Vincitrice Candida Ascione
La fiscalità delle locazioni brevi: criticità e lotta contro l’evasione
Candida Ascione analizza il fenomeno delle locazioni turistiche brevi, che negli ultimi anni
ha profondamente trasformato il mercato immobiliare e il settore turistico, ponendo nuove e complesse sfide sul piano sociale, ma soprattutto su quello fiscale. La tesi approfondisce, oltre alle implicazioni negative sul tessuto sociale delle grandi città, il forte impatto sul mercato immobiliare, sul settore turistico e sul quadro normativo e fiscale. Il dilemma tra assecondare o introdurre restrizioni viene risolto a favore di una gestione equilibrata e sostenibile del fenomeno, sulla falsariga dell’esperienza maturata in Spagna, la quale ha saputo collegare strettamente il controllo fiscale con il rispetto delle normative urbanistiche e amministrative, facendo in modo che la regolarità amministrativa dell’annuncio diventi condizione per l’attività fiscale.
L’attenzione si concentra quindi sulla evoluzione del quadro normativo-fiscale di riferimento e sul tentativo in atto di far emergere – grazie all’introduzione di obblighi dichiarativi in capo sia agli host che alle piattaforme digitali – le diffuse capacità contributive del settore. Non senza denunciarne criticità e limiti. Maggiori spazi di equità fiscale e una migliore ridistribuzione del carico tributario tra i contribuenti potrebbero essere garantiti, anzitutto, dalla revisione del catasto, sempre più caratterizzato da scostamenti significativi delle rendite rispetto sia ad immobili similari sia ai valori di mercato. Inoltre sarebbe opportuno introdurre la possibilità di dedurre dal reddito i costi di gestione per contenere comportamenti elusivi o irregolari; contrastare la concorrenza sleale di piattaforme residenti in paesi con regimi fiscali di favore; ridefinire i rapporti tra autonomie locali e coordinamento fiscale.
Ascione si sofferma poi sulla riaffermazione del principio di neutralità fiscale dell’Iva, insidiato dall’autonomia normativa regionale (da cui dipende la qualificazione turistica delle abitazioni e quindi l’imponibilità dei canoni locativi) oltre che da pratiche evasive poste in essere da alcune piattaforme digitali. Determinante, al riguardo, è il ruolo della giurisprudenza europea in materia di Digital Economy e Home Sharing, chiamata a costruire un equilibrio stabile tra il principio di libera prestazione dei servizi e le esigenze di controllo fiscale degli stati membri. La tesi si chiude con un’indagine empirica condotta su una platea significativa di contribuenti, che ha confermato la presenza di forti criticità nella percezione e nella gestione fiscale del fenomeno: gli host intervistati hanno segnalato difficoltà nell’interpretazione delle norme, nella gestione degli adempimenti ed una diffusa sensazione di inadeguatezza del sistema fiscale del settore.
Vincitrice Francesca Campardi
Analisi del Concordato Preventivo Biennale in un contesto di riforma fiscale
Francesca Campardi evidenzia come il Concordato preventivo biennale rappresenti la più rilevante novità introdotta dalla recente riforma fiscale, collocandosi al centro dell’interesse sia degli studiosi sia degli operatori economici. La tesi, dopo aver analizzato nel dettaglio la disciplina, evidenzia come lo strumento affondi le proprie radici in una riflessione risalente nel tempo, fondata sulla convinzione che, soprattutto per i piccoli e medi operatori economici, l’attuale sistema non sia adatto a sostenere il processo di prelievo fiscale, difficoltoso e problematico tanto per il contribuente quanto per l’Amministrazione finanziaria. L’autrice ricollega l’istituto alle indicazioni contenute nella legge delega n. 111/2023 e, in particolare, alla necessità di rendere più costante la regolarità fiscale attraverso forme di cooperazione tra Fisco e contribuente, in un’ottica di misurazione, controllo e gestione del rischio fiscale secondo le logiche della cooperative compliance.
In realtà, il Cpb -disattendendo le indicazioni della legge delega- ripropone nella sostanza strumenti analoghi già pensati ma non attuati nei primi anni 2000, collocandosi in un punto di equilibrio precario all’interno del rapporto tributario. Dall’analisi della logica e della prerogativa fondamentale dell’istituto, individuata nella determinazione anticipata del carico fiscale a prescindere dai redditi effettivamente conseguiti, affiorano -secondo Campardi- diffuse criticità che espongono lo strumento al rischio di incostituzionalità per possibile contrasto con il principio della capacità contributiva, espressa dai redditi effettivi. Inoltre, dalla circostanza che la proposta di concordato venga definita autonomamente dall’Amministrazione, mentre il contribuente è posto nella condizione di “prendere o lasciare”, si deduce una marcata asimmetria tra le posizioni delle parti. Ciò evidenzia uno scostamento significativo rispetto alla legge delega, che avrebbe invece richiesto un vero contraddittorio, nel quale entrambe le parti potessero contribuire alla definizione dell’accordo.
In tale prospettiva, l’aspirazione alla cooperazione è definitivamente disattesa, dal momento che la proposta concordataria si presenta nei fatti come sostanzialmente imposta al contribuente, dietro minaccia di azioni di controllo e divieto di accedere alla sanatoria per le annualità pregresse.
Il Cpb segna dunque, ad avviso dell’autrice, una fase di stasi nell’evoluzione del rapporto tra Fisco e contribuente: in assenza di un autentico dialogo tra le parti del rapporto tributario, lo strumento difficilmente potrà funzionare e trovare discreta accoglienza tra i contribuenti.
Vincitore Andrea Ghirardini
Premialità e diritto penale economico: il caso del sistema penaltributario
Andrea Ghirardini conduce un interessante confronto tra gli istituti premiali del diritto penal tributario classico e i programmi di giustizia riparativa. La tesi evidenzia come i primi mirano semplicemente ad un recupero dell’evaso e ad un risarcimento del danno patrimoniale connesso all’attività di repressione dell’evasione, mentre i secondi mirano a ricostituire un rapporto umano e sociale tra evasore comunità, avendo come obiettivo la ricucitura del tessuto sociale lacerato dalla condotta del trasgressore contraria alla coesione sociale.
Nell’esaminare il tema della premialità nel diritto penale, Ghirardini coglie un nodo reale e rilevante dell’attuale sistema: la possibile tensione tra finalità di recupero del gettito e la tenuta complessiva del sistema sanzionatorio. La tesi mette in evidenza il rischio che il pagamento tardivo del debito fiscale possa tradursi in strumento di neutralizzazione o attenuazione della risposta penale e, quindi, trasformare la sanzione penale in una sorta di leva economica con l’effetto di indebolire il messaggio di disvalore proprio del precetto penale.
In quest’ottica, gli istituti premiali dovrebbero evolvere verso programmi di giustizia riparativa, che sappiano spingere l’evasore a prendere coscienza della sua appartenenza ad un contesto sociale e, quindi, della necessità di contribuire ai carichi pubblici. Muovendo da tale premessa, Ghirardini auspica un recupero di efficienza e coerenza del sistema: se lo scopo ultimo della disciplina penalistica è la riscossione dei carichi tributari, appare sostanzialmente inutile la criminalizzazione di certe condotte come, ad esempio, l’omesso versamento di tributi e l’indebita compensazione di crediti. Più adeguata, al confronto, appare la sanzione in sede amministrativa, ritenuta più adatta per l’attuazione di programmi che abbiano come fine ultimo il recupero non solo dell’imponibile ma di un rapporto civilmente più avanzato tra la società nel suo complesso e un suo membro.













