Premio Lef, le motivazioni dei tre vincitori

50

Roberta Damasi: Implicazioni di natura fiscale in tema di imprese digitali. Profili di diritto interno, comparato e internazionale

Roberta Damasi analizza le problematiche relative alla tassazione dell’economia digitale, anche alla luce della sua espansione. Il tema dell’adeguamento dell’Ordinamento tributario alle novità della realtà virtuale viene affrontato in maniera puntuale con una ampia disamina delle criticità corredata da possibili soluzioni innovative. Sul versante delle imposte dirette la tesi si focalizza sull’individuazione del legame tra un reddito od un’operazione realizzati nel mondo virtuale e la giurisdizione fiscale di uno Stato.

Viene evidenziato con chiarezza come gli aspetti salienti per risolvere il problema del collegamento della ricchezza prodotta nel mondo virtuale alla giurisdizione fiscale di uno Stato sono costituiti da una nuova nozione di stabile organizzazione adattata alla realtà virtuale e nuovi criteri per la determinazione dei prezzi di trasferimento da applicare alle operazioni tra stabili organizzazioni e casa madre. La tesi evidenzia le criticità che si incontrano nel ricondurre i componenti connessi alle operazioni concluse nel ciberspazio alle categorie reddituali del reddito di impresa, ovvero, all’ambito delle royalties, che, quando corrisposte da soggetti residenti a soggetti non residenti, sono in ogni caso sottoposte a “ritenute in uscita”.

Incisiva l’analisi degli schemi elusivi seguiti più di frequente dai grandi gruppi sovranazionali. Come pure di pregio risulta l’esame comparativo con le esperienze francesi, inglesi, ungheresi e statunitensi in tema di tassazione dell’economia digitale. Damasi propone anche in Italia una ritenuta alla fonte sulle operazioni on line, mentre per quanto riguarda un nuovo concetto di stabile organizzazione e una nuova disciplina sulle controlled foreign companies il punto di riferimento non può che essere l’action 1 del Beps.

 

Giovanni Chiarini: Il dovere fiscale nella Costituzione 

Giovanni Chiarini affronta il tema del “dovere fiscale”, così come sancito dall’articolo 53 della Costituzione. Un tema di grande rilevanza etico-giuridico-politica, che viene affrontato in una prospettiva ampia, che tiene anche conto degli aspetti comparatistici, ed in chiave evolutiva. La tesi , che si caratterizza per solidità di impianto e corretta articolazione, analizza approfonditamente i fondamenti costituzionali del dovere fiscale, nell’articolazione dei due principii cardine della capacità contributiva e della progressività del sistema tributario, esaminati alla luce dell’evoluzione sia nella legislazione che nella giurisprudenza costituzionale.
Nell’analisi svolta, appropriato rilievo viene riconosciuto alle conseguenze che sono derivate – in termini di interpretazione del dettato costituzionale – dalla progressiva riduzione della sovranità statale dovuta sia all’appartenenza del nostro paese all’Unione Europea che ai processi di globalizzazione economica e finanziaria – fondamentali fenomeni che hanno caratterizzato gli scorsi decenni.
Numerose ed interdisciplinari sono le fonti sulla base delle quali è stata svolta l’analisi, con importanti riferimenti anche alla letteratura economica rilevante. Gli aspetti comparatistici vengono esaminati in un capitolo della tesi dedicato alla rilevanza dei citati principi nelle Costituzioni di altri paesi (in particolare di tradizione europea continentale e di tradizione anglosassone). Spunti interessanti derivano infine dall’analisi degli aspetti della sovranità fiscale europea. Centrale è quindi nella tesi la questione dell’equità fiscale, che ne comporta la piena coerenza con le finalità del Premio

 

Giulia Trasmondi: La compliance tra contribuente e fisco, il regime di adempimento collaborativo

Giulia Trasmondi affronta il tema del rapporto tra fisco e contribuente alla luce del lento percorso di modifica in atto caratterizzato dal passaggio da un sistema di stampo autoritativo ad uno di tipo collaborativo. Evidenzia come dal vecchio rapporto, in cui il contribuente pone in essere gli adempimenti formali richiesti e l’amministrazione ne vaglia la correttezza, si evolve verso un rapporto caratterizzato da una collaborazione effettiva volta a creare un livello di fiducia che superi quelle diseconomie dovute a danni reputazionali e costi di adempimento.
La tesi attraverso una visione prospettica nuova mette in luce in maniera chiara e puntuale il percorso complesso e difficile che deve affrontare una moderna Amministrazione fiscale, che da un lato chiede trasparenza al contribuente, ma dall’altro dovrà assumere un concreto impegno a rispondere alle esigenze del contribuente e a provvedere tempestivamente alla risoluzione delle questioni fiscali di più ampio rilievo in maniera equilibrata. Tutto ciò nella prospettiva di un passaggio dal controllo a posteriori sui comportamenti posti in essere dai contribuenti, ad un controllo sul sistema, anticipato e con maggiori certezze per il contribuente.
Giulia Trasmondi non limita la sua indagine alle vicende italiane, ma guarda con interesse alle esperienze di altri paesi che hanno riconosciuto l’importanza dell’instaurazione di rapporti cooperativi tra Amministrazione finanziaria e contribuenti, ed hanno sviluppato sistemi evoluti di Tfc (tax control framework) volti alla gestione del rischio fiscale.