Con riscossione accelerata Equitalia libera da controllo Agenzia

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Per gli accertamenti esecutivi introdotti per accelerare la riscossione delle somme accertate dagli uffici finanziari in materia di Irpef e Iva va in pensione il ruolo e la cartella di pagamento, ma scompare anche il controllo dell’Agenzia delle entrate su Equitalia. In caso di mancata riscossione l’ufficio non potrà chiedere conto all’agente della riscossione delle procedure esecutive messe in atto.

di Oreste Saccone 

A partire dal prossimo primo luglio l’ufficio dell’Agenzia delle entrate, che ha emesso l’atto di accertamento, non potrà più effettuare controlli sull’agente delle riscossione nel caso la riscossione non vada a buon fine. La novità, che scatterà con l’operatività delle norme che introducono l’avviso di accertamento esecutivo per la riscossione delle imposte sui redditi e dell’Iva e delle relative sanzioni, è contenuta nell’articolo 29 del Dl 78 del 2010. In pratica l’efficacia esecutiva dell’avviso di accertamento, oltre a ridurre sensibilmente i tempi di riscossione delle somme accertate, farà venir meno la normativa prevista nella riscossione a mezzo ruolo che consente all’ ufficio dell’Agenzia delle entrate di verificare se Equitalia ha messo in atto tutte le attività utili per riscuotere il credito.

Nella riscossione a mezzo ruolo se l’agente della riscossione ritiene impossibile recuperare il tributo per irreperibilità o incapienza del debitore lo comunica all’Agenzia, a cui compete verificare l’effettiva inesigibilità del credito. Costituiscono cause di perdita del diritto di discarico della quota iscritta a ruolo inesigibile anche il mancato svolgimento dell’azione esecutiva su tutti i beni del contribuente la cui esistenza, al momento del pignoramento, risultava dal sistema informativo, il mancato svolgimento delle attività conseguenti alle segnalazioni di azioni esecutive e cautelari effettuate dall’ufficio, la mancata riscossione delle somme iscritte a ruolo, se imputabile al concessionario. Sono imputabili al concessionario e costituiscono causa di perdita del diritto al discarico i vizi e le irregolarità compiute …. nell’ambito della procedura esecutiva ( art. 19, D.lgs. 112/99).

Nel caso in cui dal controllo emergano insufficienze, vizi o irregolarità nell’ azione di recupero espletata dall’agente l’ufficio nega il diritto di discarico e l’agente è obbligato a versare all’erario la somma non incassata maggiorata degli interessi legali. Le eventuali controversie sono rimesse alla giurisdizione della Corte dei Conti. E’ evidente che Il nuovo sistema di riscossione è soggetto ai medesimi rischi legati ad eventuali comportamenti censurabili dell’agente in fase esecutiva, che nella riscossione a mezzo ruolo fanno gravare sull’esattore le conseguenze della mancata riscossione attraverso il diniego di discarico, ma non prevede le medesime cautele per l’erario. In conclusione, sarebbe auspicabile ripristinare una specifica funzione di controllo dell’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente nei confronti dell’agente della riscossione in caso di mancata riscossione del credito erariale, analogamente a quanto previsto nella riscossione a mezzo ruolo. La relativa disciplina potrebbe essere introdotta in occasione del provvedimento che sarà chiamato a definire le modalità di affidamento in carico delle somme da riscuotere agli agenti della riscossione,

Per il resto la nuova riscossione legata all’accertamento esecutivo riduce sensibilmente i tempi di incasso dei crediti erariali caricando di alcuni oneri in precedenza assegnati a Equitalia gli uffici dell’Agenzia delle entrate.In pratica dal 1 luglio 2011 saranno gli stessi avvisi di accertamento ad avere efficacia esecutiva. I tempi di riscossione delle maggiori imposte accertate si ridurranno sensibilmente, da 1 anno-1 anno e mezzo a 2-3 mesi. A tal fine gli avvisi di accertamento dovranno contenere anche l’intimazione ad adempiere, entro il termine di presentazione del ricorso, all’obbligo di pagamento degli importi dagli stessi indicati ovvero, in caso di tempestiva proposizione del ricorso e a titolo provvisorio, della metà del tributo accertato.

L’intimazione ad adempiere sarà contenuta anche negli eventuali atti successivi da notificare, anche mediante raccomandata con avviso di ricevimento, in tutti i casi in cui siano rideterminati gli importi dovuti in base all’avviso di accertamento ai fini delle imposte sul reddito e dell’Iva e ai connessi provvedimenti sanzionatori. Poi, in caso di fondato pericolo per il positivo esito della riscossione, decorsi 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento o altro atto di cui sopra, contenente l’intimazione ad adempiere, la riscossione integrale delle somme in essi indicate sarà affidata in carico all’agente della riscossione anche prima del decorso di 30 giorni dal termine ultimo di pagamento. Gli stessi atti di accertamento avranno carattere esecutivo decorsi 60 giorni dalla loro notifica e dovranno espressamente contenere l’avvertimento che, decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste, in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, verrà affidata in carico agli agenti della riscossione anche ai fini della espropriazione forzata.

In caso di mancato pagamento l’agente della riscossione sulla base dei detti atti costituenti titolo esecutivo, senza la preventiva notifica della cartella di pagamento, procederà all’espropriazione forzata. All’atto dell’affidamento della riscossione all’agente il competente Ufficio dell’Agenzia delle entrate sarà tenuto a fornire, anche su richiesta dell’esattore, tutti gli elementi utili ai fini del potenziamento dell’efficacia della riscossione, acquisiti anche in fase di accertamento . Lo stesso dovrà fare l’ufficio in caso di successiva conoscenza di nuovi elementi. Dal momento che, in base alle nuove disposizioni, graverà sugli uffici finanziari l’obbligo di fornire sistematicamente all’agente della riscossione tutte le notizie economiche e patrimoniali (note al fisco) riguardanti il debitore da escutere, si può presumere che, di fatto, l’agente verrà affrancato dalla attività di ricerca delle possidenze e dei beni del contribuente e dalla relativa responsabilità.

Tenuto conto degli ampi poteri di indagine riconosciuti agli agenti della riscossione e della loro specifica missione istituzionale ( riscossione e recupero dei crediti erariali) tutto ciò appare piuttosto ridondante e scarsamente razionale. Si tratta, infatti, di elementi di cui gli agenti della riscossione possono avere diretta conoscenza. Essi possono accedere direttamente alle informazioni dell’anagrafe tributaria, hanno ampi poteri di indagine ai fini della riscossione, tra cui la possibilità di accedere all’anagrafe dei conti e di eseguire accessi, ispezioni verifiche nel caso di morosità di importi superiori a 25.000 euro . Restano fuori solo eventuali nuovi elementi rilevati dall’Ufficio in corso di accertamento. Sarebbe logico, invece, far carico direttamente all’agente della riscossione di esperire le indagini del caso, esercitando i poteri di controllo che la legge gli riconosce, e rimettere all’ufficio fiscale l’obbligo di comunicare eventuali ulteriori nuovi elementi emersi successivamente all’affidamento e dei quali l’agente potrebbe non averne conoscenza.

Gennaio 2011