Il Mef azzera ancora i Cda di Sogei e Poligrafico valzer poltrone e nuovi costi per l’erario

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Con il cosiddetto decreto Sviluppo per la seconda volta in due anni  vengono azzerati i Consigli d’Amministrazione della Sogei e del Poligrafico,  utilizzando la stessa formulazione con la quale venivano sciolti ad agosto 2009, grazie ad un articolo inserito nel decreto Anticrisi. Praticamente un “copia e incolla”. La motivazione ufficiale è quella della produzione della carta d’identità elettronica e della sua integrazione con la tessera sanitaria ed il codice fiscale. Vedremo nei prossimi giorni se questo nuovo valzer di poltrone sia funzionale a rilanciare il progetto della carta d’identità elettronica, alle evoluzioni che si sono verificate nella maggioranza di governo o solo il frutto di qualche sotterranea guerra di potere.

Per ora, quello che è certo è che, ancora una volta, assistiamo allo sperpero di denaro pubblico che consegue alla continua instabilità gestionale, alla rimodulazione di organici ed organigrammi, alla riformulazione di indirizzi e piani operativi, con motivazioni che appaiono quanto meno poco convincenti e trasparenti. La Carta d’identità elettronica è un progetto che risale addirittura al 1997 (14 anni fa !), più volte rilanciato e altrettante volte naufragato, di specifica competenza del Ministero degli interni, nel quale il Poligrafico e la Sogei sono da tempo, a diverso titolo, coinvolti.
A settembre 2009, per effetto del decreto Anticrisi, erano stati emessi dal Mef gli atti di indirizzo, invero dai contenuti piuttosto blandi. In sostanza si chiedeva alle due società di formulare congiuntamente “una proposta per ridefinire compiti e funzioni connessi ai processi di produzione e diffusione dei diversi documenti elettronici detenuti dal cittadino”. 
Già allora la scelta di azzerare i CdA per un compito che poteva tranquillamente essere svolto nell’ambito dei normali piani tecnici delle società, entrambe di proprietà del ministero dell’Economia, appariva piuttosto singolare. Tanto più considerando che il consiglio d’amministrazione della Sogei era stato nominato appena 15 mesi prima, dalla stesso ministro Tremonti. Ma su questo torneremo più avanti.

