Lef, intervento su Iva Irpef e detrazioni a regime penalizza 59% contribuenti

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Già a partire dal 2013 oltre 22 milioni di contribuenti, il 53,1%, subiranno un aumento del prelievo. Poco meno di 19 milioni quelli che invece avranno un vantaggio

di Lelio Violetti

Gli effetti delle misure contenute nella legge di stabilità, se non modificate dal Parlamento, determineranno a regime, cioè a partire dal 2014 un aggravio del prelievo per il 59% dei contribuenti a fronte di un alleggerimento per il 41%. A pagare soprattutto le fasce di reddito più basse che subiranno l’aumento Iva senza i benefici Irpef e quelle più alte penalizzate soprattutto dall’intervento sulle detrazioni. Da una dettagliata analisi di Lef che ha simulato l’effetto combinato dell’aumento di un punto di Iva da luglio 2013, della riduzione di un punto di Irpef per i primi due scaglioni dal 2013 e l’introduzione di una franchigia di 250 euro e un tetto di 3.000 euro alle detrazioni e deduzioni Irpef dal 2012, emerge che già a partire dal 2013 oltre la metà dei contribuenti subirà un aggravio.

In particolare nel 2013 oltre 22 milioni di contribuenti pari al 53,1% subiranno un aumento del prelievo a fronte di poco meno di 19 milioni (46,9%) che avranno un vantaggio. Nel 2014 invece, anno in cui l’aumento dell’Iva andrà a regime i contribuenti svantaggiati saranno 24,4 milioni pari al 58,86% a fronte di poco più di 17 milioni (41,1%) che avranno un vantaggio. Più nel dettaglio, dall’elaborazione emerge che la percentuale dei contribuenti svantaggiati con redditi inferiori a 35.000 euro sul totale dei contribuenti supera il 47% nel 2013 (19,5 mln contribuenti) e va oltre la metà (51,22% con 21,2 ml contribuenti) nel 2014. La percentuale dei contribuenti svantaggiati con più di 35.000 euro è pari 5,96% (2,4 mln) del totale contribuenti nel 2013 ed è pari al 7,63% (3,1 mln) nel 2014. Particolarmente significativo è l’effetto combinato della franchigia e del tetto per i redditi sopra i 15.000 euro che porta ad un saldo complessivo negativo un elevato numero di contribuenti (7,6 mln nel 2013 e 8,5 nel 2014. Contribuenti che altrimenti avrebbero avuto nella stragrande maggioranza un saldo positivo. Sempre guardando agli effetti all’interno dei vari scaglioni di reddito emerge che 6,2 mln di contribuenti che si collocano nello scaglione fra 10.000 euro e 15.000 euro (il 14,97% del totale) ci guadagnano in ambedue gli anni e che comunque i contribuenti avvantaggiati si concentrano nelle fasce di reddito inferiori a 50.000 euro. 

Si rileva, inoltre, che senza l’aumento dell’Iva (Aliquote Irpef, franchigia e tetto) gli svantaggiati si riducono tra l’1% e il 2% del totale, la percentuale degli avvantaggiati supera il 70%, mentre per oltre un quarto dei contribuenti (10,9 mln sotto i 7.500 euro) risulta indifferente. Senza l’intervento sulle deduzioni/detrazioni (Iva, aliquote Irpef) gli svantaggiati si riducono a 14,4 mln (il 34,82% del totale dei contribuenti) nel 2013 e a 15 mln (il 36,16% del totale dei contribuenti) nel 2014. Le due simulazioni inducono a riflettere sull’efficacia dell’intera manovra in quanto agendo solo nell’ambito dell’Irpef si possono abbassare le aliquote a fronte d’un intervento “oculato” sulle deduzioni/detrazioni. Appare evidente che un intervento sulle agevolazioni   indiscriminato e lineare provoca squilibri e iniquità. Per un effetto più oculato è invece opportuno classificare/selezionare le deduzioni/detrazioni per tipologia e per priorità d’importanza e poi agire su ognuna stabilendo se abolirla e/o se limitarla con l’introduzione d’uno specifico tetto e/o d’una franchigia e/o abbassando/elevando la percentuale di detraibilità. Con la manovra adottata dal governo alcuni oneri detraibili come le “spese per attività sportive dei ragazzi” o le “erogazioni a favore delle onlus”  (e altri oneri detraibili al 19% non dettagliati nelle statistiche) sono stati nella sostanza eliminati in quanto l’importo medio della detrazione richiesta dai contribuenti era pari a 209 euro.

Lo studio di Lef quantifica poi gli effettivi risparmi o aggravi d’imposta determinati dalle misure varate dal governo in relazione agli scaglioni di reddito. Anzitutto i cosiddetti incapienti: 10,9 milioni di contribuenti (il 26,24%) con un reddito inferiore a 7.500 euro non hanno alcun beneficio dalla diminuzione delle aliquote Irpef e vedranno diminuire la loro capacità di spesa di 30 euro nel 2013 e di 60 euro nel 2014 in conseguenza dell’aumento delle aliquote Iva. Poco più di 3,1 mln di contribuenti (il 7,58%) con un reddito compreso fra 7.500 euro e 10.000 hanno un saldo (Aliquote Irpef – Iva) negativo di 12 euro nel 2102 e di 18 euro nel 2013. Va leggermente meglio a 6,2 mln di contribuenti (il 14,97%) con un reddito compreso fra 10.000 euro e 15.000 euro con un saldo positivo di 24 euro nel 2013 e 20 euro nel 2014.

