Lista Falciani, 120 procure indagano sui conti all’estero di vip e non

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Vip ma non solo. Ci sono commercianti, artigiani, imprenditori e professionisti accanto ai nomi noti dello spettacolo e della moda nella lista Falciani. Si tratta di 6.963 ‘posizioni finanziarie’ sulle quali stanno indagando 120 Procure. Le ipotesi di reato sono l’omessa o incompleta dichiarazione fiscale.

La lista di Vip è lunga. Tra i nomi, secondo quanto riportato dai principali quotidiani (v. rubrica Edicola del 12 gennaio), ci sarebbero Stefania Sandrelli, Elisabetta Gregoraci, Renato Balestra, Gianni Bulgari, Camilla Crociani, moglie del principe Carlo di Borbone, Cesare Pambianchi, Auletta Armenise, Claudio Cavazza, Claudio Panatta, fratello di Adriano. Tutti o quasi si sono affrettati a smentire ogni comportamento illecito o evasivo facendo sapere di aver chiuso il conto o regolarizzata la posizione. Molti, probabilmente, si sono messi al riparo grazie allo scudo fiscale varato dal governo Berlusconi. Gli uomini del fisco si vedranno sbandierare il salvacondotto ottenuto pagando il 5% di quanto detenuto all’estero illegalmente. La lista, comunque, accanto ai nomi che spesso animano le cronache mondane, offre anche uno spaccato dell’Italia che ‘normalmente’ evade.

Vi sono infatti tra i correntisti della Hsbc interi blocchi familiari della piccola e media borghesia.  Nomi sconosciuti che comunque hanno pensato di aprire un conto all’estero in un paese a fiscalità di vantaggio. E che probabilmente ha resistito ai vari condoni e scudi che si sono succeduti. Dalla lista emerge uno spaccato del paese che conferma come il fenomeno dell’evasione sia diffuso e praticato su larga scala. Tornando alla lista i depositi sui quali stanno lavorando la Gdf e l’Agenzia delle entrate ammontano a circa 5,5 miliardi di euro relativi al biennio 2005-2007. I documenti contabili ottenuti dalla procura di Torino e dalla Guardia di finanza dai colleghi francesi sono stati trasmessi per competenza alle varie procure che oltre ai reati di incompleta o omessa dichiarazione stanno valutando in alcuni casi anche l’ipotesi di riciclaggio. 

La parte del leone spetta alla procura di Milano che dovrà esaminare 2.100 posizioni, seguita da Roma con 1.017 posizioni, Torino con 250 e Napoli con 100 posizioni.  Le Procure stanno ricostruendo le singole posizioni al fine di valutare i provvedimenti da adottare caso per caso sia ai fini della riconduzione a tassazione di somme illegalmente esportate all’estero sia in relazione alla corretta applicazione della normativa sullo scudo per quanti vi hanno aderito. Non si esclude da parte degli inquirenti il ricorso al sequestro preventivo ai fini della confisca di somme di denaro e beni equivalenti a quanto esportato come prevede la normativa in materia. Scudo fiscale permettendo.