Capirossi dovrà pagare 2 mln al fisco, la Cassazione non assolve il campione

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E’ finita in Cassazione la corsa di Loris Capirossi contro il fisco. La sezione tributaria della suprema corte ha infatti confermato la maxi multa di oltre due milioni di euro al campione di motociclismo per avere evaso il fisco. Non ha convinto i giudici la tesi del campione volta a dimostrare che la sua residenza era a Montecarlo. Piazza Cavour ha bocciato il ricorso e ha evidenziato che “è soggetto passivo di Irpef il cittadino italiano che, pur residente all’estero, stabilisca in Italia il suo domicilio, ossia la sede principale degli affari ed interessi economici, nochè delle proprie relazioni personali”. Per effetto del rigetto del ricorso, il pilota di motociclismo dovrà pure sborsare 25.100 euro di spese processuali.

La battaglia di Capirossi con il fisco è iniziata nel 1995 e il conto accumulato negli anni nel complesso ha raggiunto circa 12 milioni. Ad una prima serie di accertamenti per gli anni tra il 1995 e il 2000 si sono aggiunti negli anni altri accertamenti tra il 2001 e il 2002. Dopo aver perso davanti allecommissioni tributarie la Cassazione era la sua ultima speranza. Capirossi si è sempre dichiarato nullatente e quando in passato gli agenti della riscossione hanno tentato di notificargli un atto di pignoramento, hanno trovato solo un paio di biciclette. Un po’ poco per uno dei protagonisti del motomondiale. E ora che la suprema corte di Cassazione ha confermato l’operato dei funzionari del fisco e delle commissioni tributarie al campione non resterà che mettere mano al portafoglio per evitare di avere alle calcagna gli agenti della risossione ogni qualvolta che metterà piede nel nostro paese.