Rai, i benefit di Minzolini vanno tassati

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I benefit ‘compensativi’ che la Rai ha concesso al direttore del Tg1 Augusto Minzolini vanno regolarmente tassati e sottoposti alla contribuzione previdenziale. La normativa in proposito è chiara e a risponderne potrebbero essere chiamati il direttore del Tg1 e l’azienda.

di Oreste Saccone

Andare in ‘trasferta’ con la carta di credito aziandale è comodo e rappresenta una bella ‘facility’, ma non esime dal pagare le tasse e versare i contributi previdenziali sulle somme spese. Nelle maglie del fisco potrebbero inciampare la Rai e il direttore del Tg Augusto Minzolini che nel periodo compreso tra agosto 2009 e settembre 2010 vrebbe speso circa 86.680 euro utilizzando la carta di credito aziendale per pagare trasferte in località turistiche particolarmente famose, quali MarraKech, Cannes, Istanbul, Praga, Cortina, Capri etc. e per altre spese che sembrerebbero di carattere personali. Il direttore della Rai Mauro Masi potrebbe essere chiamato a rispondere di danno erariale anche dalla Corte dei Conti.

La vicenda dei benefit di Minzolini è emersa da una risposta del direttore Rai Masi al consigliere Nino Rizzo Nervo, che insospettito dalle 129 trasferte e 45 viaggi non motivati e spesso in mete esotiche aveva chiesto ragione delle spese del direttore del Tg1 con la carta aziendale. Masi ha chiarito di aver liquidato le spese con la carta di credito perché si tratta di un benefit compensativo con disponibilità di 5 mila e 200 euro al mese riconosciuto a Minzolini. Un privilegio peraltro sconosciuto ai colleghi del Tg2 Mario Orfeo e del Tg3 Bianca Berlinguer. Ciò detto va ricordato che ai fini dell’ imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), in base all’art. 51, comma 1 del Tuir, tutte le somme ed i valori a qualsiasi titolo percepiti, anche sotto forma di liberalità, in relazione al rapporto di lavoro dipendente costituiscono reddito di lavoro dipendente.

Sia se si tratti di compensi in contanti che in natura e, in quest’ultimo caso, anche se il benefit sia costituito da beni o servizi prodotti o prestati dallo stesso datore di lavoro. Per esempio, i biglietti venduti dalle compagnie aeree a prezzi particolarmente favorevoli ai propri dipendenti sono considerati dal Fisco “fringe benefit” e la differenza tra il valore del servizio offerto e l’importo corrisposto dal dipendente viene tassato come reddito di lavoro dipendente. Ne consegue che le spese personali sostenute utilizzando la carta di credito aziendale costituiscono parte integrante della retribuzione del direttore del Tg1, in relazione alle quali la Rai avrebbe dovuto operare una ritenuta a titolo d’acconto dell’Irpef, ai sensi dell’art. 23 del Dpr. 600/73, in ragione della retribuzione annua corrisposta. L’omessa dichiarazione e tassazione dei benefits goduti nel 2009 costituisce violazione a carico del dipendente e del datore di lavoro, quest’ultimo in qualità di sostituto d’imposta.

Entrambi sono punibili per infedele dichiarazione con la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento della maggiore imposta evasa. I benefits goduti nel 2010 potranno, invece, essere dichiarati dal dipendente nel 2011 in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2010. Resta per la Rai la sanzione per omesso o tardivo versamento delle ritenute d’acconto che avrebbe dovuto operare sulle spese personali effettuate nel 2010 dal direttore del tg1 con l’uso della carta di credito aziendale.

Febbraio 2011