sabato 24 Febbraio 2024
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Ue, presidenza irlandese punta su crescita economia e lotta all’evasione

Sul fronte fiscale la presidenza irlandese proseguirà sulla strada di attuazione del piano di azione della Commissione contro l’evasione fiscale, presentato lo scorso dicembre.

Crescita economica, rilancio dell’occupazione, contrasto all’evasione fiscale. Sono le priorità del semestre di presidenza Ue dell’Irlanda che dallo scorso primo gennaio guida gli organi istituzionali comunitari. Un compito importante per Dublino il cui intento, inoltre, sta nel restituire integralmente gli aiuti ricevuti dall’Unione europea e dal Fondo monetario internazionale entro la fine dell’anno. Il programma presentato dal governo di Dublino rientra in quello più ampio formulato insieme ai due Paesi membri che assumeranno la presidenza Ue successivamente, Lituania (luglio-dicembre 2013) e Grecia (gennaio-giugno 2014). E’ il trattato di Lisbona, infatti, a stabilire che tre presidenze successive debbano necessariamente coordinarsi ed elaborare un programma comune, garantendo in questo modo continuità alle politiche comunitarie.

Sul fronte fiscale la presidenza irlandese proseguirà sulla strada già delineata dalle istituzioni comunitarie. In primo luogo, con l’attuazione del piano di azione della Commissione contro l’evasione fiscale, presentato lo scorso dicembre. Accompagnato da due raccomandazioni agli Stati membri: la prima prevede una forte presa di posizione dell’Unione contro i paradisi fiscali, che vada oltre le attuali misure internazionali. Utilizzando criteri comuni, gli Stati membri sono incoraggiati a individuare i paradisi fiscali e a inserirli in “liste nere” nazionali. Vengono stabilite inoltre misure specifiche per convincere i paesi terzi ad applicare le norme di governance dell’Unione. La seconda raccomandazione riguarda invece la pianificazione fiscale aggressiva. Essa suggerisce come affrontare i tecnicismi e le lacune giuridiche che alcune aziende sfruttano per evitare di pagare il dovuto. Gli Stati membri sono incoraggiati a rafforzare le proprie convenzioni contro la doppia imposizione, per evitare che esse si traducano in un’assenza totale di imposizione. È opportuno inoltre che essi adottino una comune norma generale antiabuso grazie alla quale potrebbero ignorare qualsiasi artificio escogitato ai fini dell’elusione fiscale e tassare invece in base all’effettiva sostanza economica.

Gli altri punti chiave del programma riguardano l’applicazione della Ftt (tassa sulle transazioni finanziarie), la Ccctb (Common Consolidated Corporate Tax Base) e il contrasto alle frodi Iva. Da analizzare nei prossimi mesi anche il processo di revisione di due importanti direttive fiscali: quella sulla tassazione dei prodotti energetici e quella sui redditi da risparmio. Il Governo di Dublino proseguirà, inoltre, sulla strada della negoziazione con i Paesi terzi, attraverso la stipula di accordi bilaterali, in linea con quanto indicato dal Consiglio europeo.

Per quel che riguarda crescita economica e occupazione l’Irlanda ha intenzione di promuovere l’adozione di misure finalizzate al rilancio del mercato del lavoro e dello sviluppo economico. Tra queste, l’accesso al credito per le imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni. In agenda anche lo sviluppo della green economy e dell’economia digitale. In campo finanziario verrà implementato il progetto sull’Unione Bancaria, varata a fine 2012: prevede che la Banca centrale europea vigili sugli istituti di credito operanti nei Paesi dell’Unione.

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