G7: attività giganti web tassate da singoli paesi anche senza sedi stabili (Corriere della Sera)

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Il G7 delle Finanze di Chantilly si è chiuso con un buon risultato quanto al
problema della tassazione del digitale. Dopo una notte di trattative, i ministri di Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti hanno raggiunto un consenso di massima sul fatto che le attività
delle multinazionali, in particolare quelle attive nel digitale, vadano tassate anche quando non hanno una «presenza fisica» in un Paese. « È l a prima
volta che gli Stati membri del G7 si mettono d’accordo s u questo principio», ha detto il ministro francese Bruno Le Maire nella c o n f e r enza stampa conclusiva. Il Parlamento di Parigi ha approvato una sua tassazione nazionale delle imprese digitali, scegliendo una strada autonoma rispetto agli alleati e provocando la reazione degli Stati Uniti che minacciano ritorsioni commerciali. Alla vigilia del vertice di Chantilly il ministro Le Maire aveva parlato dell’obiettivo di arrivare a un accordo internazionale a livello dell’Ocse nel 2020, e del fatto che Chantilly sarebbe stato un test decisivo per vedere se quel traguardo fosse in effetti raggiungibile. La prova è stata superata, e il ministro
tedesco Olaf Scholz si dice certo che «avremo un accordo sulla tassazione del digitale nel 2020». Al G7 è stata trovata anche un’intesa per «instaurare
una tassazione minima per le società» in modo da limitare la concorrenza fiscale tra i Paesi pronti altrimenti a contendersi le sedi delle grandi multinazionali, ma il livello di questa tassa non è stato ancora fissato.

Stefano Montefiori