Manovra, stangata sui depositi titoli, bollo sale a 380 euro l’anno

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Arriva una sorta di patrimoniale sui depositi dei titoli. Con un aumento in due tempi, il governo opera un significativo prelievo sui risparmiatori. Altre risorse dall’aumento dell’Irap per banche e assicurazioni. Sgravi per l’imprenditoria giovanile e Lampedusa.

Il Dl firmato oggi dal Presidente della Repubblica opera una significativa stretta destinata a colpire circa 10 milioni di correntisti in possesso di un deposito titoli, con effetti particolarmente pesanti, in proporzione, soprattutto su quelli con giacenze relativamente basse. All’intervento andrà ad aggiungersi l’aumento del prelievo sulle rendite previsto dalla delega sulla riforma fiscale. Peserà, dunque, sui piccoli e medi risparmiatori la quota più consistente delle entrate attese dalla manovra. Il rischio è che la misura modifichi l’attuale mappa del risparmio nazionale, scoraggiando la tenuta di dossier titoli con somme modeste. Il resto delle entrate arriverà da un aumento dll’Irap: per l’abolizione promessa dalla delega sulla riforma meglio aspettare tempi migliori. {jcomments on}

Bollo depositi. Il bollo sull’invio dell’estratto conto del dossier, da applicarsi subito a tutti i titolari di deposito titoli, passerà dai 34,20 euro attuali a 120 euro l’anno già da quest’anno. Dall’aumento è esonerati solo chi possiede titoli e valori per cifre inferiori a mille euro.  Dal 2013, poi, si continua con un rincaro a 150 euro per chi possiede fino a 50 mila euro di titoli e una richiesta di 380 euro per chi supera la soglia dei 50 mila. Dall’aumento sono attesi 812 milioni annuii per il 2011 e il 2012 e 2,4 miliardi per i due anni successivi.

Irap. Un contributo alle maggiori entrate arriva anche da banche e assicurazioni: la maggiorazione dell’aliquota Irap dell’0,75% e del 2% rispettivamente per banche e assicurazioni ammonta a 493 milioni in termini di competenza.

Giovani e imprese. Regime di favore per le nuove imprese costituite da giovani o da persone che hanno perso il posto di lavoro, con l’applicazione, dal 1 gennaio 2012, di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e relative addizionali del 5%.

Fideiussione. Diventa più facile rateizzare anche debiti pesanti con il fisco, perché il decreto cancella l’obbligo di accompagnare la dilazione con la fideiussione bancaria o assicurativa.

Ammortamenti. Prevista una radicale riscrittura del sistema degli ammortamenti delle imprese seguendo un criterio di semplificazione per ridurre il numero dei coefficienti attualmente applicati per conseguire un recupero di gettito di Ires/Irpef di 750 milioni di euro all’anno.

Partite Iva inattive. Saranno cancellate due milioni di partite Iva inattive a chi non ha esercitato l’attività di impresa o di arti e professioni per tre anni consecutivi e, obbligato a presentare la dichiarazione Iva annuale, non l’avesse fatto. Contro la cancellazione è possibile ricorrere alle commissioni tributarie-

Commissioni tributarie. Vengono introdotte regole più stringenti di incompatibilità per professionisti iscritti agli albi che vogliono far parte di commissioni tributarie.

Riallineamento. Anche le partecipazioni che incorporano plusvalori relativi a beni immateriali della controllata, quali marche, brevetti e avviamento, sono estese al riallineamento dei maggiori valori civili fiscali per operazioni straordinarie come fusioni, scissioni e conferimenti d’azienda. Per affrancare i maggiori valori le imprese interessate dovranno versare un’imposta sostitutiva del 16 per cento.

Sanatorira. Le controversie pendenti al 1 maggio 2011 e che non superino la cifra di 20mila euro possono essere definite attraverso le regole del condono delle liti pendenti del 2002.

Lampedusa. Pe il Comune di Lampedusa viene intriodotta la zona franca urbana. Per i contribuenti dell’isola inoltre il termine del pagamento dei tributi, fissato per il 16 dicembre 2011, è rimandato al 30 giugno 2012.