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Certamente ai nuovi vertici societari il progetto della carta d’identità elettronica non deve essere sembrata poi così prioritario se, appena un mese fa, il 7 aprile 2011, a quasi due anni dall’atto di indirizzo, il sottosegretario all’economia Alberto Giorgetti, in sede di audizione presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, dava conto che “è stato elaborato un documento strategico contenente le possibili azioni da intraprendere per rendere operativa la collaborazione tra Sogei e Poligrafico nella diffusione della Cie e ai fini della definizione della road map per l’avvio del progetto” ma che “allo stato, non risultano ipotesi di integrazione, anche in riferimento a singoli rami aziendali, tra Poligrafico e Sogei, né il ministero dell’Economia e finanze, quale azionista unico di società, ha in corso valutazioni di operazioni in tal senso”.
Per la precisione va detto che, in effetti, una forma di più stretta collaborazione fra Sogei e Poligrafico si era concretizzata in materia di tessera sanitaria. Come rappresentato dallo stesso Giorgietti, Sogei aveva affidato al Poligrafico, con la modalità del “in house providing” la fornitura di circa 35 milioni di tessere sanitarie, incorrendo nella censura della Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (deliberazione n. 54 del 6 ottobre 2010). Rapporto di fornitura improprio e quindi interrotto, che però nulla aveva a che vedere con il progetto della carta d’identità elettronica.    Esemplare il caso Sogei. Per questa Società, infatti, si tratta del quarto scioglimento anticipato in soli cinque anni, in una società pubblica, che ha compiti strumentali, di natura meramente tecnica, il cui unico cliente è il ministero dell’Economia, che ne indirizza, con pieni poteri di controllo, l’attività.
Ripercorriamo quindi brevemente quanto accaduto in Sogei negli ultimi cinque anni.
A luglio 2006, a seguito della nomina del Governo Prodi, il CdA Sogei si presenta dimissionario e l’allora Ad Aldo Ricci ed il presidente Sandro Trevisanato, precedentemente nominati da Tremonti, vengono sostituiti rispettivamente da Valerio Zappalà e da Gilberto Ricci. A luglio 2008, re-insediatosi Tremonti al vertice dell’amministrazione finanziaria, il CdA viene fatto decadere con l’art 83, comma 15, del DL 112/ 2008, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico (anche questa volta un provvedimento urgente per lo sviluppo!) giustificando il provvedimento con l’attribuzione delle partecipazioni societarie del Mef al Dipartimento del Tesoro. A seguito di tale provvedimento viene nuovamente collocato al vertice della Società lo stesso team, Aldo Ricci Ad e Sandro Trevisanato presidente, che aveva guidato la Società dal 2002 al 2006. Segue in Sogei l’epurazione, o l’emarginazione, di quadri e dirigenti considerati di fiducia del precedente vertice, nonché il reinserimento in azienda, in posizioni apicali, di altri dirigenti che erano stati licenziati o che avevano lasciato la società, comunque tutti con generosa remunerazione.
Della vicenda si occupa la Corte dei Conti nella relazione sulla gestione della società per gli anni 2006-2007, che qualifica la norma con la quale si scioglie il Cda “per molti aspetti invero piuttosto singolare”, e così si esprime su quanto avvenuto in Sogei: “La descritta vicenda appare, a giudizio della Corte, invero sconcertante e contraria a principi e regole di condotta poste a garanzia di una sana e corretta gestione societaria: lo scioglimento del Consiglio di amministrazione di Sogei per ben due volte nell’arco di appena due anni, non a causa di incapacità o irregolarità imputate agli amministratori, ma per motivazioni estranee alla gestione dell’azienda, anche se nella seconda circostanza supportate da una specifica disposizione di legge, ha dato luogo ad una sorta di improprio spoil system, che ha indotto riflessi negativi sulla Società in termini di precarietà degli assetti organizzativi e di costi aggiuntivi di dubbia utilità. L’avvicendamento degli amministratori in così breve tempo e nel modo anomalo innanzi ricordato ha comportato, infatti, di conseguenza sia la profonda e ripetuta variazione di organigrammi e di strutture organizzative non ancora consolidate, così come persino di sistemazione logistica di personale e attrezzature, sia la sostituzione di dirigenti di primo livello con nuovi assunti, quindi l’allontanamento di (alcuni di) costoro ed il rientro (di alcuni) dei precedenti. Tutto ciò, naturalmente, con un esborso di risorse finanziarie che può essere così sintetizzato … Conclusivamente, i costi, innanzi definiti “aggiuntivi” in quanto imputabili – almeno indirettamente – ai due scioglimenti anticipati in due anni del C.d.A. di Sogei, possono stimarsi ammontare, ad oggi, complessivamente, ad oltre 11 milioni di euro, parte dei quali senza nessuna dimostrata ricaduta positiva sulla gestione e sul bilancio della Società”.
La stima della Corte dei Conti è necessariamente per difetto, in quanto non considera le successive transazioni per i contenziosi in sede civile promossi dai dirigenti estromessi dall’Azienda, e i costi determinati dal reinserimento in azienda di quattro dirigenti, di cui tre già riccamente liquidati, ricollocati esattamente nella stessa posizione apicale che già prima coprivano.
Le pesanti, ed a dire il vero inconsuete, parole della Corte dei Conti non vengono però tenute in alcun conto da Tremonti se è vero che, dopo poco più di un anno, ad ottobre 2009, con il già citato art. 19 del così detto Decreto anticrisi, viene nuovamente fatto decadere il CdA, con l’unico concreto effetto di sostituire l’A.D.  Aldo Ricci con Marco Bonamico, mentre Sandro Trevisanato mantiene la carica di Presidente (Aldo Ricci troverà comunque, presto, nuove collocazioni nell’ambito dell’Amministrazione finanziaria, come consigliere di Geoweb, controllata da Sogei e Vice presidente di Equitalia Terni e di Equitalia Sestri). Anche durante la gestione Bonamico, seppure con modalità più “soft”, si susseguono esodi incentivati e nuove assunzioni di personale, anche dirigente. Sempre più insistentemente notizie di stampa riportano il disagio che si è manifestato in quest’ultimo anno in seno al CdA Sogei, sia per la politica delle assunzioni sia per le indagini su alcuni appalti avviate dalla Guardia di Finanza (cfr. Italia Oggi: Appalti e nomine, maretta in Sogei, Stefano Sansonetti  -30 marzo 2011 e  Il Mondo: Sogei nel mirino di Mister Tesoro, Andrea Ducci – 1 aprile 2011). Sarà anche per questo motivo che, nel giro di un paio di anni, il Ministro dell’economia e delle finanze, con il comma “copia e incolla” del DL Sviluppo, azzera nuovamente il CdA Sogei?
Per capire cosa stia effettivamente  avvenendo in Sogei (e al Poligrafico) non resta che attendere, sperando che le Autorità preposte possano fare chiarezza sulle sconcertanti vicende degli ultimi anni.