Visco: sistema tributario sempre più discrezionale, preda di deroghe e misure estemporanee

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Sono passati più di 20 anni dall’ultima riforma organica, quella del 1996-2000, che a sua volta
interveniva, dopo oltre 20 anni dalla riforma del 1973, con lo scopo di riportare a coerenza un sistema
che era stato progressivamente snaturato da molteplici interventi privi di logica e sistematicità. E’ l’analisi dell’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco nel corso dell’audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riforma dell’Irpef davanti alle Commissioni Finanze di Camera e Senato. Per Visco oggi la situazione è molto simile: “negli ultimi 20 anni sono state introdotte norme e interventi settoriali, episodici, privi di coerenza e razionalità, con la previsione di bonus, incentivi, detassazioni,
aumenti e riduzioni di aliquote (soprattutto per quanto riguarda i redditi di capitale e di impresa),
esenzioni, regimi sostitutivi. Non di rado le norme introdotte appaiono arbitrarie tanto da dare
l’impressione che il sistema si sia trasformato nel luogo della discrezionalità, quasi un pretesto per
l’introduzione di deroghe, trattamenti speciali e favori estemporanei”.
In realtà un sistema fiscale dovrebbe essere “un insieme coerente di istituti, prescrizioni e procedure,
basato su principi economici chiari, e costruito al fine di ottenere il gettito desiderato nella maniera
più efficiente possibile, cercando di minimizzare i costi amministrativi e le distorsioni economiche, con
un assetto il più possibile semplice e trasparente, ed evitando ogni discriminazione ingiustificata tra
contribuenti”. (Vai all’intervento completo)