Gli yacht di Vasco Rossi e Massimo Boldi nella rete del fisco

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Dopo lo yacht di Flavio Briatore anche quelli di Vasco Rossi e Massimo Boldi finiscono nel mirino del fisco. L’Agenzia delle entrate sospetta che i due uomini dello spettacolo hanno costituito società a cui intestare le barche col solo obiettivo di risparmiare le imposte

Il cantante rock Vasco Rossi e l’attore comico Massimo Boldi sono inciampati nella rete dei controlli effettuati dai funzionari del fisco per individuare false società di charter nautico realizzate per gestire le barche personali, ottenendo così benefici fiscali. I due personaggi dello spettacolo posseggono due distinte imbarcazioni visitate le scorse settimane dagli ispettori del fisco nei porti liguri. Boldi e Rossi assicurano che dai controlli non emergerà nulla di irregolare. Di diverso avviso i funzionari delle Entrate che una volta completati i controlli presenteranno il conto ai falsi noleggiatori.

Nella rete dgli 007 del fisco oltre ai due noti personaggi anche numerosi piccoli imprenditori e professionisti. In pratica le società che sulla carta dichiarano di svolgere attività di ‘Noleggio di mezzi di trasporto marittimo e fluviale”, in realtà, secondo i funzionari del fisco, servono a coprire il mero utilizzo personale delle imbarcazioni di lusso (in media natanti di piu’ di 20 metri e di valore superiore a 1,5 milioni di euro) da parte dei diretti titolari. Il mccanismo è molto semplice. Si tratta di società unipersonali, o con pochi soci riconducibili allo stesso ambito familiare, con minimo capitale sociale (10mila euro) che detengono un’unica imbarcazione in leasing, la cui reale attività non è rivolta al mercato ma è indirizzata al mero godimento del bene da parte dei diretti titolari. Infatti, il natante yacht viene noleggiato esclusivamente ai soci o ad altre società che hanno la medesima compagine sociale.

Le compagnie di charter intercettate, quindi, rappresentano, secondo i funzionari del fisco, società di comodo, utilizzate per celare il carattere elusivo dell’operazione e per abusare della forma giuridica societaria di noleggio. Dichiarare di svolgere l’attività di noleggio, anziché di possedere a titolo personale la medesima imbarcazione, infatti, permette di ottenere numerosi vantaggi di natura fiscale, economica e finanziaria, quali: separazione del proprio patrimonio da quello della società, con il beneficio della responsabilità limitata; mancato esborso dell’Iva sui costi riconducibili all’acquisizione dell’imbarcazione in leasing; mancata applicazione delle accise sul gasolio (circa il 50% del prezzo del gasolio), che comporta anche un risparmio in materia di Iva; detrazione dell’Iva e delle spese sostenute per mantenere la barca e il suo equipaggio.

Tornando a Rossi e BoldI gli uomini dl fisco avrebbero scoperto che il cantautore sarebbe l’utilizzatore esclusivo di un’imbarcazione di 24 metri intestata ad una società charter di proprietà  per oltre il 90% dell cantante e solo per una minima quota ad altri soci residenti in Svizzera, sui quali sarebbero in corso ulteriori accertamenti. Mentre Massimo Boldi sarebbe l’utilizzatore esclusivo di una barca di 24 metri individuata dagli ispettori dell’Agenzia delle Entrate nel porto di Genova. Lo yacht risulterebbe intestato ad una società di charter interamente riconducibile all’attore comico e a sua figlia, ai quali sarebbe già stata notificata la cartella dell’Agenzia delle Entrate.