Imu, entro il 16 giugno versamento prima rata, novità per coniugi con residenze diverse

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Ultimi giorni per il versamento dell’acconto Imu 2022. Entro il prossimo 16 giugno va pagata la prima rata dell’imposta comunale sugli immobili. Tra le novità di quest’anno, l’obbligo per coniugi con residenza in immobili diversi di scegliere quale prima casa rendere esente ai fini Imu. La scelta va fatta non solo per gli immobili nello stesso Comune, ma anche per quelli presenti in comuni diversi. Viene chiarito in modo definitivo che l’agevolazione spetta per un solo immobile per nucleo familiare. Delle varie esenzioni che hanno caratterizzato il periodo dell’emergenza Covid ne rimane solo una: quella per i cinema e teatri a condizione che il gestore possieda anche l’immobile. Torna poi l’esenzione per gli immobili merce, mentre sono confermate le esenzioni per gli immobili inagibili che si trovano nei comuni emiliani, lombardi e veneti colpiti dal sisma del 2012.

L’imposta è dovuta dai titolari di diritti di proprietà o di altro diritto reale di godimento, ma anche dai concessionari di aree demaniali e dai locatari di immobili in leasing. E’ comunque esclusa l’abitazione principale (le uniche “prime case” a pagare sono quelle iscritte nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9). L’imposta è proporzionale alla quota e ai periodi di possesso dell’immobile. In caso di cessione, è determinante il calcolo dei mesi di possesso. Queste variabili influenzano direttamente l’entità della somma da versare. Il tributo va corrisposto in due rate oppure in rata unica; tuttavia, in casi particolari, il numero delle rate può essere superiore a due e può cambiare anche il termine di versamento. Obblighi particolari sono stabiliti in caso di mancato pagamento e di ravvedimento. Per il calcolo dell’imposta dovuta massima attenzione sia alle rendite per la base imponibile che alle aliquote applicabili decise dai comuni.

Coniugi con residenze diverse. Da quest’anno l’esenzione IMU per l’abitazione principale si potrà applicare ad un solo immobile, nell’ipotesi in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi. E’ stato stabilito che l’esenzione è applicabile all’abitazione principale scelta dai componenti del nucleo familiare, sia se le due unità sono situate nello stesso Comune sia se sono presenti nel territorio di due diversi comuni.

Immobili merce. Per i cosiddetti immobili merce, ovvero gli mobili costruiti per la vendita o quei fabbricati acquistati per la rivendita da parte di società, torna la sospensione Imu già in vigore dal 2013 al 2029. Dal 2020, con l’istituzione della “nuova Imu”, tali immobili sono stati assoggettati al pagamento. Per il 2020 – 2021 è stata prevista un’aliquota ridotta dell’1 per mille, che i Comuni avrebbero potuto aumentare fino al 2,5 per mille, diminuire o azzerare. A decorrere dal 1° gennaio 2022 tali immobili tornano ad essere esonerati dal tributo. Per fruire dell’agevolazione è necessario che si tratti di fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita; che gli stessi non siano in ogni caso locati.

Terremoto 2012. L’esenzione Imu per i Comuni di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto,clopiti dal terremoto del 2012 resiste anche per quest’anno. E’ stato stabilito che potranno godere del beneficio fino alla definitiva ricostruzione e agibilità e comunque non oltre il 31 dicembre 2022. Nel dettaglio si tratta gli immobili inagibili, danneggiati a seguito del sisma dell’anno 2012, ubicati nei Comuni di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto individuati ai sensi dell’art. 1, comma 1, del D.L. 6 giugno 2012, n. 74.

Agevolazione Covid-19. Ne è rimasta solo una: l’esenzione per gli immobili di categoria catastale D/3 usati per cinema, teatri e sale per concerti o spettacoli. C’è però una condizione da rispettare: il gestore dell’attività di intrattenimento deve anche essere soggetto passivo dell’imposta, cioè possessore dell’immobile.

Casa venduta o acquistata in corso d’anno. l’Imu si paga in proporzione ai mesi di possesso. Se una casa è stata acquistata in corso d’anno l’Imu è dovuta dal vecchio proprietario fino al rogito e dal nuovo a partire da tale atto. Il tributo del mese in cui avviene il trasferimento è a carico di chi possiede l’immobile per più giorni nel mese. Il giorno d’acquisto si conta come giorno in quota all’acquirente e in caso di parità – come nel caso del rogito avvenuto il 16 aprile – l’imposta per quel mese è dovuta dall’acquirente.

Le rate. L’Imu si paga di norma in due rate, il 16 giugno e il 16 dicembre. Tuttavia è possibile anche pagare in unica soluzione il 16 giugno. In questo caso però occorre fare attenzione a verificare se il Comune adotta una nuova aliquota e in tal caso effettuare il conguaglio a dicembre. Per l’acconto è possibile versare lo stesso importo dello scorso anno salvo poi effettuare il versamento corretto con il saldo tenendo conto di eventuali modifiche delle aliquote da parte dei comuni che hanno tempo fino al 14 ottobre per decidere le aliquote dell’anno in corso. Fanno eccezione alle due rate gli enti non commerciali che effettuano il versamento dell’imposta dovuta in tre rate di cui le prime due, di importo pari ciascuna al 50 per cento dell’imposta complessivamente corrisposta per l’anno precedente, devono essere versate nei termini del 16 giugno 2022 e del 16 dicembre 2022, e l’ultima, a conguaglio dell’imposta complessivamente dovuta, deve essere versata entro il 16 giugno 2023.

E’ opportuno ricordare che per le multiproprietà il versamento dell’imposta è effettuato da chi amministra il bene. Mentre per i beni condominiali il versamento deve essere effettuato dall’amministratore. Per gli immobili compresi nel fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa, infine, il versamento è a carico del curatore o il commissario liquidatore per il periodo di durata dell’intera procedura concorsuale entro il termine di tre mesi dalla data del decreto di trasferimento degli immobili.

Modalità versamento. Il versamento dell’imposta può essere fatto con il modello F24, tramite tramite apposito bollettino postale, oppure attraverso la piattaforma PagoPA.

Pagamento in ritardo. Chi paga oltre la data del 16 giugno deve versare, insieme all’imposta, sanzioni tanto più alte quanto è maggiore il ritardo e gli interessi legali parametrati sul numero dei giorni (il tasso legale per il 2022 è l’1,25%). Per piccoli ritardi, comunque, le sanzioni sono minime: 0,1% al giorno fino a 14 giorni di ritardo (cioè fino al 30 giugno compreso); 1,5% dal 15° al 30° giorno; 1,67% dal 31° al 90° giorno; 3,75% dal 91° giorno e fino a un anno di ritardo.

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