730, il fai da te con l’assistenza dell’Agenzia, 3,9 mln hanno utilizzato precompilato nel 2020

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di Lelio Violetti
Ogni anno un numero maggiore di contribuenti utilizza il 730 precompilato predisposto dall’Agenzia delle entrate: si è passati da 1,4 milioni del 2015 a 3,9 milioni del 2020. Quasi un contribuente su cinque (18,14%) si avvale ormai dell’applicazione e dell’assistenza offerte dall’Agenzia delle entrate. Vista la difficoltà d’interpretare correttamente il ginepraio di regole alla base del calcolo
dell’imposta e la complessità di documentare correttamente l’elevato numero di agevolazioni presenti, si tratta di
numeri che rappresentano un buon risultato, anche se ampi restano i marini di miglioramento. Soprattutto se il nuovo governo riuscirà a mantenere la promessa di semplificare l’Irpef che a detta di molti tecnici ha raggiunto un livello di complessità che non ha eguali in altri paesi del mondo. L’obiettivo, attraverso una drastica di semplificazione, dovrebbe essere quello di riportare i contribuenti, a partire da lavoratori dipendenti e pensionati, a riappropriarsi in prima
persona d’un processo che in una Paese civile dovrebbe essere alla portata di tutti, riducendo o eliminando l’intermediazione almeno per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi. Per dare un elemento della complessità a cui è giunto il sistema basti pensare che nel 2020 sono stati precompilati quasi un miliardo di dati.

Quello messo in piedi dall’Agenzia è senza dubbio un meccanismo che ha dei punti di forza e che in futuro potrà essere implementato per estendere la dichiarazione precompilota anche ai contribuenti con una situazione più complessa come i lavoratori autonomi. Per una volta abbiamo un sistema basato su una applicazione informatica più avanzata di altri paesi.
Per rendersi conto dei suoi pregevoli requisiti tecnici e di colloquio/assistenza agli utenti è sufficiente
accedere ai siti delle amministrazioni fiscali di Spagna e Francia dove esistono applicazioni analoghe ma
assai meno raffinate e che si presentano essenziali e schematiche nella guida e nella facilità d’inserimento
dei dati.
C’è, tuttavia, da rilevare che in questi Paesi la compilazione della dichiarazione dei redditi delle persone
fisiche per i contribuenti più comuni è di gran lunga più semplice e meno impegnativa della nostra per cui di
certo non valeva la pena investire più di tanto nello strumento tecnologico di supporto.
Bisogna, quindi, dare atto all’Agenzia delle entrate che la realizzazione e la messa a disposizione dei
contribuenti dal 2015 della modalità di presentare la dichiarazione in rete senza l’ausilio
dell’intermediazione è un passo in avanti notevole perché consente a quest’ultimi di riappropriarsi d’un
processo delegato per la sua complessità ad altri soggetti professionalmente competenti e abilitati dallo
Stato a questa funzione.
Attraverso la disponibilità in rete dell’applicazione assistita, il valore che l’intermediazione apportava al
processo è stato giustamente ricondotto nell’ambito dell’amministrazione pubblica. Tra l’altro, tenendo
conto della elevata complessità delle regole alla base del calcolo dell’imposta, l’applicazione dell’Agenzia
facilita anche il lavoro degli intermediari a cui, nonostante tutto, una gran parte dei contribuenti ancor oggi
si rivolge.
È anche la garanzia che la determinazione dell’imposta non passa più attraverso una miriade di programmi
informatici, messi a punto da diverse società per gli intermediari, ma è univoca e, in un certo senso validata,
dall’Agenzia stessa che l’ha resa disponibile.
I dati precompilati, inoltre, ogni anno s’implementano e si allargano a tutte quelle fattispecie di
informazioni in cui l’Agenzia può intervenire preventivamente: dai dati anagrafici, ai dati sugli immobili con
segnalazione degli atti/successioni di compravendita intervenuti nell’anno, alle informazioni provenienti da
altri soggetti come i datori di lavoro, gli enti pensionistici, le farmacie, i professionisti della sanità, ecc., agli
oneri deducibili e detraibili che vengono ripartiti in più anni, ai crediti vantati che possono essere utilizzati,
ecc.
È un intervento a largo spettro che vede progressivamente aumentare ogni anno i contribuenti che
confermano la loro dichiarazione perché giudicano completa ed esaustiva la precompilazione con le
informazioni già in possesso dell’Agenzia.
La rete informatica che si è creata per la precompilazione delle informazioni che interessano tutti i
contribuenti, dal modello 730 al modello Redditi, ha ormai un’estensione capillare, diffusa e collegata a
milioni e milioni di soggetti ed è per la sua vastità rappresentativa delle potenzialità della tecnologia
quando ben utilizzata al servizio dell’utilità pubblica.
C’è, tuttavia, da chiedersi se questo imponente investimento che è stato realizzato per la dichiarazione dei
dipendenti e dei pensionati non poteva essere più produttivamente e prioritariamente indirizzato verso
l’informatizzazione in rete dei soggetti che esercitano un’attività economica in cui si annida nel nostro
Paese una elevata evasione dell’Iva e conseguentemente delle imposte sui redditi.
Vista la complessità per il gran numero di agevolazioni che coprono a pioggia tutti i settori si è preferito
spendere per facilitare e assistere i milioni di contribuenti lavoratori dipendenti e pensionati in difficoltà
nella compilazione del modello di dichiarazione piuttosto che indirizzare le risorse disponibili per realizzare
la trasmissione all’Agenzia delle entrate dei dati della fatturazione elettronica e quelli dei corrispettivi al
consumo finale. Quest’ultimo intervento sarebbe sato possibile, con le infrastrutture tecnologiche in possesso del sistema informativo dell’Agenzia, sin dal 2008; a questo proposito basti pensare che la
fatturazione elettronica in Portogallo è attiva dal 2013.
C’è, pertanto, da chiedersi se non fosse stato, a suo tempo, strategicamente più vantaggioso procedere con
la semplificazione della determinazione dell’imposta in campo normativo per lavoratori dipendenti e
pensionati e riservare l’intervento massiccio dell’informatica, con l’obiettivo di ridurre l’evasione dell’IVA,
alla gran massa di piccoli contribuenti che esercitano un’attività economica con la precompilazione
completa della loro dichiarazione dei redditi ed Iva. (Vai alla tabella)