Nel 2025 Le previsioni definitive delle entrate tributarie indicano un incremento del 5,1 per cento in competenza, da 620,228 a 651,975 miliardi di euro, portando il peso sul Pil dal 28,3 per cento al 28,9 per cento (+0,6 punti percentuali). In termini di cassa, lo scostamento positivo è del 4,9 per cento, raggiungendo i 630,850 miliardi. E’ quanto si legge nella Relazione sul rendiconto generale dello Stato per il 2025 elaborata dalle sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti.
All’interno del settore tributario si evidenzia l’andamento delle imposte sul patrimonio e sul reddito, che registrano lo sviluppo più significativo in valore assoluto, salendo del 6 per cento in competenza fino a 364,725 miliardi (pari al 16,2 per cento del Pil). Anche le tasse e le imposte sugli affari mostrano una dinamica positiva del 4,5 per cento in competenza, raggiungendo i 234,929 miliardi.
L’accensione dei prestiti mostra una decisa riduzione programmata. In termini di competenza, la voce cala del -10,9 per cento, scendendo da 531,178 a 473,526 miliardi. La flessione riduce il peso delle accensioni di prestiti sul Pil nazionale di ben 3,2 punti percentuali, passando dal 24,2 per cento al 21 per cento.
In termini di cassa, il decremento è del 8,3 per cento (da 582,344 a 534,212 miliardi).
Le imposte dirette
Le imposte dirette costituiscono la fonte principale delle entrate tributarie dello Stato. Nel 2025 rappresentano il 56 per cento del totale, mentre le imposte indirette incidono per il 44 per cento; entrambi i comparti risultano in crescita rispetto all’anno precedente.
L’apporto dell’Irpef è stato di 242,244 miliardi, mentre dall’Ires sono arrivati 65,108 miliardi di euro.
Il dato più rilevante riguarda l’andamento dell’Irpef, che registra una flessione del 2,9 per cento con una riduzione di 7,201 miliardi. Come riferito dal Mef, il calo deriva dalla trasformazione del taglio del cuneo fiscale in detrazione d’imposta a partire dal primo gennaio 2025. Mentre nel 2024 il beneficio per i lavoratori derivava da minori contributi previdenziali (che aumentavano però la base imponibile Irpef), nel 2025 si rileva una riduzione diretta del gettito fiscale per effetto delle nuove detrazioni per i redditi fino a 40mila euro.
L’Ires ha mostrato una crescita del 4,4 per cento, superando i 65 miliardi. L’aumento di gettito per l’Erario è riconducibile ai buoni risultati societari del 2024 e alla tenuta dei settori finanziario e dei servizi, che hanno compensato gli effetti dell’introduzione della cosiddetta “Ires premiale”.
Le imposte sostitutive e le ritenute sui capitali (21,067 mld nel 2025) hanno segnato un incremento del 15 per cento, sostenuto dall’effetto dei tassi di interesse elevati, dal successo dei titoli di Stato e dal nuovo regime per le piattaforme digitali.
Nel 2025, le somme riscosse dalle imposte dirette sono state superiori di 7 miliardi rispetto a quelle accertate.
Le imposte indirette
Il settore delle imposte indirette evidenzia una crescita costante nel triennio considerato. Nel 2025, hanno raggiunto i 291,700 miliardi, registrando un incremento di 4,397 miliardi rispetto al 2024 (+1,5 per cento). La crescita risulta lievemente superiore, in termini relativi, a quella dell’intero ammontare delle entrate tributarie (+1,2 per cento), con riferimento ai dati di competenza giuridica.
Analizzando nel dettaglio le singole componenti, l’IVA rimane la principale imposta del comparto, pur registrando una flessione nel 2025. Dopo la crescita osservata nel 2024 (207,810 miliardi), l’ammontare dell’imposta è pari a 206,516 miliardi, con una riduzione di 1,295 miliardi (−0,6 per cento).
L’accisa sui prodotti energetici e derivati mostra una dinamica positiva, salendo a 29,190 miliardi nel 2025. L’incremento rispetto all’anno precedente è di 881 milioni (+3,1 per cento).
Le imposte sulle successioni e donazioni, pur rappresentando una quota minoritaria del totale, registrano una crescita costante nel triennio, raggiungendo i 1.874 milioni nel 2025, con un aumento del 4,7 per cento su base annua (+85 milioni).
Le imposte sulle assicurazioni evidenziano un incremento progressivo, passando dai 4,481 miliardi del 2023 ai 4,832 miliardi del 2024, fino a raggiungere i 5,285 miliardi nel 2025 (+9,4 per cento rispetto al 2024).
La voce residuale delle “altre indirette” registra un’espansione di 4,274 miliardi, passando nell’ultimo anno da 44,562 a 48,836 miliardi (+9,6 per cento).
L’analisi dei flussi di cassa relativi alle imposte indirette evidenzia una dinamica espansiva nel triennio osservato, sia sul fronte delle somme riscosse sia su quello dei successivi versamenti in tesoreria.
Nel 2025, i versamenti complessivi per il comparto hanno raggiunto i 278,929 miliardi, segnando un incremento di 12,468 miliardi rispetto al 2024 (+4,7 per cento). La dinamica risulta più sostenuta rispetto all’andamento delle entrate tributarie complessive (+3,7 per cento).
Le entrate da “accertamento e controllo”
Le entrate da accertamento comprendono anche le entrate tributarie riscosse mediante ruolo; ad esse vanno aggiunti gli importi delle sanzioni e degli interessi relativi.
L’accertato nel 2025 è pari a 58,844 miliardi, registrando una netta diminuzione (-18,6 per cento) rispetto ai 72,285 miliardi del 2024. Prosegue e si accentua, quindi, il trend di calo avviato nel 2024 (-2,1 per cento) rispetto ai forti aumenti rilevati nel 2023 (+36,7 per cento) e nel 2022 (+19,2 per cento).













