Algirdas Šemeta: abolizione segreto bancario e piu’ scambio informazioni tra paesi Ue

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“In questo momento di difficoltà economica è essenziale che gli Stati membri siano in grado di raccogliere le entrate fiscali che gli spettano. Per questo l’Ue deve intensificare la lotta contro la frode e l’evasione fiscale e migliorare la governance attraverso la cooperazione rafforzata in materia di scambio di informazioni’’. Questa la ricetta che l’Ue dovrebbe seguire secondo Algirdas Šemeta, commissario europeo per la fiscalità e la lotta antifrode La proposta di un miglioramento dello scambio di informazioni è ancora in corso di elaborazione nel Consiglio. Una volta adottata, il segreto bancario non potrà più essere invocato per rifiutare l’assistenza amministrativa.

di Orsola Barina

In un’epoca di globalizzazione, dove i contribuenti e il capitale sono in grado di muoversi liberamente attraverso le frontiere, il numero di transazioni transfrontaliere è cresciuta notevolmente. Tutto questo rende difficile per gli Stati Ue riscuotere le loro tasse singolarmente. Allo stesso tempo, i sistemi di imposizione diretta non sono armonizzati e gli Stati membri sono ansiosi di salvaguardare la loro sovranità in questo settore. In questo contesto, per Šemeta, è essenziale che l’Ue garantisca il corretto funzionamento del mercato interno: da un lato, consentendo a cittadini e imprese di muoversi o investire all’estero senza subire discriminazioni o  doppia imposizione, dall’altro  limitando la possibilità di frode fiscale ed evasione fiscale.
(segue)

Lo sviluppo di un sistema robusto ed efficace di cooperazione amministrativa e lo scambio di informazioni è, per il commissario, un prerequisito per il raggiungimento di tali obiettivi.
Nel mercato unico, le economie nazionali sono sempre più integrate e i mercati dei capitali completamente liberalizzati. Il fatto che i contribuenti e i loro investimenti possano muoversi liberamente tra gli Stati membri, pone ulteriori sfide alle amministrazioni fiscali che mirano a garantire la corretta riscossione delle imposte. Per Šemeta l’Ue dovrebbe essere più ambiziosa quando si tratta di migliorare la trasparenza fiscale.  Lo scambio automatico di informazioni consentirebbe alle autorità fiscali di ottenere informazioni sui soggetti residenti nei casi in cui non è possibile venire a conoscenza di investimenti transfrontalieri. E’infatti molto più importante per il fisco ricevere informazioni complete sui beni posseduti dai suoi residenti all’estero che ricevere solo una ritenuta alla fonte sui redditi prodotti da tali attività in quanto ciò non consente agli Stati di valutare la base fiscale complessiva dei loro residenti. Di conseguenza, la progressività del regime fiscale di alcuni non può essere applicata con la conseguenza di avere meno entrate e disuguaglianze di trattamento tra i contribuenti.