Acconto Irpef 2011 cala del 17%, 
fino a 3 miliardi in più in tasca agli italiani

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Entro novembre si pagherà solo l’82%, il resto a giugno 2012. In media 400 euro in più da utilizzare per le feste.

Scende dal 99% all’82% l’acconto Irpef di novembre. È stato firmato dal neo presidente del consiglio un decreto che differisce al 2012 ben 17 punti percentuali di acconto Irpef. In pratica si tratta di 3 miliardi e 50 milioni di euro di tasse in meno da pagare entro la fine di novembre che comunque saranno versati al fisco con il saldo di giugno del prossimo anno. La somma che ogni contribuente si troverà a poter utilizzare ammonta in media a circa 400 euro. La norma che consente il differimento è stata introdotta dalla manovra adottata nel maggio-giugno 2010 dal precedente governo con l’obiettivo di ottimizzare le poste economiche del Bilancio. Il nuovo governo spera anche in un effetto rilancio dei consumi nella parte finale dell’anno.

La norma prevede che «ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99 per cento – spiega la nota del Tesoro – spetta un credito d’imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale dell’82 per cento. Qualora sia stato già effettuato il pagamento dello stipendio o della pensione senza considerare tale riduzione, i sostituti d’imposta provvederanno a restituire nella retribuzione erogata nel mese di dicembre le maggiori somme trattenute. Nel caso in cui i sostituti d’imposta non siano in grado di riconoscere la riduzione dell’acconto sulle retribuzioni erogate nel mese di dicembre 2011, gli stessi dovranno comunque restituire le maggiori somme trattenute nella retribuzione successiva».

La platea degli interessati è composta da imprenditori, lavoratori autonomi, da coloro che hanno un reddito da partecipazione in una società, da chi percepisce un affitto, oppure dai lavoratori dipendenti o pensionati che percepiscono altri redditi (ad esempio una collaborazione occasionale). Il risparmio medio per ciascun contribuente Irpef interessato dalla misura sarà di circa 400 euro. Per quasi 4 milioni di soggetti potenzialmente interessati dalla riduzione dell’acconto Irpef il risparmio oscillerà tra i 100 e i 200 euro. La stima ipotizza anche alcuni casi sulla base di redditi diversi: per un ipotetico piccolo imprenditore con un reddito annuo di 30.000 euro, il risparmio momentaneo sarà pari a 906 euro; per uno con 40.000 euro di reddito annuo il vantaggio economico salirà a 1.385 euro; toccherà i 1.934 euro per un titolare d’azienda con 50.000 euro di reddito.