Nella riscossione forzosa delle multe Equitalia ultima responsabile

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{jcomments on}Sempre più frequentemente si levano proteste per l’attività di riscossione forzosa che svolge Equitalia, la società pubblica incaricata di riscuotere tributi, contributi, sanzioni e somme varie sul territorio nazionale (Sicilia esclusa). Il settore nel quale si concentrano le polemiche e’ quello dei ruoli derivanti da violazioni al codice della strada, in particolare sulla fase terminale di una procedura complessa e che solo in parte sono giustificate. Vediamo perche’.

 

La diffusa propensione a violare le regole che caratterizza il costume nazionale trova nella circolazione stradale una delle sue massime espressioni e si somma alle insufficienze urbanistiche delle nostre città, al deficit di trasporti pubblici, ecc. In questo scenario, di per sé già molto critico, da alcuni anni si è aggiunta la crisi finanziaria degli enti locali, sempre più spesso privi delle risorse necessarie per fare fronte alla domanda di servizi. La tecnologia ha fatto il resto, proponendo l’installazione di sistemi automatici di rilevazione delle infrazioni sempre più sofisticati allo scopo di presidiare le zone a traffico limitato, le corsie preferenziali, i semafori, il rispetto dei limiti di velocità, la sosta in doppia fila, ecc. Il risultato è stato la crescita smisurata delle violazioni constatate, spesso irregolarmente notificate, e un numero molto elevato di verbali non definiti bonariamente che hanno, a loro volta, determinato le iscrizioni a ruolo gestite da Equitalia.

I comuni, pressati dalle necessità finanziarie, piuttosto che prevenire le violazioni, hanno preferito in molti casi incrementare progressivamente le previsioni di bilancio considerando tra le entrate conseguite (in termine tecnico “accertate”) quelle corrispondenti alle iscrizioni a ruolo consegnate ad Equitalia, senza tener conto dell’inesigibilità rilevante che caratterizza questo tipo di crediti. Alla fine l’ingente stock di cartelle accumulatosi via via negli anni si è tradotto in fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti, ecc., con grandi disagi soprattutto quando il destinatario dell’iscrizione ha nel frattempo regolarizzato la sua posizione, pagando il debito o ottenendo l’annullamento dell’atto viziato.
Per superare queste patologie non degne di un paese civile occorre che ciascuno cominci a fare fino in fondo la propria parte:
a)    Gli automobilisti rispettino maggiormente le regole di circolazione e non facciano conto, come in passato, sull’inefficienza della pubblica amministrazione per violare disinvoltamente leggi e regolamenti;
b)    Gli enti locali prevengano le violazioni (p.e. segnalando adeguatamente le ZTL o realizzando rotatorie piuttosto che semafori) piuttosto che disseminare di trappole elettroniche le nostre città e si organizzino per comunicare tempestivamente agli agenti della riscossione gli annullamenti delle iscrizioni a ruolo a seguito di ricorso, ecc.
c)    Equitalia si sforzi di migliorare i collegamenti con gli enti che hanno effettuato le iscrizioni a ruolo ed adotti procedure semplificate per consentire agli utenti corretti di far valere le loro ragioni.
Come si vede si tratta di una situazione complicata alla cui origine vi sono i comportamenti disinvolti di molti utenti della strada, le scorciatoie tecnologiche e giuridiche adottate da non poche amministrazioni locali per fare cassa e quadrare i propri bilanci, i ritardi e le disfunzioni burocratiche che nel nostro Paese non mancano mai.