In questo periodo pre-elettorale il fisco è un tema spesso ricorrente nei dibattito appena iniziato sui futuri programmi e le riforme prioritarie da attuare nella prossima legislatura e con esso il riferimento positivo al modello tedesco. Ma come funziona effettivamente?
Il sistema fiscale tedesco per le persone fisiche si basa su un modello misto: prelievo automatico alla fonte per i dipendenti e autoliquidazione per autonomi e imprenditori. L’imposta principale è l’’Einkommensteuer”, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, disciplinata dal Codice tributario tedesco.
Per chi lavora come dipendente il meccanismo è semplice. Il datore di lavoro trattiene ogni mese la “Lohnsteuer”, l’imposta sul salario, direttamente in busta paga. Il calcolo dipende da due fattori: lo stipendio lordo e la “Steuerklasse”, la classe fiscale. Le classi sono sei e riflettono lo stato civile e la situazione familiare. La Steuerklasse I riguarda i single, la III e la V sono usate dalle coppie sposate per ottimizzare il netto quando un coniuge guadagna molto più dell’altro. È importante sapere che la classe fiscale cambia solo l’importo trattenuto ogni mese, non l’imposta finale dovuta per l’anno.
Il cuore del sistema è la progressività. L’imposta si applica solo sulla parte di reddito che supera la “Grundfreibetrag”, la franchigia personale. Nel 2026 la franchigia è fissata a 12.096 euro annui. Fino a questa soglia l’aliquota è zero. Oltre, l’aliquota sale gradualmente dal 14% al 42% per redditi compresi tra 12.097 e circa 68.430 euro. Tra 68.431 e 277.825 euro l’aliquota è fissa al 42%, mentre oltre 277.826 euro scatta l’aliquota massima del 45%.
A fine anno ogni contribuente presenta la “Steuererklärung”, la dichiarazione dei redditi. È il momento del conguaglio. Il “Finanzamt”, l’ufficio tributi locale, ricalcola l’imposta reale considerando tutte le deduzioni: contributi previdenziali, spese professionali, spese mediche, donazioni e oneri familiari. Per molti dipendenti la dichiarazione si chiude con un rimborso, perché la trattenuta mensile standard non tiene conto di tutte le spese deducibili.
I lavoratori autonomi e i liberi professionisti seguono una procedura diversa. Devono registrarsi presso il Finanzamt, ottenere la “Steuer-ID” e lo “Steuernummer”, il codice fiscale locale. Nel primo anno di attività versano acconti trimestrali calcolati su una stima del reddito. L’anno successivo presentano un’unica dichiarazione e saldano il conguaglio. Il codice fiscale personale, la Steuer-ID, rimane uguale per tutta la vita anche in caso di trasloco.
COSA SI PUO’ DETRARRE
Per le persone dipendenti, per esempio i costi per andare al lavoro, la cosiddetta “Entfernungspauschale” o, più semplicemente “Pendlerpauschale”, poi gli strumenti di lavoro come un computer portatile o dei libri di settore, i costi di formazione, le spese per candidarsi a un lavoro, una parte dei costi di telefono o internet usati per lavoro e il forfait per il lavoro da casa, cioè la “Home Office-Pauschale”. Inoltre, si possono detrarre eventuali spese mediche ma solo oltre una certa soglia. Per i liberi professionisti, la lista è più lunga e comprende tutte le spese legate all’attività, per esempio materiale da ufficio, software, viaggi di lavoro, pubblicità, alcune assicurazioni legate alla professione e anche i costi di consulenza. Non tutto si può sempre detrarre completamente. Per molte spese ci sono condizioni precise, limiti massimi.
Oltre all’Einkommensteuer, il sistema prevede due addizionali. Il “Solidaritätszuschlag*, la sovrattassa di solidarietà introdotta dopo la riunificazione, dal 2021 si applica solo se l’imposta annua supera i 18.130 euro. Per la maggior parte dei lavoratori dipendenti è stata abolita. La “Kirchensteuer”, la tassa per la chiesa, è dovuta solo da chi è iscritto a una confessione religiosa e corrisponde all’8-9% dell’Einkommensteuer.
Un elemento distintivo è la digitalizzazione. Tutta la gestione fiscale passa per “ELSTER”, il portale ufficiale dell’amministrazione tedesca. Tramite ELSTER privati, aziende e consulenti inviano dichiarazioni, ricevono avvisi e comunicano con il “Finanzamt” senza usare carta. Il sistema è efficiente ma richiede di familiarizzare con la logica tedesca delle deduzioni.
In sintesi, la Germania punta su un prelievo semplice e automatico per i dipendenti, con un conguaglio annuale che assicura equità. Per gli autonomi la responsabilità è maggiore, ma il principio resta lo stesso: si paga solo sul reddito netto, al netto delle spese necessarie per produrlo. La progressività è il principio guida applicato a tutto l’impianto di prelievo. Niente Flat tax.












