Silvio e Pier Silvio Berlusconi indagati da procura Roma per reati tributari

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 Padre e figlio sotto accusa per una presunta evasione di 10 milioni di euro attuata mediante operazioni di compravendita di diritti tv e cinematografici. Per Fininvest si tratta di accuse inconsistenti.

Nuovo capitolo nella saga ‘Berlusconi versus magistratura’, dal titolo ‘evasione fiscale e violazione di norme tributarie’. Questa volta a indagare sul presidente del consiglio e anche sul figlio, Pier Silvio, e’ la procura di Roma, per una presunta frode di 10 milioni di euro. Il fascicolo è stato aperto nei mesi scorsi, nell’ambito di uno stralcio dell’inchiesta milanese sulla compravendita dei diritti tv e cinematografici di Mediaset, dal pm Barbara Sargenti e dal procuratore aggiunto Pier Filippo Lariani.

L’indagine, che colpisce anche altri 12 manager del gruppo, riguarda in particolare una presunta frode fiscale, pari a circa dieci milioni di euro, in relazione ai bilanci di Reti Televisive Italiane, controllata Mediaset al 100% guidata da Berlusconi Junior. Il periodo di riferimento è il 2003-2004, quando l’azienda aveva sede legale nella Capitale, e l’accusa è quella di aver gonfiato le fatture dei diritti acquistati da alcune società statunitensi di produzione. L’operazione, secondo l’ipotesi di accusa, avrebbe permesso a Rti e Mediatrade, controllate da Fininvest, attraverso società di intermediazione statunitensi, di scaricare a fini fiscali cifre superiori rispetto a quelle effettivamente pagate.

Inoltre la quota mancante, cioè la differenze tra le somme indicate nelle fatture e quelle effettivamente pagate, sarebbe finita in fondi neri. Il denaro avrebbe fatto ritorno in Italia passando prima per l’Oriente. Il presidente del consiglio e il figlio sono attesi in procura il 26 ottobre, attesa che però potrebbe essere inutile in quanto ambienti della difesa hanno già lasciato intuire che nessuno dei Berlusconi si presenterà in procura. Per la Fininvest il caso si basa sulla ”assoluta inconsistenza delle accuse”. ”Altro che evasori”, con 518 milioni di euro versati nel biennio dalle controllate, la società sottolinea di essere con la coscienza a posto.

Pubblicato il 19/10/10 in Vip & fisco