I documenti del Convegno Lef su “730 precompilato: vantaggi, criticità e prospettive”

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L’amministrazione fiscale ha compiuto “uno sforzo enorme per acquisire dati sanitari di undici milioni di cittadini”, un dato importante che conferma il “grande lavoro di re-ingegnerizzazione” che è stato fatto in questi anni. Lo ha detto Paolo Savini, direttore della direzione Servizi ai contribuenti dell’Agenzia delle entrate, durante il convegno organizzato da Lef- Associazione per la legalità e l’equità fiscale. L’iniziativa ha visto la partecipazione anche del presidente di Lef, Orlando De Mutiis, di Lelio Violetti dell’Ufficio studi Lef e di Dario Fiori, della fondazione studi dei Consulenti del Lavoro. L’incontro è servito per fare il punto sulla “precompilata 2016” che da quest’anno apre anche al modello Unico.

Il primo anno della precompilata. «La dichiarazione telematica poteva essere realtà ben prima del 2015. Già dal 2000 esistevano tutte le condizioni tecnologiche e infrastrutturali per intervenire nella fase pre-dichiarativa», ha detto Lelio Violetti, dell’ufficio studi Lef, aggiungendo che: «è difficile comprendere perché, al contrario, è stato mantenuto in vita per quindici anni un percorso tortuoso che prevedeva prima il rilascio del CUD e poi, dopo la presentazione della dichiarazione, la trasmissione telematica dei dati all’Agenzia delle entrate da parte del sostituto d’imposta».

«Con la precompilazione, l’amministrazione finanziaria si riappropria del suo ruolo di servizio: rende disponibili al contribuente tutti i dati in suo possesso, lo assiste nella fase di compilazione e trasmette al datore di lavoro o ente pensionistico il risultato della dichiarazione», ha spiegato Lelio Violetti. Un processo integralmente telematico che riduce la complessità anziché aumentarla, e che nel primo anno ha già ridimensionato il ruolo svolto dall’intermediazione: basti pensare che l’Agenzia ha nei fatti eliminato l’assistenza diretta del sostituto d’imposta, come quella che offriva il ministero del Tesoro ai dipendenti pubblici.

L’applicazione informatica. È indubbio che il numero degli accessi al sistema informativo dell’Agenzia non è stato quello che ci si poteva attendere. Bene ha fatto l’amministrazione a consentire l’accesso anche con le credenziali Inps e a isolare l’applicazione dal resto dei servizi. Applicazione che si è distinta per facilità d’uso e discreta ricchezza informatica: il processo da seguire si è dimostrato lineare e chiaro, e occorre sottolineare come non fosse facile tradurre in istruzioni un programma informatico di grande complessità.

Le criticità dell’esordio. «Non sono stati pienamente rispettati i tempi», ha detto Violetti soffermandosi sui problemi riscontrati nel primo anno di precompilata. «I ritardi da un lato erano inevitabili, ma a farne le spese sono stati soprattutto i sostituti d’imposta che si sono trovati a trasmettere le certificazioni uniche con largo anticipo, indicando in molti casi dati non corretti». Non solo. L’impossibilità di fare la dichiarazione congiunta o utilizzare il modello precompilato, se l’anno precedente non era stato presentata la dichiarazione, ha suscitato critiche. Così come alcune carenze sul piano della comunicazione: ad esempio non è stato rimarcato come dovuto il fatto che il contribuente dovesse controllare i dati della precompilata (come i giorni di spettanza delle detrazioni, in alcuni casi non indicati dal sostituto nella CU).

Costi più alti. Sul tema delle criticità è poi intervenuto Dario Fiori, della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro: «Il 730 prima era gratuito e funzionava. Oggi l’Agenzia gestisce questa mole di informazioni attraverso lo sforzo, anche notevole, di tanti soggetti coinvolti, dagli enti ai cittadini contribuenti».  

«L’applicazione lo scorso anno è stata molto bassa, quindi il lavoratore che già non aveva quei minimi rudimenti fiscali ha avuto un innalzamento dei costi: la traslazione della responsabilità dal contribuente all’intermediario ha determinato un aumento delle tariffe», ha detto. «Non va dimenticato- ha poi concluso Fiori- che la popolazione italiana ha un’età media avanzata, evidentemente serviva un processo di semplificazione delle norme prima di avviare un progetto come questo. Sono le semplificazioni la base per aumentare la compliance».

Il confronto internazionale. L’Italia non è l’unica ad avere un modello di dichiarazione precompilata. Francia e Spagna hanno rispettivamente la “Déclaration d’Impots préremplie” e la “Borrador de declaraciòn”, ma come ha spiegato Lelio Violetti di Lef: «Si tratta di sistemi elementari perché hanno una legislazione snella, con poche detrazioni e pochi dati da inserire», quindi non paragonabili al modello italiano. «Gli unici aspetti di complessità sono dati per il modello francese dal calcolo del quoziente familiare, per quello spagnolo – ha aggiunto Violetti- dal fatto che determina sia l’imposta sul reddito che quella sul patrimonio». Al di là del sistema informatico è la legislazione a fare la differenza:« Nel Regno Unito non esiste un modello precompilato, ma non serve- ha precisato il membro di Lef – perché la legislazione sull’imposizione dei redditi è di una semplicità assoluta».

Tra presente e futuro. Secondo Violetti, l’operazione precompilata è la base su cui costruire un nuovo rapporto tra Fisco e contribuenti. L’obiettivo deve essere quello di migliorare ancora la fruibilità della piattaforma informatica, garantendo al contribuente la possibilità di controllare in ogni momento la sua posizione fiscale. Nel 2015 i contribuenti che hanno fatto il 730 senza sostituto d’imposta sono stati 848mila, ma secondo Violetti: «in poco tempo gran parte dei contribuenti farà  la dichiarazione senza passare per il sostituto». Lo sviluppo della piattaforma telematica, poi, impone una riflessione sui Caf: « Bisogna ragionare sul costo dell’intermediazione, che per quanto svolga e abbia svolto un ruolo fondamentale, già oggi si limita alla semplice trasmissione dei dati del contribuente all’amministrazione finanziaria», ha spiegato.

Per arrivare a una maggiore compliance, infine, si può agire su due fronti. Da un lato si può ipotizzare la presentazione dell’elenco clienti e fornitori Iva entro febbraio dell’anno successivo, in modo da avere uno strumento analogo a quello del sostituto d’imposta nell’ambito dell’imposizione indiretta. Dall’altro semplificando, e molto, la normativa alla base dell’Irpef: sia riorganizzando le agevolazioni fiscali, sia rivendendo al ribasso le aliquote.

«Dall’11 aprile apre il sito di assistenza». Nel frattempo, fra pochi giorni debutterà la dichiarazione precompilata 2016, che da quest’anno apre al modello Unico. «Lunedì 11 apriremo il sito di assistenza con istruzioni e tutorial- ha spiegato Paolo Savini, direttore della direzione Servizi ai contribuenti dell’Agenzia delle entrate- dal 15 aprile si potrà visualizzare la dichiarazione che, a partire dal 2 maggio, potrà essere modificata, integrata e trasmessa.

Dichiarazione precompilata, le slide

Dichiarazione precompilata, l’abstract 

Dichiarazione precompilata, il rapporto dell’Ufficio studi Lef 

Comunicato Stampa