza sociale (istruzione, disabilità, asili nido, attività sportive) e, considerando il fenomeno degli incapienti, non si capisce perché non siano trasferimenti diretti.
Ormai oltre 5 milioni di contribuenti non possono detrarre/dedurre, per assenza d’imposta da pagare, in tutto o in parte, detrazioni da lavoro e per familiari a carico e oneri deducibili/detraibili per spese personali per un importo complessivo pari a circa 10 miliardi d’imposta.
Nella pratica il fisco non sembra lo strumento più equo per trasferire denaro alle famiglie che ne hanno più bisogno. Lo stesso credito degli 80 € mensili per i lavoratori dipendenti, pur trattandosi d’un trasferimento diretto in denaro, presenta notevoli limiti di equità per le soglie e per il fatto che molti contribuenti sono costretti a restituirlo o a richiederlo in tutto o in parte in dichiarazione, ricevendo materialmente questi soldi più di un anno dopo.
Sarebbe, quindi, auspicabile trasformare tutte le agevolazioni fiscali con finalità sociale, ad iniziare da quelle a supporto della famiglia, in trasferimenti diretti di denaro.
L’adozione d’un simile intervento avrebbe tuttavia forti impatti tecnico/organizzativi sul nostro sistema gestionale pubblico che da sempre ha dato maggiore importanza al fisco ed al suo sistema informativo, l’Anagrafe Tributaria.
Si tratterebbe di mettere in piedi uno specifico sistema dedicato all’assistenza, magari collegato alla determinazione dell’ISEE, con propri archivi e autonomi sistemi di pagamento per trasferire le somme agli aventi diritto.
Rientrerebbero in questo sistema la trasformazione delle detrazioni IRPEF per carichi di famiglia in assegni e numerose altre agevolazioni che attualmente sono deduzioni/detrazioni come le spese per l’istruzione, per le attività sportive, per la locazione degli studenti fuori sede, ecc.
Trasferire denaro direttamente alle famiglie e non al singolo attraverso il fisco appare di certo più equo e potrebbe essere l’occasione per stabilire un collegamento fra dichiarazione IRPEF e Dichiarazione Sostitutiva Unica ai fini della determinazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE).
La prima dichiarazione fa riferimento ai redditi IRPEF dell’individuo mentre la seconda fa riferimento alla situazione reddituale e patrimoniale dell’intera famiglia.
Mettere a punto un sistema di monitoraggio, non solo statistico, della disponibilità dei mezzi delle famiglie, soprattutto quelle numerose e meno ricche, costituirebbe un prezioso strumento di valutazione del peso che ha l’IRPEF, che grava prevalentemente sui redditi da lavoro, sulla ricchezza complessiva della famiglia.
Sintesi delle proposte di cambiamento
La Tabella che segue illustra sinteticamente le proposte di miglioramento che emergono dall’indagine.
Riferimenti
Dipartimento delle Finanze
Il sito http://www.finanze.it del Dipartimento delle Finanze che ha sotto l’intestazione la sezione “Dati e statistiche”.
Da questa sezione sono consultabili i dati statistici sulle dichiarazioni a cui si accede attraverso la voce “Dichiarazioni”.
ISTAT
I dai sull’andamento del PIL sono consultabili sul sito dell’Istituto nazionale di statistica http://www.istat.it, accedendo alla voce “Banche dati” e da questa al sistema I.Stat – “il tuo accesso diretto alla statistica italiana”. Da questo sistema si accede in sequenza a “Conti e aggregati economici nazionali annuali”; “Principali aggregati del Prodotto Interno Lordo – dati nazionali aggregati (milioni di euro)” e “Dati edizione ottobre 2001 e successive”. In questa sezione è consultabile la serie storica dei valori assoluti del PIL a prezzi correnti e a valori concatenati con anno di riferimento 2005.
CERDEF
Il testo delle Leggi citate nell’indagine è consultabile attraverso il motore di ricerca del sito del Centro Ricerche e Documentazione Economica e Finanziaria http://def.finanze.it/DocTribFrontend/RS1_HomePage.jsp del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Amministrazioni fiscali estere
Per le linee di tendenza delle soluzioni tecnico-organizzative adottate in Paesi economicamente comparabili con il nostro si rimanda ai siti delle seguenti amministrazioni estere:
– Francia “Administration fiscale” http://www.impots.gouv.fr/portal/dgi/home;
– Spagna “Agencia Tributaria” http://www.agenciatributaria.es/AEAT.internet;
– Regno Unito “HM Revenue & Customs” http://www.hmrc.gov.uk/;
– USA “Internal Revenue Service” http://www.irs.gov/.









