Fisco, l’inchiesta su San Marino si allarga: coinvolto anche Benedini

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Il presidente della fondazione che controlla la Fiera di Milano avrebbe conti per complessivi 4 milioni di euro presso le banche della Repubblica del Titano. Ma lui si difende: “redditi scudati nel 2009”

Ci sarebbe anche il nome di Benito Benedini nella lista dei circa 27mila soggetti italiani che tra il 2006 e il 2014 hanno portato a San Marino oltre 22 miliardi. La Procura di Forlì contesta al presidente della Fondazione che controlla la Fiera di Milano circa 4 milioni di euro depositati presso gli istituti di credito di San Marino. Lo riporta L’Espresso. Il manager meneghino ha spiegato alla Procura di Milano come sul conto ci siano solo i redditi personali, inizialmente non dichiarati, ma poi condonati con lo scudo fiscale del 2009 varato dall’allora ministro delle Finanze Tremonti.

Super manager. Non è l’unico manager finito sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti romagnoli nell’ambito dell’inchiesta “Torre d’Avorio”. Tra i nomi coinvolti c’è anche quello del broker assicurativo Franco Lazzarini, amico intimo dell’ex governatore della Liguria Claudio Borlando. E quello di Gerardo Segat, dirigente italo-elvetico della Tax & Finance al fianco di Mr. Bee nella trattativa di acquisto del 48% del Milan: a suo nome c’è un accredito da tre milioni di euro da San Marino e destinato a un conto svizzero.

E rocker. Molte indagini sono ancora in corso. Altre già chiuse. Come quella che ha riguardato Vasco Rossi: il cantautore emiliano aveva portato nella Repubblica del Titano circa tre milioni di euro, poi regolarmente rimpatriati con lo scudo fiscale del 2010.

Gli sviluppi. L’indagine, destinata ad estendersi a macchia d’olio, potrebbe presto toccare molti altri nomi. Sul taccuino della Procura di Forlì figurano quasi 27mila soggetti, oltre 20mila i casi di presunta evasione fiscale. E poi ci sono i reati più gravi: dall’usura alla bancarotta fino al riciclaggio di denaro sporco, in alcuni casi proveniente da cosche mafiose. Un database in grado di fare luce sulle grandi transazioni in entrata e uscita da San Marino, resa possibile grazie all’incrocio dei dati acquisiti dalle banche italiane e sammarinesi con quelli già in possesso del fisco.