Per 6,7 mln di contribuenti (il 16,34%) con un reddito compreso fra 15.000 euro e 20.000 euro si registra un saldo positivo (Aliquote Irpef – Iva) di 53 euro nel 2013 e 47 euro nel 2014. Tuttavia 4,5 mln (il 66,64% dei contribuenti presenti nello scaglione) si registra una perdita media pro-capite per l’effetto franchigia di 46 euro e 239.992 contribuenti (il 3,55% dei presenti nello scaglione) si ha una perdita media pro-capite per l’effetto tetto di 33 euro.  L’effetto franchigia e tetto potrebbe rendere negativo il saldo di 2,1 mln di contribuenti nel 2013 e 2,9 mln nel 2014.

Passando ai 10,3 mln di contribuenti (il 24,86%) con un reddito compreso fra 20.000 euro e 35.000 euro si registra un saldo (Iva-Aliquote Irpef) positivo che va da 69 euro a 123 euro nel 2013 e da 55 euro a 130 euro nel 2014. Tuttavia 8,5 mln di contribuenti (l’82,45% dei presenti nello scaglione) hanno una perdita media pro-capite per l’effetto franchigia di 61 euro e 610.617 contribuenti (il 5,91% dei presenti nello scaglione) hanno una perdita media pro-capite per l’effetto tetto di 66 euro. In pratica l’effetto combinato di franchigia e tetto porta 3,4 mln di contribuenti nel 2013 e 4,3 nel 2014 ad avere probabilmente un saldo negativo rispetto a tutti gli altri contribuenti dello scaglione per i quali il saldo è  positivo.

Andando ad analizzare gli effetti nello scaglione di reddito compreso fra 35.000 euro e 50.000 euro (2,2 mln di contribuenti pari al 5,48% del totale) abbiamo un saldo positivo (Iva-Aliquote Irpef) di 96 euro nel 2013 e 76 euro nel 2014. Tuttavia 1,8 mln di contribuenti (l’81,20% dei presenti nello scaglione) hanno una perdita media pro-capite per l’effetto franchigia di 87 euro e 187.379 contribuenti (l’8,22% dei presenti nello scaglione) hanno una perdita media pro-capite per l’effetto tetto di 81 euro. L’effetto franchigia e tetto potrebbe rendere negativo il saldo di un milione di contribuenti nel 2013 e di 1,2 mln nel 2014.

Per i 953.015 contribuenti (il 2,29%) con un reddito compreso fra 50.000 euro e 70.000 euro si registra un saldo (Iva-Aliquote Irpef) positivo di 53 euro nel 2013 e negativo di 10 euro nel 2014. Inoltre 827.513 contribuenti (l’86,83% dei presenti nello scaglione) hanno una perdita media pro-capite per l’effetto franchigia di 90 euro e 175.146 contribuenti (il 18,37’% dei presenti nello scaglione) hanno una perdita media pro-capite per l’effetto tetto di 83 euro. In pratica per 605.199  contribuenti il saldo è negativo nel 2013 mentre nel 2014 risulta negativo per tutti i contribuenti dello scaglione.

I 555.283 contribuenti (l’1,34%) con un reddito compreso fra 70.000 euro e 100.000 euro hanno un saldo (Iva-Aliquote Irpef) positivo di 5 euro nel 2013 e negativo di 105 euro nel 2014. inoltre 477.639 contribuenti (l’86,01% dei presenti nello scaglione) hanno una perdita media pro-capite per l’effetto franchigia di 96 euro e 281.879 contribuenti (il 50,76% dei presenti nello scaglione) hanno una perdita media pro-capite per l’effetto tetto di 141 euro. Per almeno 409.921  contribuenti il saldo è negativo nel 2013 mentre nel 2014 risulta negativo per tutti i contribuenti dello scaglione.

Per i contribuenti con un reddito compreso fra 100.000 euro e 200.000 euro (337.328 pari allo 0,81%) si registra un saldo (Iva-Aliquote Irpef) negativo nel 2013 di 74 euro e nel 2014 di 364 euro. Inoltre 289.815 (l’85,91% dei contribuenti presenti nello scaglione) hanno una perdita media pro-capite per l’effetto franchigia di 102 euro e che 224.949 (il 66,68% dei contribuenti presenti nello scaglione) hanno una perdita media pro-capite per l’effetto tetto di 185 euro.

Infine i 76.195 contribuenti (lo 0,18%) con un reddito oltre 200.000 euro hanno un saldo (Iva-Aliquote Irpef) negativo nel 2013 di 180 euro e nel 2014 di 476 euro. A ciò va aggiunto che 63.530 (l’83,37% dei contribuenti presenti nello scaglione) hanno una perdita media pro-capite per l’effetto franchigia di 100 euro e che 58.855 (il 77,24% dei contribuenti presenti nello scaglione) hanno una perdita media pro-capite per l’effetto tetto di 214 euro.

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