G8, sequestrati a Balducci
 conti, auto e ville per 12 milioni di euro

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E’ accusato di associazione a delinquere e corruzione in relazione agli appalti pubblici per i “Grandi Eventi” insieme all’imprenditore Diego Anemone

Una villa con piscina, appartamenti nel centro storico di Roma, in Cadore e in provincia di Pesaro, conti correnti, auto, quote societarie. Il tutto per un valore di 12 milioni di euro. A tanto ammonta il maxi sequestro di beni nei confronti di Angelo Balducci, ex provveditore alle Opere pubbliche, eseguito dalla Guardi di Finanza e dai Carabinieri del Ros su richiesta della procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta Grandi eventi. Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso anche nei confronti della moglie Rosanna Thau e dei figli Lorenzo e Filippo, cointestatari dei beni. Balducci è imputato di associazione a delinquere e, assieme all’imprenditore Diego Anemone, dei reati di corruzione in relazione agli appalti pubblici per i “Grandi Eventi”, ovvero i Mondiali di nuoto 2009, il G8 a La Maddalena e le Celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Beni sequestrati. Il maxisequestro ha riguardato numerosi immobili e autovetture (tra cui una BMW X5), conti correnti bancari. Sigilli anche alle quote della società Edelweiss Production, che ha prodotto alcuni dei film interpretati da Lorenzo Balducci, figlio dell’ex Provveditore alle Opere Pubbliche. Dalle indagini è emerso inoltre che Balducci aveva favorito le imprese della famiglia Anemone nell’aggiudicazione degli appalti, in modo da permettergli di ottenere grandi guadagni, nonostante lo smisurato aumento dei costi a carico della Pubblica Amministrazione.

La colf pagata da Anemone. Secondo la Procura, Balducci era stabilmente al servizio degli interessi dell’imprenditore Diego Anemone, dal quale in cambio riceveva «favori ed utilità di vario genere», tra cui l’acquisto in comune di società immobiliari e del complesso sportivo Salaria sport village a Roma; il pagamento delle spese per l’utilizzo di schede telefoniche, degli stipendi dei custodi impiegati presso la villa di Montepulciano e della collaboratrice domestica impiegata presso la sua abitazione romana. L’imprenditore aveva pagato anche la ristrutturazione dell’abitazione e l’acquisto degli arredi, una Bm per il figlio Filippo. E perfino vari viaggi effettuati con aeromobili privati in Sicilia, Sardegna e Tunisia.