Il megayacht di Briatore nella rete del fisco, sequestrato il Force blu

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Nuovi guai con il fisco per Flavio Briatore. Il suo yacht, il Force blu, è stato sequestrato a largo di La Spezia dai finanzieri del Gruppo Genova su mandato del pm del capoluogo ligure Walter Cotugno. L’imbarcazione è intestata a una società di charter ma per l’accusa era in uso al manager. L’ipotesi di reato nei confronti della società di charter intestataria è di contrabbando dello stesso yacht, conseguente a una frode fiscale sull’iva e l’accisa sul carburante impiegato per la navigazione. Il megayacht, battente bandiera extra Ue, è intestato ad una società di charter, col mandato di affittarlo al migliore e più affidabile offerente, ma i militari hanno accertato che il «Force blue» sarebbe stato piuttosto in uso esclusivo al solo Briatore. Un escamotage, quello di Briatore, messo in piedi, secondo gli inquirenti, proprio per eludere il fisco.

D’altra parte l’ex manager della Renault non ha mai fatto mistero delle sue tesi sull’evasione fiscale scegliendo come residenza ‘fittizia’ Londra. In una intervista rilasciata a Lucia Annunziata nel 2006 il manager piemontese parlando di evasione fiscale, spiegava di comprendere gli italiani che non riescono a pagare le tasse: “Se io fossi un italiano che paga il 50% e non ce la facessi a pagare -spiegava- entrerei nell’illegalità. Chi ha successo non deve essere illegale. Si può avere successo assolutamente nella legalità. Si diventa ricchi con il lavoro. È il mercato che decide chi diventa ricco e chi diventa povero”. Bisona comunque quantomeno dargli atto che non ha mai fatto mistero delle sua propensione ad evadere e a dirlo anche pubblicamente.

D’altra parte l’ex manager della Renault non ha mai fatto mistero delle sue tesi sull’evasione fiscale scegliendo come residenza ‘fittizia’ Londra. In una intervista rilasciata a Lucia Annunziata nel 2006 il manager piemontese parlando di evasione fiscale, spiegava di comprendere gli italiani che non riescono a pagare le tasse: “Se io fossi un italiano che paga il 50% e non ce la facessi a pagare -spiegava- entrerei nell’illegalità. Chi ha successo non deve essere illegale. Si può avere successo assolutamente nella legalità. Si diventa ricchi con il lavoro. È il mercato che decide chi diventa ricco e chi diventa povero”. Bisona comunque quantomeno dargli atto che non ha mai fatto mistero delle sua propensione ad evadere e a dirlo anche pubblicamente

Comunque il Fisco pretende da lui circa 4 milioni di euro tra multe ed imposte arretrate. L’uso di uno yacht battente bandiera extra Ue da parte di un cittadino dell’Ue quale Briatore concretizza infatti secondo l’accusa l’ipotesi di evasione dell’Iva che la società che gestisce lo yacht avrebbe dovuto versare al momento dell’ingresso nell’Unione europea. I rifornimenti di gasolio avvenuti ad Iva ed accisa zero avrebbero infatti secondo le Fiamme Gialle consentito un indebito risparmio di oltre 800.000 euro in due anni. Flavio Briatore «aveva creato un doppio schermo di interposizione tra sè e l’imbarcazione mediante l’utilizzo di una società (la “Autumn”) posseduta da un “trust’» scrive il gip di Genova Ferdinando Baldini. Briatore risulta indagato per avere violato norma riguardanti le leggi doganali e il Testo unico dell’Iva. «Sulla base degli elementi acquisiti appare dimostrare che il proprietario dell’unità è proprio Flavio Briatore», conclude il gip di Genova nel decreto di sequestro.