Semplificazioni, da Parlamento via libera a 730 precompilato

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Il decreto legislativo che attua la delega sulle semplificazioni verso il traguardo. Dopo il via libera delle commissioni parlamentari già il prossimo Cdm potrebbe adottare il provvedimento che introduce dal prossimo anno la dichiarazione precompilata. 

 

Dal 15 aprile 2015, i contribuenti potranno consultare per via telematica la propria dichiarazione dei redditi precompilata. La commissione finanze del Senato ha dato l’ok definitivo al decreto che semplifica le procedure fiscali. Meno adempimenti per i contribuenti, più responsabilità per Caf e professionisti. Prevista l’istituzione di un’unità operativa ad hoc presso l’Agenzia delle entrate per l’informatizzazione dei dati. La sperimentazione interesserà inizialmente dipendenti e pensionati. Sarà l’Agenzia delle Entrate a compilare la dichiarazione dei redditi, attingendo dai dati disponibili presso anagrafe tributaria, banche, assicurazioni ed enti previdenziali, o ricorrendo alle certificazioni rilasciate dai sostituti d’imposta.

 

Ai contribuenti, che potranno consultare il modello 730 sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, spetterà comunque l’obbligo di verificare la correttezza dei dati. Viene uniformato al 7 luglio il termine ultimo per la presentazione: è possibile delegare la redazione della dichiarazione a Caf, professionisti abilitati o sostituti d’imposta. Resta la facoltà, per il contribuente, di continuare a presentare il modello 730 secondo le modalità tradizionali.  

 

Assistenza fiscale. Sostanzialmente rimodulato il perimetro dei soggetti abilitati all’attività di assistenza fiscale: il decreto taglia fuori tributaristi, ragionieri non abilitati e geometri fiscalisti. Gli intermediari autorizzati restano quindi i commercialisti, consulenti del lavoro, periti commerciali e periti delle camere di commercio iscritti nell’albo dal 30 settembre 1993, oltre ai centri di assistenza fiscale.

 

Sanzioni e controlli. I contribuenti che accettano e non rettificano i dati inseriti dall’Agenzia delle entrate, non saranno sottoposti a controllo. In caso di errori o omissioni, però, al responsabile che ha apposto il visto di conformità sarebbe applicata una sanzione del 30% sull’importo totale, oltre all’imposta canonica. Nel caso in cui, invece, l’intermediario rettifichi i dati entro il 10 novembre, si applicherebbe solo la sanzione del 30%.

 

Sostituti d’imposta. Entro il 7 marzo di ogni anno dovranno fornire all’amministrazione finanziaria i dati relativi alla certificazione unica. La sanzione prevista per ritardo, omissioni o mancata trasmissione di queste informazioni è fissata a 100 euro.

 

Semplificazioni per i contribuenti. Chi richiederà detrazioni Irpef sulle spese di riqualificazione energetica degli uffici, non avrà l’obbligo di inviare all’Agenzia delle Entrate il saldo delle spese sostenute negli anni precedenti. Sul fronte delle imposte addizionali regionali e comunali, invece, l’acconto sarà determinato sulla base dell’aliquota decisa per l’anno precedente.

 

Semplificazioni per le aziende. Per quanto riguarda le imprese, molti modelli verranno accorpati e inseriti nella dichiarazione dei redditi o Irap: la comunicazione sull’esercizio di opzione per il regime di trasparenza fiscale; la comunicazione del consolidato nazionale, la tonnage tax (il regime forfettario del reddito delle aziende marittime) e la determinazione del valore della produzione netta. L’accentramento delle comunicazioni sarà operativo a partire dal 2015, mentre Il versamento del saldo dovuto dalla dichiarazione dei redditi o Irap dovrà essere effettuato entro il 16 giugno di ogni anno. Per quanto riguarda le concessioni per costruzioni o opere pubbliche, invece, viene eliminata l’ autorizzazione relativa alle modifiche delle quote di ammortamento.

 

Società in perdita sistemica, si restringe la platea. Viene poi ampliata da 3 a 5 esercizi il periodo di osservazione per l’applicazione del “regime di comodo”, per le società in perdita. In questo modo sarà più difficile per le aziende rientrare nel regime e ridurre, quindi, i casi di aziende fantasma, che vengono chiuse per comodità fiscale. Secondo l’elaborazione Unico 2013 questa disciplina ha interessato circa 13mila soggetti, fruttando 13,2 milioni di euro in termini di addizionale Ires. Con questa nuova disposizione, si punta a restringere a 1300 la platea di soggetti interessati.

 

Fiscalità internazionale, meno adempimenti. Cambia il regime di comunicazioni per le società che operano con i cosiddetti paesi “black list”, ossia con un regime fiscale agevolato. Se la legislazione vigente prevede l’obbligo per i soggetti passivi dell’Iva di comunicare all’Agenzia delle Entrate le transazioni superiori a 500 euro, con le nuovi disposizioni il vincolo viene innalzato a 10mila euro (inteso non per singola operazione, ma per l’ammontare complessivo annuo).

 

Successione. Fino a 100mila euro la dichiarazione di eredità, e la dichiarazione integrativa ad essa allegata, non sarà più obbligatoria: l’ufficio competente provvederà a liquidare l’imposta sulla base degli importi dovuti, a patto che la successione riguardi genitori, figli o coniuge.

 

Agevolazioni Iva prima casa. Alla voce “prima casa” vengono inserite le categorie catastali A1, A8, e A9. Questa disposizione, che prelude ad una più organica riforma del catasto, consentirà di accedere all’aliquota Iva agevolata del 4%.