Evasione fiscale, Max Biaggi rinviato a giudizio: per il fisco deve 18 milioni

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Secondo l’accusa, il pilota avrebbe nascosto i guadagni relativi a sponsor e diritti d’immagine in società fittizie costituite a Montecarlo, Londra e Madrid.

Nuovi guai col fisco per Max Biaggi. Il motociclista romano è stato rinviato a giudizio per una presunta evasione fiscale da 18 milioni di euro. A deciderlo è stato il giudice dell’udienza preliminare Valerio Savio, su richiesta del pm di Roma Giancarlo Cirielli. Secondo l’accusa il quattro volte campione del mondo della classe 250 si sarebbe sottratto, almeno fino al dicembre 2012, “al pagamento delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto e degli interessi e sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo di 17,852.261,95 euro” e posto in atto comportamenti  “fraudolenti consistiti nel trasferimento della propria residenza nel Principato di Monaco e nell’affidare lo sfruttamento dei suoi diritti di immagine, derivanti dai contratti di sponsorizzazione con la società Dainese Spa, a società di capitale con sedi a Londra, Montecarlo e Madrid”. Durante il processo, il cui inizio è fissato per il 15 settembre 2016, Equitalia sarà parte offesa.

“E’ una vicenda che si trascina da molti anni, mi meraviglio che sia uscita solo ora. Riguarda la mia residenza a Montecarlo dove vivo realmente dal 1992 e dove sono nati i miei figli. Non riguarda un problema di evasione fiscale, ma unicamente la circostanza che non avrei pagato ad Equitalia tutte le imposte che ha provvisoriamente iscritto al ruolo” ha replicato Biaggi. Aggiungendo che “si tratta d’imposte provvisoriamente iscritte al ruolo, perché su di esse il giudizio è comunque pendente”.

Il pilota romano era già finito sotto la lente d’ingrandimento del fisco. Nel 2013 fu prosciolto per prescrizione per aver usufruito dello scudo fiscale dopo essere stato rinviato a giudizio con l’accusa di evasione fiscale per aver trasferito in modo fittizio la residenza nel Principato di Monaco.