Lotteria scontrini, Uncem: ‘nei paesini di montagna rete internet inadeguata’

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di Luciano Cerasa

“Sono preoccupato per l’avvio della lotteria degli scontrini nelle aree montane, non solo
per i costi di adeguamento dei registratori telematici che gli esercenti dovranno accollarsi,
ma anche perché senza rete internet adeguata non si potranno trasmettere i dati
all’Agenzia delle Entrate”. A lanciare l’allarme sulla funzionalità della nuova creatura,
messa in campo dal ministero dell’Economia per invogliare i contribuenti a usare i pagamenti con moneta elettronica, è Marco Bussone, Presidente nazionale dell’Uncem, l’unione nazionale comuni, comunità ed enti montani, che chiede un urgente
tavolo di lavoro con le associazioni di categoria e i vertici dell’Agenzia delle
Entrate. L’isolamento dalle grandi reti infrastrutturali che ancora scontano le aree interne
del paese si ripercuote anche sull’utilizzo delle più piccole innovazioni. Moltissimi territori
italiani, non certo per colpa degli esercenti e dei Comuni, sono sprovvisti di una banda
adeguata” sottolinea Bussone.

L’accesso alla lotteria degli scontrini necessita per l’esercente di un registratore telematico
che deve essere dotato di un software aggiornato per poter memorizzare e trasmettere i
dati al sistema centrale. Inoltre deve essere dotato di un lettore di codice a barre, per poter
registrare in automatico e senza errori il codice lotteria che verrà mostrato dal cliente. La
spesa media per software e lettore è di 300 euro.
Per queste spese di adattamento l’esercente ha diritto a un bonus, sotto forma di credito
d’imposta, di 50 euro. Per ogni registratore telematico, lo Stato offre un contributo del 50%
della spesa sostenuta, fino a 250 euro in caso di acquisto e 50 in caso di adeguamento. Il
bonus per l’acquisto equivale al 50% della spesa e non può superare i 250 euro. Per un
registratore di 800 euro, l’esercente dovrà alla fine pagarne 550, per uno di 1.500, ne
pagherà 1.250. Chi usa il registratore telematico deve preoccuparsi di avere una
connessione internet attiva almeno al momento della chiusura della cassa, poiché dopo
questa operazione è il registratore, in automatico, a trasmettere il file con i dati dei
corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

“Questi costi sono ingenti per un esercente di un piccolo paese alpino o appenninico –
afferma ancora Bussone – Riteniamo utile incentivare l’uso di moneta elettronica, ma le
sperequazioni territoriali che da sempre denunciamo di certo non aiutano questi passaggi
e l’attuazione di queste scelte legislative. Già lo avevamo detto con la fatturazione
elettronica, e poi un anno fa per l’annunciata lotteria degli scontrini”. Ora si parte e molti
non saranno in grado di farlo. “Gli esercenti già martoriati dalla crisi economica, cresciuta
con la pandemia, nelle aree montane soffrono di più – ricorda il presidente di Unicem – per
questo stiamo lavorando con i Comuni per i bandi destinati proprio a commercio e imprese
artigiane, grazie ai 210 milioni di euro stanziati per 3100 Comuni delle aree interne e
montane italiane previsti nella legge di bilancio 2020. La digitalizzazione dei processi è
fondamentale”. (Vai all’articolo su come funziona la lotteria)